Poca neve prima, un po' (troppo) maltempo poi ma impianti verso il record: "I cannoni fondamentali: neve necessaria". Ora tocca al Garda: c'è il nodo personale
A Campiglio +3% dei primi ingressi: "Stagione positiva". Gli impiantisti soddisfatti dell'inverno che si avvia alla chiusura: "Periodo sicuramente difficile ma è andata bene. Incertezza dazi per il prossimo anno per il mercato americano che è in crescita". Si prepara il Garda: "Dati buoni per le prenotazioni, non cerchiamo nuovi numeri ma di consolidare l'andamento". Manca personale: "Ma la situazione è più rassicurante degli anni scorsi"

TRENTO. La maggioranza delle destinazioni sciistiche ha tirato i remi in barca con l'ultimo week end di marzo, poche le località che si inoltrano nel mese di aprile, complice anche la Pasqua alta nel calendario. Una pausa prima dell'estate e per tracciare un bilancio preliminare. E intanto inizia a scaldare i motori il Garda con ancora una volta grandi aspettative e qualche problema, legato in particolare alla ricerca dei lavoratori stagionali.
"E' stato un inverno sicuramente buono", dice Valeria Ghezzi, presidente di Anef-Associazione nazionale esercenti funiviari, Fianet a livello europeo e di Funivie Seggiovie San Martino di Castrozza. "Inizialmente si pensava che sarebbe stato difficile replicare l'anno scorso e invece siamo in linea, nonostante abbia nevicato poco, pochissimo o nulla, soprattutto all'inizio della stagione: questo conferma che l'innevamento è fondamentale: la neve necessaria è strategica".
L'assenza di precipitazioni e le temperature sopra la media avevano portato alcune località a posticipare l'apertura degli impianti. Non ha aiutato un periodo dell'Immacolata ridotto a un fine settimana con le piste generalmente aperte. Poi il boom tra Natale e Capodanno, un altro rallentamento dopo le festività e quindi la ripresa. "E' andata bene sulle Alpi ma anche, finalmente dopo due anni difficilissimi, anche sugli Appennini", aggiunge Ghezzi. "La gente è venuta sulle montagne e lo sci conferma l'attrattività. Il cliente italiano tiene, anche sulle settimane lunghe, mentre è in crescita il movimento dall'estero, Repubblica Ceca e Polonia in primis".
A muoversi su buoni numeri anche i Paesi nordici e il mercato statunitense, ma il trend di quest'ultimo segmento presenta dei dubbi sul fronte della tenuta. La scure dei dazi potrebbe avere ripercussioni anche sull'industria delle neve. I maggiori player del settore, impianti, gatti delle neve e componentistica sono europei, Alto Adige in particolare. "E' una situazione complessa da valutare e ci potrebbero essere dei cali anche sulla clientela perché queste iniziative hanno un impatto generale sull'economia e comporta povertà. Ma è ancora presto, un tema che eventualmente si presenta per l'inverno del prossimo anno".
La montagna bianca sembra continuare a funzionare, anche se le difficoltà causata dalla crisi climatica sono crescenti. "Non dobbiamo fermarci ai numeri", prosegue Ghezzi. "Ci sono tante sfide tra affrontare: la gestione dei flussi, l'offerta da diversificare, incentivare altri periodi della stagione e sviluppare la sostenibilità, ambientale, economica e sociale". Le nevicate sempre più rare impongono una riflessione anche sul paesaggio, "una componente fondamentale. Quest'anno non ci sono stati problemi ma è chiaro che deve essere preso in considerazione questo aspetto".
Tra le, pochissime, destinazioni che si spingono fino a Pasqua ci sono alcune aree di Campiglio. Dopo i record di affluenza natalizi, la stagione è stata caratterizzata dalla soddisfazione. "E' andata bene e abbiamo registrato un +3% dei primi ingressi, gli indicatori del fatturato sono in aumento, cresce anche la vendita dei plurigiornalieri: questo significa che ha lavorato bene la filiera", spiega Bruno Felicetti, general manager di Funivie Madonna di Campiglio. "Nonostante le difficoltà iniziali con poche precipitazioni e diversi week end rovinati dalle perturbazioni, rispetto all'anno scorso ci sono stati circa 15 giorni più di maltempo, la stagione è sicuramente positiva e chiusi gli impianti analizziamo i dati e i flussi per capire come migliorare ulteriormente la proposta".
Impianti verso la chiusura e i laghi si preparano all'inizio della stagione. "Siamo ai blocchi di partenza: molte aziende aprono le strutture in queste settimane", commenta Silvio Rigatti, presidente dell'Azienda per il turismo Garda Dolomiti. "Le prenotazioni sono già buone per dati e redditività". Inevitabili le settimane di picco. "Ma non cerchiamo nuovi numeri. L'intenzione è di consolidare le belle stagioni e distribuire i flussi nelle altre zone di ambito: incentiviamo gli eventi, la promozione e il sostegno agli altri ambiti, come la valle dei Laghi, la val di Ledro, Comano Terme e la val di Gresta".
Tra le criticità, la carenza di personale. "Anche se la situazione sembra muoversi meglio rispetto agli anni scorsi. C'è un ritorno dei lavoratori perché le stagionalità lunghe portano a una maggiore tranquillità. E' però fondamentale continuare a investire nella qualità e nella formazione per accogliere nel miglior modo possibile gli ospiti e restare al passo con la rapida evoluzione del settore", conclude Rigatti.













