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Trento
20 aprile | 06:00

"Lo sci è vivissimo", gli impiantisti: "Crisi climatica? Ci adattiamo: preoccupa di più l'inverno demografico". Gli albergatori: "Si prevede una fruizione diversa del territorio"

L'industria della neve si prepara a mettersi alle spalle un'altra stagione positiva, nonostante incertezze e difficoltà. La presidente di Anef, Valeria Ghezzi: "Ci preoccupa di più l'inverno demografico: senza un ricambio generazionale non ci saranno clienti e lavoratori". Il direttore di Asat, Davide Cardella: "Sci ancora centrale ma si ragiona sull'invecchiamento della popolazione"

Lo sci è vivissimo, gli impiantisti: Crisi climatica?

TRENTO. La stagione è ormai alla conclusione, un inverno positivo: "Lo sci è vivissimo", le parole di Valeria Ghezzi, presidente di Anef. Ma gli impiantisti sono già proiettati al futuro. Ci sono gli impatti della crisi climatica, si contrasta questa dinamica con il ricorso all'innevamento artificiale e con la tecnologia ma preoccupa di più la denatalità

 

"Ci sono sforzi e investimenti per adattarci, anche con il rafforzamento della stagione estiva, e trovare soluzioni fino a quando sarà possibile", ancora Ghezzi. "Ci preoccupa di più l'inverno demografico: senza un ricambio generazionale non ci potrebbero essere clienti e lavoratori" (Qui articolo).

 

Per questo c'è in campo per esempio un progetto europeo, il Kids on ski riunisce alcune tra le principali stazioni sciistiche di Italia (con l’intera Skiarea Madonna di Campiglio, Pinzolo, Folgarida Marilleva in Trentino e dell’Alta Badia in Alto Adige), AustriaGermania Svizzera. Un pacchetto all inclusive gratuito che comprende tutto ciò che serve per iniziare a scendere sulle piste: corsi di sci di mezza giornata condotti da maestri di sci esperti, il noleggio dell’attrezzatura, il biglietto dell’impianto di risalita per l’intera durata del corso e l’alloggio per il bambino (incluso nell’alloggio degli adulti accompagnatori).

 

E anche gli albergatori iniziano a ragionare per affrontare le sfide e trovare nuove opportunità. "L'inverno demografico è un fattore all'ordine del giorno perché richiede nuovi e diversificati approcci", commenta Davide Cardella, direttore di Asat. "Gli investimenti nelle strutture ricettive sono costanti: i centri wellness e altre attività vengono potenziate per poter rispondere alle nuove esigenze, così come ai potenziali bisogni di una clientela progressivamente più anziana".

 

Si punta sui mercati esteri ma è chiaro che l'invecchiamento della popolazione porta gli attori del sistema a riflettere sul futuro delle vacanze, invernali in particolare. L'aumento dell'età non sembra conciliarsi con uno sport adrenalinico e dispendioso. "La fruizione del territorio potrebbe subire degli sviluppi", aggiunge Cardella. "Già oggi per una persona in pista, un'altra non scia. Le esperienze, le attività collaterali e il turismo dolce, anche nel periodo invernale potrebbero diventare dei segmenti ancora più importanti".

 

Non solo la crisi climatica che si ripercuote sull'industria delle neve, ancora strategica e sostanzialmente senza alternative. Altri interrogativi, quindi, sul tavolo degli imprenditori a causa dell'inverno demografico. 

 

"Naturalmente iniziative e proposte non andrebbero a sostituire lo sci, ma anzi a completare l'offerta. Il tema è comunque presente e si cercano le contromisure. Una sfida perché ogni attività è diversa, così come ogni destinazione: l'impegno è di trovare una cornice di sistema capace di adattarsi sul territorio", conclude Cardella. 

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