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Nel 2023 i ghiacciai trentini hanno perso 65 ettari (VIDEO): "Una superficie pari a (quasi) 90 campi da calcio"

I ghiacciai trentini hanno registrato anche per il 2023 importanti regressi. Complessivamente si sono persi indicativamente 65 ettari, pari a quasi 90 campi da calcio nonostante le intense precipitazioni di carattere piovoso 

Di S.D.P. - 27 febbraio 2024 - 17:14

TRENTO. L'inverno 2022-2023 si è rivelato piuttosto "avaro di neve" sulle Alpi italiane e in Trentino. La scarsa copertura nevosa e le temperature elevate stanno fondendo i ghiacciai. A raccontarlo, la Sat, che attraverso la propria Commissione glaciologica da decenni misura gli arretramenti frontali dei più grandi ghiacciai del Trentino e, dal 2022-2023, grazie alla collaborazione con Acqua Surgiva-Gruppo Lunelli, segue anche il monitoraggio delle variazioni di area dei ghiacciai con dati satellitari.

I dati raccolti sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa tenutasi di recente in Casa Sat alla presenza della presidente Sat Anna Facchini, di Cristian Ferrari, presidente Commissione Glaciologica Sat e di Camilla Lunelli, direttrice Comunicazione e relazioni esterne del Gruppo Lunelli: "Nella ricerca scientifica i dati e le fonti sono indispensabili - esordisce Facchini -. Oggi la Sat è in grado di presentare dati aggiornati di alcuni ghiacciai, che provengono dai monitoraggi eseguiti tramite la Commissione Glaciologica. È quindi con orgoglio che presentiamo al mondo scientifico il frutto del lavoro di una parte dei nostri volontari". 

 

Ad entrare nei dettagli invece Cristian Ferrari: "Il progetto di monitoraggio delle aree glaciali, nato in collaborazione con Surgiva, serve per ottenere dati scientifici da remoto sull'evoluzione di questi importanti ecosistemi di alta quota e allo stesso tempo per sensibilizzare quanto la risorsa acqua sia importante e allo stesso tempo soggetta alle rapide evoluzioni climatiche".

 

E prosegue: "L’obiettivo è quello di restituire attraverso l’analisi di serie successive di immagini satellitari Esa-Sentinel 2, l’evoluzione delle superfici perennemente coperte da ghiaccio, in particolare confrontando i periodi di fine anno. L'analisi viene quindi raffinata dai tecnici della Sat utilizzando rilievi a terra con aeromobili a pilotaggio remoto o anche con l’utilizzo di voli fotogrammetrici sulle aree glaciali recentemente acquisiti dalla Provincia di Trento".

 

Sul tavolo i dati di misurazione di "ghiacciai campione" come quello del Mandrone, della Presanella e del Lares (TABELLA DI SEGUITO). Quello che emerge è che i ghiacciai trentini hanno registrato anche per il 2023 importanti regressi. Complessivamente nel 2023 in Trentino si sono persi indicativamente 65HA (ettari), pari a quasi 90 campi da calcio, di ghiacciai, nonostante le intense precipitazioni di carattere piovoso che hanno visto importanti eventi meteorologici durante tutta la tarda primavera estate, con alluvioni in Pianura Padana e diversi smottamenti dovuti alle intense precipitazioni anche sul territorio trentino.

"Per quanto riguarda il Mandrone - spiega Ferrari - l’arretramento è inferiore ai dati da record dell’estate 2022, ma ben superiori alle medie di arretramento degli anni precedenti. L'elevato arretramento delle ultime due stagioni ha provocato anche la frammentazione di corpi glaciali che già nel 2022 avevano mostrato le prime frammentazioni. E se i ghiacciai più grandi hanno evidenziato perdite di superfici di svariati ettari, i più piccoli hanno subito anche nel 2023 ulteriori contrazioni che li hanno portati a separarsi dai ghiacciai maggiori o arrivare alle misure minime per essere considerati 'ghiaccio morto'". 

 

Dati altrettanto preoccupanti sono stati registrati anche per il ghiacciaio della Presanella che continua ad essere soggetto a sconnessioni e frammentazioni: "Il ghiacciaio della Presanella - dichiara- ha visto per esempio la parte basale con una superficie superiore ai 30Ha, sconnettersi dalla zona a monte. Questi fenomeni di frammentazione, lasciano isolate le parti basali, lontane dalle zone di accumulo, aumentando la loro fusione come sta avvenendo anche alla parte basale del ghiacciaio di Lares".

 

"Il ghiacciaio di Lares – avverte Ferrari - per la sua conformazione e posizione è uno dei ghiacciai più in sofferenza in Trentino, ha perso circa 20Ha di superficie dal 2022 e quasi 110Ha dal 2015, e vede preoccupanti arretramenti anche nella parte più alta. A conferma della situazione critica con vistosi crepacci e l’instabilità dei passaggi in roccia, i Comuni di Massimeno e Valdaone sono stati costretti a chiudere il Passo di Cavento che collega il ghiacciaio di Lares con la Vedretta della Lobbia". 

 

Vista la situazione attuale, l'auspicio di Sat e Surgiva è che si proceda con l’attuazione di buone pratiche per il risparmio e la valorizzazione della risorsa idrica: "Fondamentali e strategiche sono anche la divulgazione e la sensibilizzazione dell’importanza dell’ecosistema in cui viviamo", conclude il presidente della Commissione Glaciologica. 

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