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| 01 set 2024 | 13:02

“Quasi dimezzato dal 1850 il terzo ghiacciaio lombardo”. I dati della Carovana di Legambiente: “Sul Fellaria preoccupa l'overtourism”

Il report della Carovana dei ghiacciai di Legambiente: “Tra il 2022 e il 2023, la sua porzione più bassa di quota ha registrato una perdita annuale tra i 5 e gli 8 metri di spessore. Invece il suo grande lago proglaciale, iniziato a formarsi dopo il 2023 e peculiarità di questo ghiacciaio, in questi anni per effetto delle elevate temperature si è ampliato fino a raggiungere nel 2024 un'estensione di 222mila metri quadri, pari a 30 campi da calcio”

“Quasi dimezzato dal 1850 il terzo ghiacciaio lombardo”

SONDRIO. La Carovana dei ghiacciai 2024 di Legambiente arriva sul Fellaria, il terzo ghiacciaio lombardo per estensione dopo quello dell'Adamello e dei Forni, e i dati condivisi dagli esperti confermano, purtroppo, la pressione sempre maggiore alla quale i corpi glaciali alpini sono sottoposti nell'epoca della crisi climatica. “Il ghiaccio Fellaria, in Valmalenco nel gruppo del Bernina – scrivono i responsabili dell'iniziativa – ha perso il 46% della sua superficie dal 1850 (culmine della Piccola era glaciale) ad oggi, passando da circa 28 chilometri quadrati a 13 includendo anche il versante svizzero (Vedretta Palù)”.


Negli ultimi anni, si legge nel report: “Tra il 2022 e il 2023, la sua porzione più bassa di quota ha registrato una perdita annuale tra i 5 e gli 8 metri di spessore. Invece il suo grande lago proglaciale, iniziato a formarsi dopo il 2023 e peculiarità di questo ghiacciaio, in questi anni per effetto delle elevate temperature si è ampliato fino a raggiungere nel 2024 un'estensione di 222mila metri quadri, pari a 30 campi da calcio”.


Sono questi in sintesi i dati del Servizio glaciologico lombardo condivisi dalla campagna nazionale di Legambiente, portata avanti in collaborazione con Cipra Italia e con la partnership scientifica del Comitato glaciologico italiano (Cgi). Il Fellaria, continuano gli esperti, pur presentando segnali di sofferenza “riesce a mostrare ancora un'apprezzabile dinamicità, grazie al suo bacino id accumulo molto esteso e posto ad una quota superiore ai 3mila metri. A documentarlo anche i time lapse realizzati dal Sgl grazie all'utilizzo di immagini fornite da una rete di webcam”.

In occasione della tappa della Carovana, Legambiente e il Comitato glaciologico italiano hanno poi deciso di accendere i riflettori anche sul tema dell'overtourism che, dicono: “Contraddistingue sempre di più ambienti di alta quota e glaciali, come ad esempio il Fellaria. La presenza di sempre più turisti per periodi sempre più brevi in molti luoghi molto popolari delle Alpi sta diventando un problema per la natura e i residenti. È urgente l'apertura di tavoli di confronto tra istituzioni, portatori di interesse locali e associazioni per affrontare il problema definendo percorsi al fine di rendere meno impattante la fruizione dei luoghi d'alta quota”.


A spiegarlo Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia: “Se sulla Mer de Glace (osservato nella prima tappa della Carovana), ingrigita e abbruttita dai cambiamenti climatici, i turisti si stanno riducendo, per il ghiacciaio di Fellaria al contrario si parla addirittura di overturism. Attorno a questo ghiacciaio, estremamente dinamico e di conseguenza piuttosto pericoloso, in questi ultimi anni si stanno concentrando tante e forse troppe persone. Si tratta di un’area estremamente fragile, ancorché pericolosa, dove addirittura le tracce geomorfologiche arrivano a confondersi con le tracce antropiche. Sempre più spesso in montagna si pone il problema di un rapporto corretto con la natura che da un lato necessita di nuove forme di governance e dall’altro ci interroga su aspetti socio-antropologici meritevoli di attenzione”.


“Nonostante le nevicate molto abbondati della primavera (la media riferita all'intera Lombardia risulta positiva del 74% rispetto agli ultimi vent'anni – dice poi Valter Maggi, presidente del Comitato glaciologico italiano – il bilancio di massa del Ghiacciaio Fellaria sarà difficilmente positivo. Questa tendenza risulta essere in linea con quella di molti altri ghiacciai dell'arco alpino”.

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