Sul sentiero in quota con un neonato nella carrozzina e sulla ferrata con la busta della spesa (e senza attrezzatura): "Ecco i fenomeni del giorno"
Il racconto di un alpinista: "Prima ho incontrato un escursionista che spingeva sulle pendenze e radici del sentiero 10 al Belvedere di Fanes, una carrozzina con neonato. Poi, e qui l' apice, due persone che, con busta del supermercato e senza attrezzatura, incuranti di ogni raccomandazione, volevano fare la ferrata"

CORTINA D'AMPEZZO. "Altra giornata incontrando fenomeni". A raccontarlo è un alpinista ed esperto di montagna che sui social ha pubblicato uno scatto ritraente alcuni escursionisti "che pretendevano di affrontare la ferrata con busta della spesa e senza attrezzatura".
"Prima ho incontrato un escursionista che con famiglia al seguito spingeva sulle pendenze e radici del sentiero 10 al Belvedere di Fanes, una carrozzina con neonato - fa sapere -. Poi, e qui l' apice, due persone che, con sacchetto presumibilmente del supermercato e senza alcun tipo di attrezzatura, incuranti di ogni raccomandazione, volevano fare la ferrata Barbara e Dalaiti, ma arrivate alla placca con verticale con gradini hanno capito".
Insomma, un racconto che non fa altro che sommarsi ai diversi fatti da molti escursionisti ed alpinisti, che in quota hanno documentato episodi di ogni sorta. Qualche tempo fa avevamo raccontato l'episodio di quattro turiste che avevano ben pensato di affrontare la discesa verso rifugio Bedole (qui siamo nel tratto di sentiero a monte della malga Matarot Alta) con ai piedi dei sandali o addirittura delle ciabatte.
Vicenda raccontata alla redazione de Il Dolomiti con tanto di fotografie, dalle quali emergeva non soltanto il fatto che le protagoniste della vicenda non fossero correttamente attrezzate, ma anche che fossero visibilmente in difficoltà, tanto che un paio di loro erano state costrette ad affrontare la via in discesa "sedendosi" a più riprese sulle rocce per evitare di cadere (QUI ARTICOLO).
"È una battaglia persa - commenta l'alpinista che nelle scorse ore ha raccontato sui social la vicenda legata alla famiglia sul sentiero con la carrozzina -. E molta colpa ne hanno i social e diversi blog, ormai diventati punto di riferimento per le nuove generazioni o "nuovi" frequentatori della montagna, che presi da una vita frenetica quasi ossessiva, cercano su internet e si informano in maniera del tutto approssimativa".
E conclude: "I 'soggetti' con il sacchetto in ferrata, sono frutto di una comunicazione ed un bisogno di conoscenza superficiale. Sarebbe bene cominciare a raccontare le terre alte nella maniera giusta. Da parte mia, la speranza è sempre quella che la situazione, prima o poi, migliori".













