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| 13 feb 2024 | 19:38

"Sull'Everest? Non ci tornerei. L'alpinismo di 'ieri' non esiste più", Messner: "Ora sugli 8.000 spazzatura, feci e masse di turisti anche per colpa dei social"

La riflessione dell'alpinista Reinhold Messner: "Ciò a cui stiamo 'assistendo' sull'Everest è un vero e proprio scempio. In una società in cui si può acquistare tutto, la gente è disposta a pagare (e anche molto) per vantarsi di aver fatto qualsiasi tipo di esperienza, compresa la salita di un 8.000 con tutti gli aiuti del caso. Oggi sull'Everest non ci salirei più"

TRENTO. "Ciò a cui stiamo 'assistendo' oggi sull'Everest è un vero e proprio scempio. In una società in cui si può ormai acquistare tutto, la gente è disposta a pagare (e anche molto) per vantarsi di aver fatto qualsiasi tipo di esperienza, compresa la salita di un 8.000 con tutti gli aiuti del caso". Sono queste le parole dell'alpinista altoatesino Reinhold Messner, che a Il Dolomiti commenta le recenti novità introdotte sull'Everest, dove a partire dalla prossima stagione chi approderà al campo base sarà costretto ad acquistare dei sacchetti per le feci, per contrastare quello che è diventato un vero e proprio problema

 

Quella relativa ai rifiuti è una criticità conosciuta e che da diverso tempo ormai interessa, per l'appunto, anche l'Everest. Basta dare un'occhiata sui social per vedere, grazie alle innumerevoli immagini ormai diventate virali, le condizioni in cui versa la più alta vetta del Pianeta. Fra tende distrutte, sporcizia e bombole di ossigeno, a porsi come cruciale questione sono 'ora' anche gli escrementi che, come riporta la Bbc, "a causa delle temperature estreme non si degradano completamente".

 

A raccontare la questione (comunque nota da tempo) è stato Mingma Sherpa, sindaco di Pasang Lhamu, che alla Bbc (QUI L'INTERVISTA) ha dichiarato: "Le nostre montagne hanno iniziato a puzzare. Così, abbiamo introdotto una nuova regola come parte di misure più ampie in corso di attuazione, che prevede che gli 'scalatori' acquistino sacchetti per le feci al campo base, controllati al loro ritorno".

 

"Siamo arrivati ad un punto di non ritorno: un vero e proprio scempio - si aggiunge Messner, intervistato da Il Dolomiti -. E il problema non sta solo nelle feci in sé o nei rifiuti. La colpa è dei social, che fanno credere a tutti di poter arrivare ovunque. Le persone sono disposte a spendere migliaia di dollari o più solo per mostrare al mondo di essere stati sull'Everest: una donna è arrivata a spendere 6 milioni. E con questo ho detto tutto". 

 

"Poi, però - prosegue nella riflessione - sono anche convinto che nessuna di quelle persone sarebbe in grado di raggiungere nemmeno il campo base senza aiuti. Se scalano quella montagna è solo e unicamente perché hanno a disposizione qualsiasi tipo di 'comfort': dall'ossigeno agli elicotteri". 

 

E conclude: "A tutto questo ci siamo arrivati per la smania di mostrarsi online e, come detto, per colpa dei social: per una bella foto da postare su Instagram si è disposti davvero a tutto. Vedere immagini di lunghe file di turisti in coda verso la vetta o della tantissima spazzatura abbandonata in quota fa male: oggi sull'Everest non ci andrei più". 

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