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Trento
16 agosto | 13:52

Turisti fanno il bagno nel lago alpino e bivaccano con le tende (nonostante i divieti), il gestore dell'Antermoia: "Spaventa come la montagna sia cambiata in pochi anni"

"Sono qui da soli 8 anni ma la montagna è cambiata davvero molto". A parlare è Martin Riz, gestore del rifugio Antermoia: "Escursionisti che bivaccano nonostante i divieti o che se ne vanno senza pagare, e ancora il problema dell'abbandonano dei rifiuti. Troppo spesso manca il rispetto nei confronti di quelle che un tempo erano le regole fondamentali della montagna"

Turisti fanno il bagno nel lago alpino e bivaccano con le tende (nonostante i divieti)

CAMPITELLO DI FASSA. La montagna è cambiata e testimoni ne sono quei rifugisti che in quota si spendono ogni giorno per proteggere e custodire un ambiente fragile (e sempre più a rischio) e per guidare e istruire gli avventori, offrendo informazioni su sentieri, pasti caldi ed un riparo. 

 

A raccontare come le terre alte sono cambiate, era stato qualche tempo fa Duilio Boninsegna, gestore del rifugio Pradidali, che a Il Dolomiti spiegava: "I tempi sono cambiati sotto tanti punti di vista e non soltanto a livello ambientale. Anche il tipo di escursionisti che arrivano da noi sono molto diversi rispetto a un tempo: negli anni '90 venivano soprattutto 'esperti di montagna', che alla doccia nemmeno ci pensavano. Ora, invece, sono molti quelli che chiedono di potersi lavare, anche offrendosi di pagarci il servizio, non capendo quindi quale sia il reale nocciolo della questione. Per non parlare di richieste come la camera singola" (QUI ARTICOLO). 

 

Ad aggiungersi alle dichiarazioni di Boninsegna (insieme a diversi altri rifugisti) è anche Martin Riz, guida alpina e soccorritore per l'Aiut Alpin, che da 8 anni gestisce il rifugio Antermoia, struttura che sorge a quota 2.497 metri nel gruppo del Catinaccio, in Val di Fassa: "Sono qui da poco tempo - esordisce, intervistato da Il Dolomiti - pochi anni che sono però bastati per notare dei grandi cambiamenti, relativi soprattutto alla mancanza di rispetto di quelle che un tempo erano le regole fondamentali della montagna". 

 

Si parte dall'abbandono dei rifiuti, che il rifugista deve giornalmente raccogliere lungo i sentieri e fuori dal rifugio, occupandosi di smaltirli: "Parliamo soprattutto di sacchettini con le feci dei cani, che molti pensano bene di abbandonare in giro - riferisce, tenendo a sottolineare -. La mia non vuole essere una polemica ma il racconto della situazione attuale". Insomma, un invito alla riflessione e non un'accusa. 

 

Riz prosegue confessando che, purtroppo, non mancano anche episodi di "fughe" di escursionisti che abbandonano il rifugio senza pagare: "Tre ragazzi con il loro cane sono venuti a cena da noi, hanno pagato e poi dormito in tenda. Sono poi tornati in struttura per fare colazione ma sono scappati senza pagare. Queste sono cose che dispiacciono e fanno male", commenta. 

 

Ma la maleducazione e la 'leggerezza' riscontrabile in quota non si fermerebbe qui, tanto che negli scorsi giorni sui social sono apparsi diversi video (DI SEGUITO) di turisti che facevano il bagno nel lago di Antermoia, specchio d'acqua alpino "che rischia di essere rovinato e che andrebbe tutelato e piuttosto osservato da lontano, come tutte le bellezze patrimonio dell'umanità. Peraltro, il rischio è anche quello di disturbare chi arriva in zona molto più semplicemente per godere della pace e delle bellezze della montagna".

Invece, alcuni, forse per il caldo o per la volontà di concedersi un'esperienza diversa, continuano ad approdare a quota 2.500 con il desiderio di tuffarsi nel lago d'Antermoia: "Capita che ci chiedano se è balneabile o ancora che vengano a segnalarci che qualcuno sta facendo il bagno, pregandoci di intervenire: noi, ovviamente, non possiamo fare nulla. L'unica cosa che possiamo fare è dire a chi viene a trovarci che è meglio evitare di fare certe cose".

 

Un altro 'problema' è quello delle tende: "Esiste un divieto ma qualcuno che bivacca a bordo lago o fuori dal rifugio lo troviamo sempre - conclude il gestore dell'Antermoia -. Parlando con altri rifugisti della zona ho scoperto che è un problema abbastanza diffuso: c'è anche chi si è ritrovato la tenda piantata sullo zerbino della struttura in quota".

 

Insomma, sembrerebbe che in quanto ad educazione e a frequentazione delle terre alte ci sia ancora molto da imparare. Certo è che, fortunatamente, ci sono ancora moltissimi alpinisti ed escursionisti che la montagna la amano davvero e che in quota ci sanno ancora andare in maniera sicura e consapevole: "Sono davvero molte le persone gentili e cortesi che ci fanno visita, apprezzando il nostro impegno quotidiano e questa è sicuramente la soddisfazione più bella". 

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