Voragine si apre sulle piste da sci e impianti chiusi. Il maltempo manda ko il turismo a Pasqua
Non solo i danni in diverse zone del Trentino, le ripercussioni economiche riguardano anche il turismo con il maltempo che ha sostanzialmente cancellato il week end di Pasqua. E non sono mancati i problemi tra piste impraticabili e cedimenti con una voragine che si è aperta sul tracciato

TRENTO. Un cedimento della terra e si è aperto un buco sulla pista mentre molte destinazioni hanno dovuto fronteggiare i problemi causati dal maltempo con impianti fermi e seggiolini trasformati in altalene sotto le sferzate del vento. Una Pasqua sostanzialmente da dimenticare per la montagna.
Nell'area di San Martino-Passo Rolle, per esempio, i 25 impianti sono rimasti fermi per "l'impraticabilità delle piste" e per "precipitazioni, a tratti anche forti, con il limite della neve che si è alzato fino a quota 2000 metri. Per certi versi "scenografico" il buco sull'Alpe Cermis: il terreno è scivolato e ha trascinato via la neve. Fortunatamente non è rimasto coinvolto nessuno. "Ci siamo accorti alla mattina di martedì 2 aprile all'apertura degli impianti - spiega a il Dolomiti Francesca Misconel, responsabile dell'ufficio marketing dell'Alpe Cermis - e abbiamo subito ripristinato la piena sicurezza dell'area".

La pista non è stata inizialmente aperta e l'area è stata circoscritta con le reti. "Probabilmente è dovuto alla pioggia e qualche infiltrazione che ha portato allo scivolamento del terreno. Le lavorazioni sono durante circa un'ora - aggiunge Misconel - poi ci sono stati i test e le verifiche a completare le operazioni. La pista è perfettamente agibile e sicura, fruibile in questi ultimi giorni di stagione".
La Skiarea dell'Alpe Cermis è attiva fino a domenica 7 aprile. "Le piste sono perfette nella parte più alta - prosegue Misconel - ma la qualità è garantita anche più in basso per la posizione e per l'esposizione dei tracciati. La destinazione mette a disposizione ancora un'offerta importante. I clienti sono soddisfatti. Nel complesso è andata bene. E' presto per tracciare i bilanci ma c'è ottimismo".
Il week end di Pasqua con l'allerta gialla e il forte maltempo con danni e disagi sul territorio provinciale sono la fotografia di una stagione complessa. Un boom di sciatori e appassionati sulle montagne durante il ponte dell'Immacolata e nel periodo clou delle festività natalizie ma un inverno caratterizzato da poche precipitazioni e da temperature molto elevate per il periodo, soprattutto a febbraio. Più che lo sci alpino, che ha retto sulle Alpi, in difficoltà in particolare sono finiti i Centri del fondo. Poi la neve a marzo con il maltempo che però ha inciso su diversi fine settimana.
Il bilancio si avvia a chiudersi in positivo per le destinazioni che rientrano nelle orbite di Dolomiti Superski e Skirama. Il maggior comprensorio italiano nel primissimo bilancio delle scorse settimane ha riferito di un amento del 2% dei primi accessi giornalieri agli impianti e di un +4% delle vendite. Un forte aumento nei confronti della scorsa stagione anche per l’abbonamento stagionale, cresciuto del 17% per la variante “Dolomiti Superski” e dell’8% per la singola destinazione.
L'industria dello sci sulle Dolomiti sembra quindi tenere nei numeri e nei fatturati, forte anche dell'internazionalizzazione. Strategica, sempre di più, la presenza dei turisti provenienti dall'estero.
"Anche il mercato Italia ha registrato buoni numeri - le parole a il Dolomiti di Valeria Ghezzi, presidente di Anef-Associazione nazionale esercenti funiviari, Fianet a livello europeo e di Funivie Seggiovie San Martino di Castrozza - non c'è una riduzione uniforme, alcuni comprensori hanno sofferto di più, specialmente sull'Appennino, mentre le oscillazioni sono più contenute e circoscritte a poche località sulle Alpi. Il calo della componente domestica è stata però ampiamente compensata dalla clientela straniera, in particolare europea e in quota minore dagli Stati Uniti, e in parte da un maggior afflusso infrasettimanale". A reggere e migliorare la performance le Alpi, mentre gli Appennini sono un altro capitolo, le criticità e le sofferenze sono state altissime.













