"Abbiamo individuato la zona e abbiamo iniziato a scavare nella neve", il racconto di Sbisà e Zen, unità cinofila del soccorso alpino: "Certamente l'Artva è fondamentale"
Dopo la testimonianza di Nicola Bernardi e Zara, abbiamo incontrato Paolo Sbisà al Corso nazionale unità cinofile da valanga a Cortina. Il compagno e conduttore di Zen, il cane da ricerca in valanga che ha trovato la donna travolta durante un’uscita a forcella Giau pochi giorni fa. Anche lui ci racconta com’è andata

CORTINA D’AMPEZZO. "Siamo stati allertati da Pieve di Cadore e abbiamo fatto dei tentativi di avvicinamento, ma a causa del meteo avverso non è stato possibile procedere immediatamente". Il racconto è Paolo Sbisà, conduttore di Zen, unità cinofila del soccorso alpino. "Quando finalmente siamo riusciti ad arrivare, i soccorritori avevano già estratto una persona e stavano recuperando la seconda".
Dopo la testimonianza di Nicola Bernardi e Zara, abbiamo incontrato Sbisà al Corso nazionale unità cinofile da valanga a Cortina. Il compagno e conduttore di Zen, il cane da ricerca in valanga che ha trovato la donna travolta durante un’uscita a forcella Giau pochi giorni fa. Anche lui ci racconta com’è andata.
"Abbiamo quindi iniziato la ricerca della donna: i colleghi avevano già individuato la zona grazie all’Artva e iniziato a scavare", dice Sbisà. "Probabilmente ciò ha permesso a qualche odore di arrivare, tramite i fori della sonda, al mio cane, che ha delimitato ulteriormente l’area di ricerca, altrimenti molto più ampia. Avere questa doppia conferma è importante: abbiamo quindi unito le forze tutti quanti per recuperare la donna".
Un evento per ribadire, ancora una volta, l'importanza della preparazione, della prudenza e della strumentazione quando si pianifica un'escursione in quota. "Certamente l’Artva è basilare: ci fornisce la certezza che la persona è lì e di poterla estrarre in tempi brevissimi. È chiaro però che, in caso di un seppellimento così profondo, delimitare ulteriormente la zona e avere delle certezze con il cane è altrettanto importante, altrimenti l’area da esplorare sarebbe enorme e il tempo impiegato maggiore", conclude Sbisà.












