Con un gigantesco pappagallo tropicale sulla schiena in montagna: ''Sentiero da non sottovalutare e l'uccello era visibilmente spaventato. Questa non l'avevamo mai vista''
E' successo ieri su un sentiero che porta a Solda in Alto Adige nel Parco dello Stelvio. Il tutto è stato documentato da Roberto Rinaldi accompagnatore del Cai: ''Vedo ogni giorno persone senza attrezzatura e con scarpe da ginnastica. Ed è sempre peggio. Noi del Cai di Bolzano cerchiamo di promuovere un'educazione al rispetto della natura, ma molte volte dobbiamo intervenire per fornire aiuto e assistenza a chi sottovaluta i rischi che si possono incontrare in montagna''

SOLDA. Ci mancava pure il pappagallo, dalle immagini sembrerebbe addirittura un'Ara dai colori vivaci e dalle dimensioni molto grandi. Una scena insolita, assolutamente inaspettata, quella vista ieri, domenica 10 agosto, nel Parco nazionale dello Stelvio, dove un turista passeggiava tranquillamente per il sentiero con un pappagallo sulla spalla con bastone di appoggio.
A segnalare l'accaduto è Roberto Rinaldi, escursionista e accompagnatore del Cai (Club Alpino Italiano) di Bolzano, che spiega a Il Dolomiti l’accaduto: “Il turista stava scendendo da un sentiero piuttosto impegnativo che porta a Solda, venendo dal rifugio Coston. In quel punto c’è una forte corrente d’aria causata dalla discesa dell’acqua che scende dal ghiacciaio e si faceva molta fatica a camminare. Il pappagallo era visibilmente spaventato perché sbatteva in maniera agitata le ali. Una scena assurda che sono riuscito a documentare fotograficamente''.

Un comportamento, quello del turista, che rivela come ormai sulle nostre montagne sia sempre più frequente imbattersi in situazioni assurde. Addirittura trovare un pappagallo tropicale in quota in Alto Adige a oltre 2mila metri un tempo poteva sembrare impossibile e invece tra persone in ciabatte, escursionisti in calzoncini sui ghiacciai e gatti al guinzaglio sulle ferrate oggi ci si può aspettare davvero di tutto.
''Sicuramente quel che abbiamo visto era fuori dall'ordinario ed anche rischioso. Eravamo un gruppo di escursionisti del Cai di Bolzano, e posso assicurare che camminare in quel posto su terreno molto impervio, esposto e franoso è piuttosto pericoloso - completa Rinaldi –. Il pappagallo poi con i suoi movimenti e il suo sbattere le ali sicuramente non favoriva l'equilibrio dell'uomo. Vedo ogni giorno persone senza attrezzatura e con scarpe da ginnastica. Ed è sempre peggio. Noi del Cai di Bolzano cerchiamo di promuovere un'educazione al rispetto della natura, ma molte volte dobbiamo intervenire per fornire aiuto e assistenza a chi sottovaluta i rischi che si possono incontrare in montagna. Certo, un pappagallo in montagna non lo avevamo ancora visto”.











