Danni ai prati causati dagli ungulati selvatici: arrivano i risarcimenti agli agricoltori
Cinghiali, cervi, caprioli, brucano i prati, li arano, li calpestano consumando il foraggio e sradicando le piante e così il Parco Nazionale dello Stelvio ha previsto degli indennizzi

STELVIO. Oltre 100 domande accolte per oltre 100mila euro di indennizzi stanziati e destinati alle aziende agricole e ai conduttori dei fondi. Perché? Perché gli ungulati selvatici causano danni ai prati da sfalcio. Cinghiali, cervi, caprioli, infatti brucano i prati, li arano, li calpestano consumando il foraggio e sradicando le piante e così il Parco Nazionale dello Stelvio ha previsto degli indennizzi.
Le richieste di risarcimento andavano presentate entro fine agosto e ''quest'anno - comunica il Parco - 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗲 𝟭𝟬𝟱 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶, 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗹𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗲 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁à 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗲, 𝗳𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗵𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘁 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝗻𝗼''.
𝗜 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮 𝘀𝗳𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼, va detto, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼: sono ecosistemi ricchi di biodiversità, che contribuiscono a costruire il paesaggio delle nostre montagne, offrono spazi aperti alla fauna selvatica e mantengono vive pratiche secolari che definiscono l’identità culturale della valle.
''𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼 - conclude il Parco dello Stelvio - 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗶ù 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼: è 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝘃𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗳𝗮𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗹𝘃𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮, che permette di proteggere il territorio, tutelare le tradizioni locali e garantire la conservazione della natura''.














