Contenuto sponsorizzato
| 07 ago 2025 | 18:40

Drone insegue due lupi per riprenderli e il video è virale: ''Sono in evidente stato di stress: fatti come questi purtroppo accadono sempre più anche a causa dei social"

Il Parco: "Fatti come questi purtroppo accadono sempre di più, a causa dello sviluppo dei social e delle testate che riprendono i video rendendoli virali, spesso senza contestualizzare o senza una spiegazione scientifica dei comportamenti. I lupi ripresi sono chiaramente in condizione di stress a causa del drone. Invitiamo tutti ad una riflessione su quanto accaduto, perché il disturbo della fauna non ha confini"

Drone insegue due lupi per riprenderli e il video è virale: Sono in evidente stato di stress

AOSTA. "È diventato virale, a seguito della pubblicazione sui social e ripreso da alcune testate, il video realizzato in Valle di Rhemes in cui alcuni lupi sono stati ripresi con un drone. L'Ente Parco, tramite il Corpo di Sorveglianza, ha subito verificato che le immagini non fossero state realizzate all'interno dei confini e quindi il sorvolo non autorizzato, ma soprattutto il disturbo alla fauna selvatica, non sono perseguibili direttamente dall'Ente".

 

A parlare sono i referenti del Parco nazionale Gran Paradiso e il riferimento è ad un video, fatto con un drone, di due lupi ripresi in Valle d'Aosta mentre corrono e si mostrano in tutta la loro bellezza (QUI VIDEO).

 

Una vicenda sulla quale ha però voluto intervenire il Parco: "Fatti come questi purtroppo accadono sempre di più, a causa dello sviluppo dei social e delle testate che riprendono i video rendendoli virali, spesso senza contestualizzare o senza una spiegazione scientifica dei comportamenti. I lupi ripresi sono chiaramente in condizione di stress a causa del drone, indipendentemente quindi dal fatto che il video sia stato fatto fuori Parco invitiamo tutti ad una riflessione su quanto accaduto, perché il disturbo della fauna non ha confini".

 

Secondo gli esperti, infatti, quello che potrebbe sembrare un bel video cela in realtà una grande verità: "Numerosi studi, condotti negli ultimi anni in ambiente alpino, dimostrano come questi possano causare un notevole disturbo nei confronti della fauna selvatica, poiché causano reazioni di fuga, che comportano un notevole dispendio di energia, con conseguenze potenzialmente negative per quanto riguarda la sopravvivenza e perfino la riproduzione, oltre ad aumentare il rischio di cadute accidentali".

 

E proseguono: "Quando si riprende e fotografa un animale, anche non con un drone, dobbiamo sapere che, avvicinandoci troppo, abbiamo un impatto che provoca stress o fuga: è necessario mantenere una giusta distanza, evitare rumori e movimenti che disturbino gli animali, soprattutto durante momenti delicati come nidificazione e alimentazione".

"Ricordiamo che il sorvolo di droni nei Parchi nazionali - concludono in un post apparso sui social - necessitano sempre di autorizzazione preventiva dall’Ente per il quale, la prima regola, è non interferire con le dinamiche della fauna selvatica. Nel Parco è infatti, di norma, la presenza del Corpo di Sorveglianza in caso di riprese con drone autorizzate".

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 06:00
"Mancano i flussi, è inutile girarci troppo attorno, nonostante la città sia a due chilometri dall'Autostrada del Brennero, uno dei "corridoi" [...]
Cronaca
| 07 agosto | 06:57
Il terribile incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in Gardesana. Durante un sorpasso, secondo una prima ricostruzione, il 40enne [...]
Montagna
| 06 agosto | 20:15
Dal Trentino al Veneto, una panoramica sulla difficile situazione idrica in quota. Abbruscato: “Il problema principale legato all'utilizzo dei [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato