L'Enpa chiede di 'aprire' tutti i rifugi ai cani, il Cai: "Necessario un confronto costruttivo. Sulla cagnolina 'cacciata' nonostante il maltempo faremo le opportune verifiche"
Dopo che l'Enpa ha chiesto al Cai di rivedere il regolamento (facendo sì che i rifugi aprano le proprie porte ai cani, quantomeno in caso di necessità), il Club ha fatto sapere la propria: "Tema che richiede senza dubbio un confronto serio e costruttivo"

TRENTO. "Esprimiamo la nostra soddisfazione per la pronta risposta del Cai alla nostra sollecitazione di modificare il regolamento delle strutture di accoglienza in montagna, nel senso di consentire l’accesso ai cani almeno nei casi di necessità, perché animali umani o “altri” animali, tutti abbiamo diritto ad essere soccorsi in caso di bisogno".
A parlare sono i referenti di Enpa, che di recente avevano richiesto (nuovamente) al Cai di rivedere il regolamento in merito all'ingresso dei cani nei rifugi (oggi prevede che sia il rifugista a decidere ndr). La richiesta è stata fatta in particolare dopo che un rifugista in Trentino si è rifiutato di fare entrare una cagnolina in Rifugio nonostante il maltempo (QUI ARTICOLO).
Un fatto che ha spinto l'associazione a scrivere al Cai, chiedendo che il regolamento venga modificato, affinché gli amici a 4 zampe possano accedere alle strutture in quota, quantomeno nei casi di emergenza.
La risposta del Cai non ha tardato ad arrivare: "Il Club - fanno sapere da Enpa - esprime la consapevolezza 'dell’importanza che gli animali rivestono per molte famiglie e del valore che essi rappresentano nelle esperienze di montagna'. Anzitutto, si riserva di effettuare tutte le opportune verifiche per comprendere con esattezza quanto accaduto - fanno sapere ancora -. Ricordiamo che alcuni turisti avevano segnalato che alla loro cagnolina, in forte difficoltà a causa del freddo e della grandine cui si erano trovati esposti durante un violento temporale, era stato negato l’accesso all’interno del rifugio Val di Fumo, per consentirle di riprendersi dallo stato di malessere accusato".
E proseguono da Enpa: "Nel contempo attraverso Giacomo Benedetti, vice presidente generale con delega ai rifugi ed alle opere alpine, accoglie con favore le nostre considerazioni, in quanto 'il tema dell’ospitalità nei rifugi alpini, anche con riferimento agli animali, richiede senza dubbio un confronto serio e costruttivo, che tenga conto della tutela delle persone, degli animali e delle peculiarità gestionali delle strutture in alta quota'".
"Fin da ora diamo la nostra disponibilità ad aprire al dialogo e al costruttivo confronto con la Soroa (Struttura operativa rifugi e opere alpine) e con il Cai, per trovare soluzioni condivise, affinché la frequentazione delle nostre montagne possa rappresentare una positiva esperienza, da ricordare come esempio di accoglienza a tutto campo, estesa a chiunque – compresi gli animali che accompagnano gli escursionisti - si trovi in condizione di bisogno", concludono.














