Neutralizzata bomba della seconda guerra mondiale a quota 2.200 metri: complesso intervento in montagna degli Alpini
L'ordigno bellico era una bomba d'aereo di 227 chilogrammi contenenti oltre un quintale di alto esplosivo

SAN VIGILIO DI MAREBBE. Si sono concluse con successo le operazioni condotte dai guastatori del 2° Reggimento Genio della Brigata Alpina “Julia” per neutralizzare un residuato bellico rinvenuto in contesto montano a quota 2.200 metri.
Si trattava di una bomba d'aereo da 500 libbre (227 chilogrammi), contenente 120 chili di alto esplosivo, un pericolo potenziale che ha richiesto un intervento complesso e altamente specializzato.

Per garantire la sicurezza del sito e scongiurare i rischi di un’esplosione accidentale i militari hanno realizzato lavori di messa in sicurezza e consolidamento dell’area circostante. È stato inoltre istituito un raggio di sicurezza di 800 metri attorno al punto di ritrovamento. L’obiettivo? Ridurre al minimo i disagi per la popolazione e l’impatto sull’ambiente montano.
Gli specialisti del 2° Reggimento hanno optato per una neutralizzazione lenta e controllata, evitando la detonazione diretta dell’ordigno.
Per farlo, hanno impiegato un dispositivo all’avanguardia chiamato “Swordfish”, capace di sezionare l’involucro della bomba con un getto di acqua e sabbia ad altissima pressione, garantendo protezione totale agli operatori. Una volta aperto, l’esplosivo interno è stato distrutto tramite una combustione controllata, riducendo i rischi al minimo. Al termine delle operazioni, l’area è stata completamente bonificata e riportata alle sue condizioni originarie, nel pieno rispetto della tutela ambientale.

L’intervento è stato coordinato dal Centro Operativo Misto, allestito presso il Comune di San Vigilio di Marebbe, sotto la supervisione del Commissariato del Governo per la provincia di Bolzano e del Comando Truppe Alpine dell’Esercito. Una sinergia perfetta tra enti che ha permesso di gestire con efficacia questa delicata operazione di Protezione Civile.












