"Per mettere in sicurezza una strada dobbiamo aspettare il Giro d'Italia?", la denuncia: "Le auto sbandano contro la roccia, moto e ciclisti rischiano di cadere"
L'albergatore e presidente del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici, Osvaldo Finazzer: "Siamo ignorati e dimenticati perché posti ai confini dei territori: non c'è una visione o una strategia di sviluppo condiviso. Servono maggiori controlli e si rispristini la sicurezza della strada perché è pericolosa"

PASSO SELLA. "Purtroppo i passi dolomitici non sono considerati importanti per l'offerta turistica". A dirlo Osvaldo Finazzer, albergatore e presidente del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici. "Quanto si deve aspettare per rimettere in sicurezza la strada? Ci si ricorda di noi solo quando passa il Giro d'Italia?".
L'albergatore e presidente del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici prende spunto dall'ultimo evento, organizzato domenica 1 giugno, sui tornanti del passo Sella con chiusura della strada per dar spazio a escursionisti e ciclisti, per lanciare, ancora una volta, una richiesta di maggiore considerazione. Una strada scelta dalle auto sportive durante il giorno ma anche trasformata di notte in circuito tra rombo di motori, accelerazioni e sgommate.
"I passi sono considerati angoli periferici poco sorvegliati e poco controllati dalle autorità, territori utili solo per eventi occasionali", prosegue Finazzer. "Siamo ignorati e dimenticati perché posti ai confini dei territori: non c'è una visione o una strategia di sviluppo condiviso. Assente, purtroppo, anche la stessa Fondazione Dolomiti Unesco. Ribadiamo che gli imprenditori che vivono e lavorano sui passi difendono l'importanza dei collegamenti tra le valli per l'economia turistica, ma chiediamo un metodo più partecipativo delle politiche turistiche del territorio che viviamo".
Già l'anno scorso era stata messa in luce la situazione sulla strada: buche, asfalto rovinato in molti punti e poca manutenzione del manto. Da allora nulla sembra essere cambiato. "Per ripristinare i 5 chilometri da Pecol a passo Pordoi dobbiamo aspettare il Giro d'Italia? Speriamo che qualcosa accada prima ma non ci sono segnali in questo senso e si ignora l'attività economia che portiamo al territorio".
E' una questione di sicurezza. "Serve la manutenzione delle strade: i turisti e i residenti devono poter transitare senza pericoli. Adesso sembra di essere in un Paese del terzo mondo: le auto scivolano sul ghiaino e urtano le pareti, moto e bici rischiano di finire a terra. Già un anno fa abbiamo evidenziano la pericolosità dell'asfalto ma non ci sono stati interventi: non possiamo aspettare ancora", conclude Finazzer.













