“Bici in montagna? Ormai si iniziano a trasformare i sentieri in 'ciclabili' mentre gli hotel organizzano tour e noleggi. Anche in Alto Adige è un problema”
A parlare è Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, dopo la forte presa di posizione sul tema del presidente della sezione veneta del sodalizio Francesco Abbruscato: “Totale accordo con quanto espresso, anche in Alto Adige la presenza di bici sui sentieri è un problema”

BOLZANO. “Bene la presenza di bici ed e-bike su ciclabili e strade forestali, ma quando comitive di ciclo-escursionisti seguono i sentieri di montagna è un problema tanto per i percorsi quanto per chi si muove a piedi”. A intervenire sul tema è Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, dopo la forte presa di posizione espressa ieri dal presidente della sezione veneta del sodalizio, Francesco Abbruscato.
“Sono totalmente d'accordo con quanto ha detto – continua – e confermo che anche in Alto Adige la presenza sempre più massiccia di biciclette sui sentieri è un problema. Un tempo, quando le biciclette erano solamente 'muscolari', il numero di appassionati delle due ruote in quota era ridotto e ridotti erano dunque anche i problemi. Oggi però, in particolare sui sentieri più stretti, il passaggio delle bici rappresenta un rischio per gli escursionisti e la presenza dei mezzi rovina i percorsi, che poi devono essere sistemati dai volontari del Cai o dell'Alpenverein”.
In Alto Adige in particolare, dice Zanella: “Ormai quasi tutti gli hotel forniscono un servizio di noleggio di e-bike ed organizzano tour di gruppo in montagna, con anche 10 o 15 partecipanti alla volta. Ribadisco: ben vengano iniziative del genere se pensate lungo ciclabili o percorsi dedicati, ma i sentieri non sono adatti a un volume simile di ciclo-escursionisti”.
A complicare le cose in Provincia di Bolzano però, continua il presidente del Cai: “Sono anche le decisioni di diverse amministrazioni comunali, che stanno iniziando a trasformare i sentieri in 'ciclabili', allargando i percorsi per permettere il passaggio delle bici. Gli esempi ci sono già in val Badia, lungo il sentiero al Pralongià, o lungo il sentiero che dal parcheggio di Lavenna porta alla malga di Meltina. Personalmente credo si tratti di esagerazioni pensate per andare incontro a una certa idea di turismo”.
Idea di turismo in grado di portare denaro, concede Zanella, ma allo stesso tempo concausa di situazioni al limite come quelle vissute quest'estate per esempio sul Seceda. E mentre l'overtourism genere 'code' anche in quota “ci sono anche ciclisti che 'tagliano' i percorsi e scendono direttamente dai prati” dice ancora Zanella: “Mentre negli ultimi anni si è arrivati addirittura a proporre servizi di 'elibike', per trasportare con l'elicottero sulle vette bici e ciclisti pronti per la discesa”.
Se da una parte insomma è necessario regolamentare la frequentazione dei percorsi in quota, conclude il presidente del Cai Alto Adige, dall'altra bisogna evitare di trasformare i percorsi stessi: “Abbiamo una rete di ciclabili e strade forestali bellissima, si utilizzino quelle”.












