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Belluno
16 gennaio | 22:51

"Gli atti ufficiali raccontano una realtà diversa rispetto a quanto comunicato", il Nevegal tiene ancora banco: "E' tempo di verità e chiarezza"

Continua a far discutere la complicata stagione invernale sul Nevegal. Il capo frazione: "Una domanda semplice, diretta e non più rinviabile: perché si continua a parlare di sospensione per mancanza di documentazione quando un atto successivo dichiara formalmente che le condizioni di sicurezza sono state ripristinate?"

"Gli atti ufficiali raccontano una realtà diversa rispetto a quanto comunicato"

BELLUNO. Tiene ancora banco la - complicata - stagione sul Nevegal. Una vicenda che si arricchisce di un'altra puntata con documenti ufficiali che andrebbero a contraddire le motivazioni della seggiovia che stenta a essere aperta con continuità mentre il tessuto economico e sociale soffre per la mancanza di certezze. Da qui il capo frazione che chiede "chiarezza immediata e verità amministrativa". 

 

Ma cosa sarebbe successo? "Negli ultimi giorni ai cittadini del Nevegal è stato ripetutamente comunicato che la seggiovia è chiusa per un guasto a una scheda", attacca Daniele Libralon, capo frazione del Nevegal. "Questa è la versione ufficiale che ha giustificato la sospensione del pubblico esercizio da parte di Dolomiti Ski Line. Tuttavia, atti amministrativi successivi alla sospensione presentati dalla società raccontano un’altra realtà, radicalmente diversa e difficilmente conciliabile con quanto dichiarato pubblicamente".

 

Da un provvedimento formale - riporta il capo frazione - emerge infatti che "la relazione di revisione quinquennale è stata regolarmente redatta e firmata dal direttore di esercizio; è stata presentata la dichiarazione asseverata con giudizio motivato positivo; i controlli sulla fune traente hanno avuto esito favorevole e soprattutto che sono venute meno le condizioni che avevano determinato la sospensione del nulla osta tecnico con conseguente rilascio di un ulteriore provvedimento".

 

A fronte di questi atti ufficiali, "pongo una domanda semplice, diretta e non più rinviabile: perché si continua a parlare di sospensione per mancanza di documentazione quando un atto successivo dichiara formalmente che le condizioni di sicurezza sono state ripristinate?". 

 

"Se esistono documenti che attestano il ritorno alle condizioni di legge, qualcuno deve spiegare chiaramente alla comunità: se esista un problema procedurale tra enti; se ci sia stato un ritardo amministrativo non comunicato oppure se si sia verificata una gestione opaca e contraddittoria dell’informazione pubblica", aggiunge Libralon. "Il Nevegal non può essere ostaggio di versioni contrastanti, né di rimpalli burocratici che scaricano le responsabilità senza fornire risposte. Qui non si chiede di abbassare l’asticella della sicurezza".

 

La richiesta è di trasparenza, coerenza e rispetto per la comunità del Nevegal. Una situazione complessa tra continui botta e risposta. Dopo l’assemblea frazionale di fine dicembre, il dibattito prosegue infatti con esortazioni e contro-risposte anche tra minoranza e amministrazione comunale su quello che è il principale polo turistico della città (Qui articolo). Recentemente c'è stato anche il grido d'allarme dei commercianti: piste innevate e temperature ideali ma impianti fermi con il rischio per le attività di dover chiudere (Qui articolo).  

 

"Credo che la comunità abbia il diritto di avere una risposta chiara, pubblica, documentata, non a comunicazioni che si smentiscono a vicenda. La sicurezza viene prima di tutto. Ma la verità amministrativa viene subito dopoE oggi, su questa vicenda, la verità va detta tutta", conclude Libralon.

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