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Trento
05 marzo | 13:13

Il ritorno del "Vichingo", rivive l'iconico marchio trentino Roy Ski: "Rilanciamo il brand con senso di identità e rispetto della storia"

Gli sci griffati Roy Ski hanno segnato un'epoca, l'azienda lagarina si era ritagliata spazio fino agli Anni '80 forte di innovazione, grafiche accattivanti e colori sgargianti. Ora il ritorno sul mercato per l'iniziativa di Giuliano Valotti: "Sono innamorato di questo brand, una passione condivisa da tantissime persone come testimoniato dal successo e dalla partecipazione ai raduni vintage"

MORI. Il ritorno dei VichinghiIl brand storico ideato in Trentino e specializzato nella produzione di sci che è rimasto impresso nei ricordi di molti lavora per affacciarsi sul mercato a decenni di distanza. Parliamo dei Roy Ski. Si apre così un nuovo capitolo per l'iconico marchio. A prendere le redini dell'azienda è Giuliano Valotti, bresciano di origine ma frequentatore del territorio, per passione e per lavoro.

 

"La passione per i Roy Ski è nata da bambino", dice Valotti. "Ho sempre sciato tra Polsa di Brentonico e Folgaria, tanti scendevano in pista con quel marchio, in particolare i miei modelli di riferimento: maestri di sci, soccorritori e atleti. Ho insistito tanto con i miei genitori fino a quando non ero riuscito a realizzare il sogno di poter avere quell'attrezzatura: un paio di sci di seconda mano e senza attacchi ma ero comunque felicissimo".

Una storia che prende avvio negli Anni '30 a Rovereto nella falegnameria di Alfonso e Mariano Piccolroaz che realizzano i primi sci in legno Hickory. La seconda guerra mondiale segna una prima battuta d'arresto e l'attività riprendere per produrre serramenti e mobili. Siamo negli Anni Cinquanta e il figlio di un titolare, Giorgio Piccolroaz, chiede alla Vittor Tua, azienda alla quale erano stati venduti i macchinari, di produrre sci a marchio Roaz.

 

La produzione viene portata avanti fino al 1967 e in quest'anno nasce Roy Ski: il capitano d'industria Mario Marangoni entra nella Roaz spa e crea un'azienda all'avanguardia, il marchio e trasferisce l'attività a Mori. Una realtà che diventa un punto di riferimento, anche sul fronte occupazionale per l'area: si arriva fino a 150 dipendenti. Un'impresa che si distingue per la messa sul mercato di forme nuove e innovative, materiali di prim'ordine e sci rivoluzionari per l'Italia come quelli a punta tonda.

 

Il marchio acquista fascino, punta su grafiche e colori particolari e regge contro una concorrenza sempre di più alto livello e più strutture per un decennio tra RacerPro, Equipe e Hot Dog. Nel 1978 la crisi internazionale dell'industria nel mondo. Si prova a reggere l'urto ma a inizio Anni '80 l'azienda alza bandiera bianca.

Una parentesi si apre negli Anni Duemila ma senza grandi fortune. Intanto i raduni vintage a Polsa di Brentonico salutano centinaia di appassionati uniti dai ricordi e dalla passione per un'attrezzatura che per un periodo è riuscita a ritagliarsi moltissimo spazio. Fino a questa stagione invernale. Si riannodano infatti i fili della storia. Tra il 2020 e il 2021 le prime manovre per acquisire il marchio da parte di Valotti, un lungo iter che si è concretizzato quest'anno.

 

"Sono innamorato di questo brand, una passione condivisa da tantissime persone come testimoniato dal successo e dalla partecipazione ai raduni vintage", evidenzia Valotti. "Questo affetto che è rimasto immutato mi ha convinto definitivamente a rilevare il marchio. E' stato un percorso lungo per analizzare il mercato, ricostruire la storia e cercare un laboratorio artigianale che potesse supportarmi in questa partita".

 

Ottenuta l'assegnazione, il Vichingo e il marchio in senso stretto sono stati registrati in tutta Europa. Per la distribuzione è stata creata la società "Aslop" (Polsa scritto al contrario). E inoltre sono stati realizzati alcuni sci per i test.

"Abbiamo realizzato 11 modelli che sono utilizzati dai maestri, da alcuni ex atleti, da residenti e da turisti per avere una risposta il più completa possibile, così come una base di dati sufficiente da analizzare per poi affinare la produzione", aggiunge Valotti. "Non puntiamo sulla serie Race perché c'è un'offerta eccessiva delle grandi industrie. L'idea è di mettere sul mercato due o tre modelli di qualità e che possano garantire un'elevata performance, così come un'esperienza particolare".

 

L'idea è di ripercorrere la storia di Roy Ski. "La volontà è di riprendere, il nome, la grafica e i colori del primo paio di sci per la prossima stagione, una serie limitata nel numero con il Vichingo e con la predominanza del colore arancio. E da questo punto di partenza poi seguire le tappe del marchio. Un'attrezzatura moderna che però ricordi il percorso dell'azienda", conclude Valotti.

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