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A Folgaria si dimette tutta la giunta. Il vicesindaco: ''Primo cittadino immobile e atti politici che si arenavano negli uffici tecnici''

Terremoto nel comune dell'Altipiano. Mollano in cinque e Forrer resta solo. Ecco le motivazioni di chi ha deciso di lasciare: ''Ultimo anno e mezzo davvero pesante. Le colpe ricadevano su di noi ma c'erano problemi soprattutto con la segretaria comunale. Ho consegnato 40 pagine alla Provincia di problemi e inadempienze ma senza l'ok del sindaco non si poteva fare nulla'

Di Luca Andreazza - 03 ottobre 2018 - 20:23

FOLGARIA. "Un'amministrazione bloccata, in balia di un sindaco che non decide e di una segretaria comunale che rema contro da sempre. Noi membri della giunta non possiamo accettare oltre la situazione che si è venuta a creare. Per troppo tempo abbiamo fatto da capro espiatorio per problemi che non dipendevano da noi''. Arcadio Gelmi va dritto per dritto. Non usa mezzi termini, non si affida al politichese. Il vicesindaco di Folgaria ieri ha rassegnato le sue dimissioni anche dal ruolo di consigliere comunale e con lui tutta la giunta (Giada Cuel, assessora alla cultura, Erich Carbonari, assessore alle foreste e sport, Davide Molteni, assessore ai servizi e all'ambiente, Arcadio Gelmi, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Luisa Canalia, presidente del Consiglio Comunale). 

 

Ora il sindaco Forrer si ritrova appoggiato da sole 5 persone dell'originaria maggioranza formata da 12 consiglieri perché due (Lucia Pergher e Marcello Tezzele) sono rimasti e praticamente è retto solo dal Patt. Ma cosa è successo per arrivare a un terremoto politico di queste dimensioni? La cartina tornasole sta negli ultimi istanti della morente giunta. Quando ormai i giochi sembravano già fatti, ieri mattina, il sindaco Forrer ha convocato i due assessori che ancora non avevano formalizzato le dimissioni dicendo loro che aveva pensato a come si poteva risolvere la situazione e una volta lì ha chiesto che ne pensassero se toglieva le deleghe a tutti ancor prima che si dimettessero. Loro non hanno fatto a tempo a rispondere che hanno scoperto che lui aveva già messo nero su bianco la cosa e quindi, in pratica, li metteva davanti al fatto compiuto. 

 

''E' stato sempre così - spiega Gelmi - l'ultimo anno e mezzo è stato davvero difficile. Come assessore ai lavori pubblici vedevo che tutto si arenava negli uffici della segretaria comunale e alle mie richieste al sindaco di fare il suo lavoro e quindi di andare dalla segretaria e chiedere che sbloccasse la situazione mi sentivo dire sempre 'vedrò', 'ne parlo con i tecnici', 'vedo con l'avvocato' insomma, non si muoveva foglia. Per esempio abbiamo dei lavori per i padiglioni di Costa approvati il 18 dicembre 2017, finanziati, con gli appalti fatti e tutto pronto ma non sappiamo perché i cantieri non partano. O ancora il capitolato per il centro fondo di Passo Coe, è stato fatto ritardare talmente tanto che alla fine è andato deserto ed è parso fosse colpa nostra. Ma cose simili capitavano quotidianamente a tutti gli assessori".

 

Il vicesindaco ha raccolto 40 pagine, in questi mesi, di segnalazioni con ritardi, stop forzati, interventi che lui ha ritenuto essere vere e proprie scorrettezze fatte dalla segretaria comunale chiedendo alla Provincia di intervenire ''per sbloccare la situazione - spiega l'ex vicesindaco - per venire su a fare un'ispezione e verificare che le cose si stessero svolgendo correttamente. Ma la Provincia mi ha sempre risposto che se non c'era l'iniziativa del sindaco si poteva fare poco o nulla e quindi in tutti questi mesi abbiamo provato ad aggirare il problema spesso, però, senza riuscirci. E le colpe ricadevano sugli assessori e sulla giunta". 

 

Ma perché si sarebbe creato questo attrito tra l'ufficio della segretaria comunale e l'amministrazione? ''Perché sono figure legate alle passate gestioni - completa ancora Gelmi - a quando sul territorio ha governato per anni il Pd. Noi siamo stati un momento di rottura rispetto alle passate amministrazioni e lo abbiamo pagato con l'ostruzionismo di alcuni uffici tecnici. Poi tanto, a livello politico, chi ci metteva la faccia eravamo noi quindi sembrava che fosse nostro l'immobilismo. Ma adesso basta. Ci assumiamo le nostre responsabilità e proprio per questo ci dimettiamo''. 

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