Contenuto sponsorizzato

Alex Marini, il candidato dei 5 Stelle che propone referendum a quorum zero e si batterà per una politica partecipativa

E' nella lista in sostegno a Filippo Degasaperi. E stato collaboratore di Riccardo Fraccaro, leader storico dell'associazione Più democrazia in Trenino e proponente di due disegni di legge di iniziativa popolare

Di Donatello Baldo - 16 settembre 2018 - 06:01

TRENTO. E' stato all'estero parecchi anni per studio e per lavoro, ha il pallino della democrazia partecipata che lo ha portato a fondare l'associazione Più Democrazia in Trentino, ha collaborato prima con il consigliere provinciale Roberto Bombarda e poi con il deputato Riccardo Fraccaro.

 

Alex Marini è candidato per il Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni provinciali. "Da giovane non avrei mai immaginato di fare politica attiva, non ho mai fatto nemmeno il rappresentante di classe alle superiori. Ho sempre lavorato, studiato. Poi nel 2011 sono tornato in Italia e..."

 

... e da dove è arrivato, dov'era prima del suo ritorno in Italia?

Ero in Nuova Zelanda. Facevo il general manager in un ristorante a Auckland dove gestivo una quindicina di dipendenti, ci sono stato un anno e mezzo. Ma sono stato all'estero in tutto una decina d'anni.

 

Dove?

Sono partito che avevo 23 anni, per l'Erasmus, destinazione Spagna. Poi sono stato in Belgio con il progetto Leonardo, sono stato in Australia dove ho vinto una borsa di studio. Poi in America Latina per un master,, e già che c'ero ho pure dato una mano a mio cugino nella sua azienda.

 

Poi è tornato. E come si è avvicinato alla politica?

Mi sono avvicinato alla protopolitica, senza mai aderire ad un partito. Mi interessava il tema della democrazia diretta, della partecipazione. Fu così che l'ex consigliere Bombarda mi chiese di scrivere con lui un disegno di legge sulla democrazia diretta.

 

E fu in quegli anni che fu fondata l'associazione Più Democrazia in Trentino.

Sì. Assieme ad altri ho inizialmente costituito un comitato e abbiamo pensato di raccogliere le firme per su un disegno di legge di iniziativa popolare, da affiancare a quello depositato da Roberto Bombarda. E da lì è nato tutto perché in quell'occasione ho conosciuto Riccardo Fraccaro con il quale sono andato a lavorare un anno dopo. Poi è nata l'associazione.

 

Lei non è un grillino della prima ora. 

No, anche perché ero all'estero. Ma posso dire che nel 2004 ho scritto una tesi intitolata "Questione energetica e consapevolezza sociale" e più volte cito esplicitamente Beppe Grillo. In quegli anni era l'unico che parlava di sviluppo sostenibile, di fonti di energia rinnovabile. Il resto della politica era muta, solo Grillo ne parlava.  E poi mi sono occupato di democrazia partecipativa fin dall'inizio, anche nei miei studi.

 

Anche all'estero?

In Australia mi sono occupato di politiche pubbliche nei trasporti, ma tutto in ottica di partecipazione. Mi sono studiato tutto il piano della mobilità della città di Perth: lì la prima discussione sulla proposta è stata affidata a una giuria di duemila cittadini estratti a sorte. Poi il dibattito si è spostato quartiere per quartiere, coinvolgendo attivamente la popolazione.

 

Esperienze che hai portato anche in Italia.

Certo, perché se si vuole fare politica per i cittadini, i cittadini devono essere coinvolti. In un certo senso posso dire che ho sempre fatto politica, protopolitica per essere precisi, occupandomi degli strumenti che permettono poi di attuare una buona politica...

 

...di cui c'è sempre bisogno. Se diventasse consigliere di cosa vorrebbe occuparsi?

Di questo. Riprenderei in mano le proposte sulla partecipazione che sono state messe da parte. Partirei dal diritto al referendum, che lo Statuto di Autonomia prevede ma che nei fatti rimane un diritto inesigibile, che rimane scritto sulla carta: serve il 50% del quorum, ci sono periodi in cui non può essere convocato, ci sono limiti sui temi che può trattare.

 

Vuole entrare in consiglio non tanto per rappresentare il popolo ma per metterlo nelle condizioni di decidere esso stesso sulle questioni, giusto?

Certo, questo è il tema. Io voglio lavorare sugli strumenti che permettono al popolo di avere voce. 

 

Ci ha provato anche dal di fuori del Consiglio provinciale a lottare per questo, con i disegni di legge di iniziativa popolare che ha presentato negli ultimi anni. Ha trovato una politica attenta a questi temi?

Ho trovato una politica totalmente incapace di ascoltare. Abbiamo portato all'attenzione dei consiglieri anche il disegno di legge sulla mobilità sostenibile: c'erano all'interno proposte semplici, di buon senso. Proposte che sembrava non interessassero, forse nemmeno le capivano o comunque nemmeno si sforzavano di farlo.

 

Dice che i consiglieri non ci arrivano?

Dico che il sistema è autoreferenziale, senza più contatto con la realtà, lontano dal territorio, in mano spesso ai lobbisti. Spesso i consiglieri non rispondono che a se stessi, senza nemmeno più un partito, ma sostenuti da semplici comitati elettorali. 

 

Lei a chi risponderà? Ai Cinque stelle? Ai suoi elettori? A chi?

Più che rispondere, dovrò ascoltare. E significa impegno. Ma dovrò anche prendere delle decisioni e lo dovrò fare in scienza e coscienza, perché non c'è scritto tutto nel programma. Avrò bisogno di idee e vorrò ascoltare chi ha voglia di portarmele. Io la intendo così la politica, non come ora.

 

Ora com'è?

Spesso leggi fatte per interessi particolari. Pensiamo a quella sul porfido: alla fine con un emendamento si stravolge tutto e prevale l'interesse di pochi. Oppure si veda la legge contro la ludopatia. Una legge discussa con gli esperti, dibattuta in commissione, votata all'unanimità. E a due anni di distanza arriva un emendamento che blocca tutto. Per favorire chi? ancora una volta i pochi rispetto ai molti.

 

Prima diceva che i consiglieri sembrava che nemmeno capissero le norme contenute nei disegni di legge di iniziativa popolare. 

Lo si nota che non sono preparati, basta sentire gli interventi in Consiglio provinciale: spesso si esprimono senza aver approfondito, sulla base di opinioni personali pescate chissà dove, sulla base di pregiudizi senza aver studiato la materia.

 

Lei lo sa che una delle accuse mosse ai grillini è proprio quella dell'inesperienza?

Guardi, non voglio fare paragoni con chi siede ora in Consiglio provinciale, sarebbe indelicato. Ma se questi sono gli esperti... E poi credo che sia riconosciuto da tutti, in modo trasversale, che Filippo Degasperi, l'unico esponente dei 5 Stelle di quest'ultima legislatura, è stato uno dei consiglieri più preparati di sempre. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 settembre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

18 settembre - 18:34

Preoccupatissima la categoria per le conseguenze devastanti che si annunciano per il sistema agricolo provinciale. Tra le richieste che si valuti la possibilità di riconoscere sgravi contributivi e indennizzi alle aziende frutticole che hanno subito danni rilevanti tali da compromettere redditività e sopravvivenza, nonché si attino specifici contributi, come quelli già previsti per l’acquisto di reti anti insetto

18 settembre - 17:21

Mal sopportato da tempo l'ex sindaco di Firenze ha messo in sicurezza il partito (portandolo di nuovo al governo), ha atteso si formasse il governo (per non ridurre tutto a una questione ministeri e segretariati) e ha fatto quello che praticamente tutti, prima di lui, hanno fatto nel Pd: lasciarlo. La senatrice trentina: ''E una casa autenticamente europeista, popolare e liberale''

18 settembre - 17:17

L'incidente è avvenuto intorno alle 15.30 lungo la strada statale 240 all'altezza di un incrocio poco prima dell'abitato di Bezzecca. Il ferito elitrasportato all'ospedale Santa Chiara di Trento

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato