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Chi vorrà fare iniziative su spazi pubblici dovrà dichiararsi antifascista e contro ideologie discriminatorie: Arco approva

La mozione presentata da Ulivieri è stata approvata all'unanimità in consiglio comunale. Il sindaco Betta: ''Ci sono movimenti e forze politiche che strizzano l’occhio al razzismo''. Le opposizioni non erano presenti

Di Tiziano Grottolo - 28 agosto 2018 - 16:09

ARCO. Chi farà un'iniziativa su spazi pubblici, da oggi, dovrà firmare una dichiarazione in cui afferma: "Di ripudiare fascismo, nazismo e ogni altra ideologia totalitaria e discriminatoria delle identità e degli orientamenti dei cittadini e delle cittadine in sintonia con i principi costituzionali ed in particolare di quelli di uguaglianza e libertà espressi dall’art. 3 della Costituzione".

 

Una quindicina di persone, presenti ieri alla seduta del consiglio comunale, hanno accolto con un applauso l’approvazione della delibera che introduce importanti modifiche ai regolamenti comunali del comune di Arco. Infatti sulla scia della mozione presentata da Tommaso Ulivieri di Arco Bene Comune, approvata nel maggio dell’anno scorso, e avente in oggetto “Misure di prevenzione della propaganda totalitarista e per la promozione del decoro del territorio” la maggioranza di Arco ha approvato all’unanimità le modifiche ai regolamenti per la concessione di spazi pubblici. L’amministrazione arcense è la prima, tra tutte le amministrazioni regionali, a dotarsi di regolamenti simili.

 

In particolare i nuovi regolamenti prevedono che chiunque voglia promuovere iniziative sul suolo pubblico di Arco, o in sale ed edifici gestiti dal comune, dovrà firmare una dichiarazione in cui si afferma di ripudiare fascismo, nazismo e ogni altra ideologia totalitaria e discriminatoria. Il primo a prendere la parola è stato proprio Ulivieri che ha affermato: “Le polemiche contro questa delibera si sono dimostrate essere solo critiche strumentali, provvedimenti simili sono già stati approvati, con maggioranze trasversali, in un centinaio di comuni italiani". Poi, citando il recente caso della minacce razziste rivolte ad Agitu ‘La Regina della capre’, (QUI ARTICOLO) ha affermato: “Chi dice che in Italia non c’è una escalation di razzismo è in malafede, e questa escalation è sdoganata, non solo dai media, ma anche e soprattutto dagli atteggiamenti e dalle parole del Governo”. Il consigliere di Abc ne ha avute anche per Salvini: “In lui riecheggia la sfrontatezza di Mussolini”.

 

“Dispiace parlare di chi è assente - ha detto Stefano Miori - ma vorrei riflette su alcune esternazioni delle opposizioni che hanno definito questo provvedimento ambiguo, dalle stesse opposizioni traspare poi una certa ammirazione per i regimi di Russia e Turchia, situazioni politiche che non devono avere la nostra ammirazione. Penso che non si dia il giusto peso a quelli che sono i valori di libertà e democrazia presenti nel nostro paese, valori che questo provvedimento vuole garantire”.

 

Anche il sindaco Alessandro Betta è intervenuto durante il dibattito: “Ci sono movimenti e forze politiche che strizzano l’occhio al razzismo. Aprire per l’ennesima volta il giornale e trovare la storia di Agitu minacciata perché nera lo trovo aberrante, anche a scuola ho assistito a episodi di razzismo e i ragazzi citano Salvini”. A Proposito delle polemiche sollevate da alcune associazioni il sindaco dice: “Abbiamo spiegato con tranquillità quello che stiamo facendo e che questo provvedimento non serve a dare ‘il patentino’ a qualcuno ma vuole portare all’attenzione di tutti una forte preoccupazione per i recenti episodi di intolleranza”.

 

Oltre a Ulivieri e al sindaco Betta, altri consiglieri hanno deciso di prendere parola a sostegno della mozione “Segno - ha aggiunto Villi - che la mozione è sostenuta da tutte le forze in maggioranza” mentre il consigliere Zampiccoli riferendosi alle opposizioni ha detto: “Dobbiamo stanare le posizioni ambigue”.

 

Di segno opposto le affermazioni dei consiglieri Rullo e Ravagni che hanno esternato le loro critiche tramite i social e su alcuni quotidiani (ieri le opposizioni, come da un po’ di tempo a questo parte, hanno scelto di non partecipare alla seduta del consiglio comunale). Secondo Ravagni infatti, quello approvato altro non è che un provvedimento inutile mentre per Rullo questa procedura burocratica “è pura demagogia e non apporta alcuna nuova garanzia di contrasto al diffondersi di gruppi politici o associazioni anti democratiche”. Anzi il provvedimento rischierebbe a sua volta di danneggiare la libertà d’espressione, sempre secondo Rullo, con le nuove regole appena approvate, anche un convegno sul presidente russo Putin potrebbe essere impedito.

 

Le parole di Rullo non sono passate però inosservate e presto è arrivata la replica dello stesso Ulivieri: “La critica di Rullo è un'arrampicata sugli specchi all'ennesima potenza, che non mi sarei mai aspettato da un ex Cinque Stelle di sinistra come i tantissimi consiglieri comunali che in Italia hanno sostenuto provvedimenti identici. Dire che un convegno su Putin verrebbe vietato fa persino ridere ed è la conferma della pochezza di queste opposizioni che non riescono nemmeno ad argomentare e a fare distinguo politici a seconda dei temi. Penso che Putin stesso sottoscriverebbe una richiesta spazi dove si dichiara di ripudiare fascismo, nazismo e totalitarismi”.

 

Nonostante le polemiche che non accennano a placarsi entro la fine dell’anno anche l’amministrazione di Riva del Garda e la Comunità di Valle dell’Alto Garda e Ledro dovrebbero dotarsi di regolamenti simili.

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