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Clima teso nel centrodestra per le candidature. In lista c'è chi nemmeno si saluta e si teme per le forzature su Gnesetti e Malossini

Oltre alla diatriba tra Cia e Civettini, c'è anche la candidatura di Dalledonne che infastidisce il consigliere di Agire: "Ha 'licenziato' un assessore perché ha scelto di candidarsi con noi e ha addirittura coperto i miei manifesti affissi a Borgo Valsugana"

Di Donatello Baldo - 12 settembre 2018 - 19:49

TRENTO. Tutti uniti nel sostenere Maurizio Fugatti presidente, ma tra i sostenitori non c'è un clima tutto rose e viole. Anzi. Ci sono i cani e i gatti che come si sa non vanno mai d'accordo, quelli che nemmeno si salutano, gli elefanti che non dimenticano lo sgarbo di tanti anni fa, i guastatori che cercano di fare lo sgambetto e i transfughi malvisti un po' da tutti. 

 

Ricordiamo che Claudio Civettini è ancora sub judice. La sua candidatura non è data per certa perché ora sarà Fugatti a dover dire l'ultima parola. La Lega si è espressa per il no: "Non lo vogliamo candidato, è stato eletto con noi e poi è passato con Civica Trentina".

 

Fugatti e Civettini si salutano a stento, e in passato manco a stento. "Puta caso che riesca a entrare come primo degli eletti della sua lista - mormorano quelli che fanno i conti - allora che succede? Che Fugatti se lo deve tirare dentro in giunta?". Sono preoccupati che le antipatie reciproche possano disturbare l'affiatamento della futura squadra.

 

Ma nemmeno Claudio Cia vuole che Civettini sia candidato in Civica Trentina, che in Civica Trentina l'ha incontrato e da quel partito se n'è dovuto andare e fondare Agire per la disperazione. Così si dice in giro. E più che con Rodolfo Borga, era proprio con Civettini che non riusciva ad andar d'accordo

 

Sta di fatto che tra pochi giorni si deciderà, deciderà Fugatti. "Se c’è una pregiudiziale su di me, allora deve esserci verso tutti quelli che hanno cambiato casacca, a cominciare dal collega Claudio Cia”: queste le dichiarazioni del consigliere provinciale Civettini, rilasciate al TGR. E su queste parole, a breve giro è intervenuto Cia.

 

"Da buon paroliere, Civettini sta cercando di trascinare qualcun altro nella bagarre politica, ma non glielo permetteremo. Nonostante le sue dichiarazioni ridicole, io non ho mai "cambiato casacca": quando ho lasciato la Civica Trentina - si difende Cia - l'ho fatto nella consapevolezza di essere l’unico ad aver avuto un percorso integralmente civico, che sto portando avanti tutt’ora".

 

E spiega anche i motivi dell'abbandono del partito in cui ora milita Civettini: "Per evidenti incompatibilità, personalismi e l’impossibilità di lavorare, ho guardato avanti, senza accasarmi in partiti o movimenti frutto della fatica di altri, e ho costruito insieme a tante persone Agire per il Trentino, schierandomi subito e senza ambiguità nel centrodestra e al fianco della Lega.

"Civettini ha invece fatto altre scelte - ricorda Cia - passando dal Movimento Sociale alla Lega, dalla quale dopo eletto pare se ne sia andato in malo modo, lasciando dietro di se una scia di polemiche che tutt'ora condizionano e inquinano i rapporti, arrivando infine nella Civica Trentina da dove ora dispensa agli altri lezioni di correttezza".

"A differenza di altri che dicevano 'mai con la Lega' e 'mai con Cia' fino a poche settimana fa - ricorda il consigliere, e il riferimento è proprio alla Civica Trentina - noi di Agire non mettiamo veti su altre liste, ma abbiamo il dovere di evidenziare il macroscopico problema di instabilità che a nostro parere alcune presenze nella futura maggioranza potrebbero facilmente provocare. Il governo del cambiamento avrà tanto bisogno di alleati affidabili e di persone positive".

 

Insomma, da questo si capisce il clima velenoso che si respira anche dentro il centrodestra. Ma i dissidi tra Cia e gli esponenti di Civica Trentina non si limitano al solo Claudio Civettini. C'è anche il sindaco di Borgo Valsugana Fabio Dalledonne: qualche giorno fa la sua amministrazione ha tappezzato il manifesto del consigliere provinciale con altri manifesti. Ad essere sinceri il consigliere ha un po' ragione ad essere arrabbiato.

 

Cia aveva pagato regolarmente l'affissione, per fare pubblicità alla sua lista e alla sua faccia. "Unica amministrazione in tutto il Trentino, va a mettere i manifesti dell'indizione dei comizi elettorali sul mio manifesto, che ho pagato, che ho prenotato".

 

E poi c'è la questione dell'assessore. Quando Rinaldo Stroppa, esponente della giunta in quel di Borgo, disse al suo sindaco che intendeva candidarsi per Agire di Claudio Cia, Dalledonne lo licenziò in tronco, togliendogli le deleghe e cacciandolo all'istante. 

 

Ma nel centrodestra si discute animatamente anche della candidatura di Alessandra Gnesetti. "Che meriti ha? Per che ragione è conosciuta? Per essere imputata nel processo Itas?". Questo si chiedono alcuni della coalizione, arrabbiati con Forza Italia che le ha voluto dare ospitalità. "E oltre a lei sembra che vogliano candidare anche Malossini. E poi? Assessore esterno mettiamo anche Grisenti?".

 

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