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Comune, gli assessori del Patt, Stanchina e Uez, pronti a rimettere le deleghe e c'è chi pensa ad azzerare la giunta

Lunedì durante la Giunta comunale i due assessori delle Stelle Alpine avrebbero comunicato al sindaco la propria disponibilità. Non mancano, intanto, le frizioni interne alla maggioranza tra Pd e Insieme Trento, Upt e Cantiere  

Di Giuseppe Fin - 26 settembre 2018 - 18:37

TRENTO. Gli assessori del Patt in Comune a Trento, Roberto Stanchina alle politiche economiche e turismo e Tiziano Uez allo sport, hanno comunicato al sindaco Alessandro Andreatta di essere pronti a rimettere nelle sue mani tutte le deleghe. Un “atto di responsabilità” spiegano fonti vicine alle Stelle Alpine per cercare in qualche modo di aiutare il sindaco ad uscire da quella che rischia di prendere le sembianze di una crisi simile a due anni fa.

 

Lunedì, durante la Giunta comunale, assieme alle dimissioni dell'assessore Andrea Robol, candidato alle provinciali, il tema di un rimpasto in giunta è stato messo sul tavolo. Stanchina e Uez hanno spiegato di essere disponibili a rimettere le proprie deleghe. Non significa, è bene precisarlo, rinunciare ai due assessorati. Il Patt, tra l'altro, sarebbe anche pronto ad appoggiare un azzeramento della giunta.

 

Il sindaco Andreatta si è preso alcuni giorni per riflettere sulle mosse da mettere in campo. L'intenzione da parte sua è quella di trovare una soluzione rapida. Le alternative praticabili sembrano essere due: la prima è l'azzeramento della giunta per ripartire con più slancio visto anche i problemi che si sono visti a livello provinciale.

 

La seconda, invece, è di puro calcolo politico con un rimpasto che vedrebbe l'entrata di Futura in giunta, magari con il consigliere Bungaro, e una delega anche per l'Upt, rappresentato dai consiglieri Panetta e Castelli, chiedendo la rinuncia di un posto al Cantiere Civico. Questo sarebbe il modo per assicurarsi i voti e garantirsi la tranquillità nel proseguo della legislatura.

 

In questo contesto, però, a rendere la situazione difficile sono i rapporti interni alla maggioranza tra Pd e Futura (Insieme Trento) in un caso e Cantiere Civico e Upt nell'altro. Nel primo caso sono quattro i consiglieri guidati da Vanni Scalfi. Tutti usciti dal Pd. Pur chiedendo esplicitamente solo  un cambio di passo al sindaco in visto del 2020, potrebbero anche aspettarsi, visto la forza che rappresentano, un coinvolgimento nella giunta e quindi un qualche passo indietro al Partito Democratico.

 

Nell'altro caso i due separati in casa, Upt e Cantiere Civico, secondo sempre fonti interne al consiglio comunale, starebbero discutendo per un posto in giunta dove attualmente sono presenti Chiara Maule e Paolo Biasioli, entrambi in rappresentanza del Cantiere.

 

In tutto questo c'è il Patt dove, come già detto all'inizio, i due assessori “per senso di responsabilità” avrebbero già detto al sindaco di essere pronti a rimettere le proprie deleghe se questo servisse a azzerare la giunta e ripartire con nuovo slancio. Nessun passo indietro sui due assessorati ma l'intenzione, spiegano alcune Stelle Alpine, di lanciare un messaggio chiaro al sindaco. C'è da dire che in passato era stata diffusa la voce che il Patt mirasse al posto di Lucia Coppola ma a questo non è stato, almeno per ora, dato seguito. Il Patt, tra l'altro, è l'unico gruppo in maggioranza che è rimasto tale e quale dall'inizio della legislatura e la delega che gli è stata attribuita nel mini rimpasto di due anni fa, quella sul Bondone e Apt a Dario Maestranzi, non è altro che uno scorporo delle competenze che prima erano dell'assessore Stanchina, cioè del Patt.

 

Sarà il sindaco che ora dovrà sbrogliare la matassa. La sua intenzione è quella di riuscirci in tempi brevi. Nella maggioranza, però, per qualcuno ora la priorità è la campagna elettorale.

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