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Daniele Berté lascia il consiglio circoscrizionale: ''Ma non lascio la politica''. Il suo ultimo pallino: il corso di autodifesa pagato dal Comune

Prima di chiudere la sua esperienza roveretana - si trasferirà a Riva del Garda - vuooe a tutti i costi convincere l'amministrazione a sostenere la sua idea. Il futuro? "Il mio impegno in una lista civica, forse anche a livello provinciale"

Di Donatello Baldo - 28 marzo 2018 - 11:41

ROVERETO. Daniele Bertè, il consigliere circoscrizionale più social della storia dei consigli circoscrizionali, lascerà il suo incarico. Per motivi personali, e un po' per il piacere della brezza lacustre e delle passeggiate sulla battigia, si trasferirà in settembre a Riva del Garda. "Ma non lascio la politica", una passione che giura di continuare anche altrove. 

 

Per il regolamento comunale, un consigliere circoscrizionale deve risiedere sul territorio, quindi Daniele Bertè perderà il suo scranno: eletto con la Lega Nord, ma dal Carroccio fuggito pochi mesi dopo, ha rappresentato Lizzanella nella Circoscrizione guidata da Alberto Galli

 

"Lo so che a volte esagero su Facebook - ammette scherzoso Bertè - ma io sono contro ogni forma di violenza, voglio solo provocare reazioni, per stimolare risposte, per appassionare le persone alla loro città, al loro quartiere". E lo fa con frasi ad effetto, con foto e addirittura con video-messaggi, riuscendo anche esteticamente bene. Va detto.

 

Le sue battaglie pubbliche sono state sulla situazione in cui versano i parchi di Rovereto, in quello di via Benacense se le è pure buscate da un gruppo di migranti che fotografava da vicino per immortalare l'inciviltà di chi lascia per terra le lattine della birra. Il video dei ragazzi appollaiati sulla panchina l'ha postato subito su Facebook, ovviamente.

 

Ma non solo di profughi e di parchi si è occupato, anche di handicap. "E' stata la soddisfazione più grande - afferma - quella di aver portato l'attenzione su un problema che nessuno voleva vedere". E si riferisce agli stalli per disabili che venivano cancellati e mai più rimpiazzati dall'amministrazione comunale, oppure resi inutili dai lampioni che venivano piazzati nel mezzo. 

 

"In consiglio circoscrizionale si riesce a fare tantissimo - spiega soddisfatto - anche se non hai un partito alle spalle, anche se sei da solo. Le idee diverse possono essere accolte senza pregiudizi ideologici perché l'importante è la gestione del bene comune, perché l'impegno è civico più che politico". 

 

L'ultimo suo pallino è il corso di autodifesa. "Che non si tratta di imparare a rispondere con la violenza, no - spiega Bertè - si tratta di imparare a scappare per evitare le conseguenze di un'aggressione". Quando gli si fa notare che si rischia di esacerbare la sensazione di insicurezza, dipingendo Rovereto come una città in preda agli aggressori, te la spiega meglio, con la voglia di convincerti.

 

"E' vero che i reati sono in calo, che l'insicurezza percepita non corrisponde sempre con quella reale. Ma la percezione è reale per chi la prova". E il discorso non fa una piega. "E poi - aggiunge - i reati come gli stupri e la violenza sulle donne aumentano: lo ha confermato la Procura generale, dati alla mano, all'ultima inaugurazione dell'Anno giudiziario".

 

Ha fatto una proposta al Comune e alla Circoscrizione. "Vorrei che la Circoscrizione patrocinasse l'iniziativa e che il Comune pagasse a chi si iscrive tre lezioni". Una proposta bocciata ma che forse potrà tornare in discussione: "Dalla maggioranza mi hanno assicurato che scritta in modo diverso potrebbe anche essere votata". E lui di sicuro ci riproverà.

 

L'entusiasmo è la sua caratteristica, ma anche la tenacia: l'osso non lo molla facilmente, quel corso si farà comunque e fino all'ultimo chiederà all'amministrazione di sostenere la proposta. "Ci sono già 40 iscrizioni ma i posto sono 15. A chi non è riuscito a frequentare questo primo corso abbiamo regalato una maglietta". 

 

Ma che farà Daniele Bertè dopo l'esperienza in Consiglio circoscrizionale? "La politica mi piace, ma non quella chiusa e strutturata dei partiti". Infatti dalla Lega è uscito, con Fugatti non c'era verso di capirsi. "Mi muovo con iniziative civiche, su posizioni libere dove al centro dell'impegno ci sono le persone, i territori. E a dire il vero mi sto già muovendo". A Riva del Garda? "Anche a livello provinciale - sorride - in vista delle elezioni dell'autunno prossimo".

 

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