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Dolomiti Pride, botta e risposta tra Cirinnà-Scalfarotto e Ugo Rossi. E Forza Nuova sta con il governatore

La battaglia a suon di tweet è tutta sui social. Dopo la solidarietà alla comunità Lgbt di Verdi e Amnesty, le prese si posizione di chi è solidale con Rossi. E prende la parola anche la satira

Di Donatello Baldo - 03 aprile 2018 - 21:37

TRENTO. Il governatore Ugo Rossi non demorde, nonostante si sia trovato contro un pezzo della sua coalizione difende la sua scelta di non concedere il patrocinio alla parata del Dolomiti Pride del 9 giugno prossimo. In un tweet, in risposta all'intervista de IlDolomiti a Monica Cirinnà e Ivan Scalfarotto, esponenti del Pd nazionale, mette i puntini sulle i. 

Non tarda la risposta dei due parlamentari, e a breve giro sia Scalfarotto che Cirinnà inviano un loro tweet:

Le reazioni alle parole di Rossi hanno infiammato anche la politica locale, e sempre a mezzo social si sono espressi su Facebook i consiglieri provinciali del Partito democratico Mattia Civico e Lucia MaestriAlessio Manica, che dei dem è capogruppo, posta il commento dell'ex consigliere provinciale Alessandro Savoi, che tra qualche giorno tornerà in Consiglio al posto di Maurizio Fugatti.

Evidentemente, con argomentazioni discutibili, c'è anche chi sta con il presidente. Con parole molto più rispettose e composte di quelle usate dal leghista Savoi, solidarizza con la scelta del governatore Rossi l'associazione "Noi per la Famiglia"

 

"Esprimiamo la vicinanza delle nostre famiglie al presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi, violentemente attaccato in queste ore dall’universo politico legato alla sinistra e dall’associazionismo gay a causa della sua decisione di non concedere il patrocinio al prossimo Dolomiti Pride”.

 

"Scelta legittima e saggia - afferma l'associazione - che smarca le Istituzioni locali da una manifestazione che nulla esprime se non il folclore e l’esibizionismo di un ristretto numero di attivisti che non rappresenta nemmeno la maggior parte delle persone omosessuali, impegnate a vivere con normalità, dignità e riservatezza la propria vita".

 

Un'altra associazione come Atas, invece, si esprime in modo diametralmente opposto e sempre sui social posta un brevissimo commento, in risposta alla notizia del mancato patrocinio alla parata:

Ma sulla vicenda interviene, e duramente, anche Amnesty International, associazione che aderisce ufficialmente al Dolomiti Pride riconoscendo i diritti civili come una delle espressioni dei diritti umani. "La motivazione del governatore Rossi, che giustifica la mancata concessione del patrocinio affermando che il Pride sia un evento folcloristico ed esibizionistico, sostiene una posizione discriminatoria nei confronti della comunità Lgbti".

 

"Ricordiamo al governatore che la manifestazione del Pride ha un obiettivo commemorativo; si ricorda, infatti, la rivolta di Stonewall del 1969 in cui la comunità Lgbti, per la prima volta nella storia, ha rivendicato i propri diritti".

 

"Inoltre - si legge in una nota - il fatto che il rappresentante di un’istituzione consideri il Pride come un evento che potrebbe distogliere l’interesse sui temi importanti equivale a non ritenere necessari eventi volti a ricordare la negazione dei diritti umani alla comunità Lgbti".

 

"Negare il patrocinio a una manifestazione simbolicamente così importante - conclude Amnesty International - rema contro la costituzione di una società aperta e accogliente che ha a cuore il rispetto di tutte le persone".

 

Di segno opposto le valutazioni di Roberto Fiore, leader del partito di estrema destra Forza Nuova. Su Twitter esprime tutta la sua solidarietà al governatore trentino. "ArciGay parla di omofobia istituzionalizzata. Per noi è un primo passo in direzione di un ritorno delle istituzioni alla sanità mentale. Perché si dovrebbe concedere il patrocinio a una parata volgare ed esibizionistica quando al carnevale mancano 11 mesi?".

Sul patrocinio negato sono intervenuti anche i Verdi del Trentino, con Lucia Coppola. "La posizione del Presidente non rispecchia il sentire dei Trentini che in tema di diritti civili sono molto più avanti di coloro che li governano".

 

"Il Gay Pride, che da decenni si ritrova in tante città italiane ed estere, ben diversamente dalla squallida accezione con cui si è voluto catalogarlo, è in realtà un modo per affermare gioiosamente ma con contenuti di alto valore sociale e civile i propri diritti".

 

"Con questa uscita, Ugo Rossi si colloca all'interno di un sentire retrivo e fuori dal tempo e dal mondo che non rappresenta i valori a cui si ispira il centro sinistra trentino e pone, inevitabilmente, serie riserve in coloro che lo hanno sin qui sostenuto".

 

"Ci auguriamo che i partner di maggioranza facciano sentire forte e chiara la loro voce. Affermare che solo di folklore ed esibizionismo si tratta significa offendere non solo la comunità trentina Lgbtq ma anche l'intelligenza di tanti e tante che si sono battuti in questi anni per un mondo migliore, di incontro, diritti, dignità, solidarietà e diritto all'amore in tutte le sue forme".

 

Come spesso succede, su un tema così dibattuto anche la satira prende a parola, e questo è un meme che gira in queste ore su Facebook, con Ugo Rossi e Michele Dallapiccola in versione 'Pride':

 

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