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Elezioni, per Rossi nessun problema: "Sono oscillazioni elettorali e il voto è nazionale, non riguarda il Trentino"

Per il governatore "è chiaro che tutto debba essere letto anche in chiave locale ma ci sarà tempo per confrontarsi". Sulla leadership: "E' sempre in discussione ma credo che non debba essere io a parlarne"

Di Donatello Baldo - 05 marzo 2018 - 18:48

TRENTO. "Questo è un voto nazionale - dice Rossi - non si faccia confusione". E aggiunge: "Non è un referendum sul governo della Provincia. Il nostro lavoro va comunque avanti". Quasi non fosse successo niente, incredibile. "Ma sì - ammette - quelli elettorali sono andamenti ciclici". 

 

"I risultati cambiano con grande velocità - spiega - basta vedere il cambio che c'è stato nel voto degli elettori tra le politiche del 2008 e quelle del 2013, ma anche tra quelle del 2013 e quelle di oggi. Si tratta - ribadisce con tranquillità - di oscillazioni che avvengono a livello nazionale".

 

Va bene, nessun problema. La prossima volta il centrosinistra sarà più fortunato. E' questione di oscillazioni, è questione nazionale. Che c'entra il Trentino? Nulla a sentire il governatore, che solo per inciso ammette la possibilità di un'autocritica. Anzi no, autocritica è una parola che non usa, usa quella più distaccata e impersonale di "analisi".

 

"E' chiaro che tutto debba essere letto anche in chiave locale - afferma - e ci sarà tempo per confrontarsi". Ma a una condizione, che Rossi esterna attraverso quello che chiama 'un auspicio': "Che dentro il centrosinistra autonomista, soprattutto in questa fase, non ci sia la convinzione di partire ognuno dalle sue valutazioni personali o da posizioni partito. Questo - spiega - è il metodo per permettere un'analisi serena". 

 

Ma l'analisi, per Rossi, non dovrà affrontare neanche da lontano la necessità di ripartire dopo l'ammissione di una sconfitta: "Ribadisco che non c'è nessun bisogno di ripartire perché lo ripeto, questo è un voto nazionale. Un voto che ricalca la tendenza del Trentino ad adeguarsi durante le elezioni politiche al voto nazionali". 

 

Per il governatore, le elezioni ci hanno detto che "il sentiment della popolazione è la voglia di cambiare, di volere facce nuove. Giusto e legittimo, rispetto la scelta ma sottolineo che quando si rappresenta l'Autonomia a Roma è importante la faccia nuova ma ancora di più l'esperienza di saper trattare la politica romana". 

 

Ringrazia i parlamentari uscenti, i candidati che non ce l'hanno fatta. "Ma ringrazio anche i nuovi eletti con cui mi congratulo e con cui spero si possa fin da subito confrontarsi perché si lavori in sinergia, anche per le scadenze ravvicinate come quella della concessione dell'A22".

 

"Dispiace per Panizza", e Rossi conferma che l'ha sentito al telefono, che l'ha poi incontrato. "Dispiace perché lui ha dedicato tanto impegno per questo territorio. Panizza ha perso ma non si pone nessun problema all'interno del Partito". Nel senso che il tracollo delle Stelle Alpine non sarà imputato all'ex senatore e attuale segretario. 

 

"Tutti dicono che è la fine del Patt ma non è vero - sottolinea Rossi - alle provinciali cambia tutto". Per il governatore il mantra è sempre quello: "Sono elezioni nazionali, non c'entrano con il Trentino". E assicura che quei tanti voti persi - "andati anche alla Lega, non si può escludere" - saranno recuperati tutti. 

 

Sei a zero, il centrodestra fa cappotto, al governo chissà chi ci andrà, ma Rossi rassicura tutti: "Non sono preoccupato per l'Autonomia, perché non è in pericolo. Sospendiamo il giudizio, aspettiamo di capire cosa succederà, che governo ci sarà: noi ci confronteremo con tutti". 

 

Sull'eventualità che l'Svp, libera dall'alleanza con un Pd ridotto al lumicino, decida di sostenere un ipotetico governo di centrodestra, Rossi è sicuro che non succederà Ma non perché la collocazione del partito di raccolta del Sudtirolo sia nel centrosinistra: "Non mi sembra sia tra le ipotesi un governo di questo tipo - osserva - sembra che si facciano avanti ipotesi diverse, sotto il diretto controllo del Presidente della Repubblica".

 

E nel caso, è direttamente con il Capo dello Stato che si discuteranno le garanzie sulla specialità trentina e sudtirolese. "E comunque - afferma - l'alleanza del Patt con l'Svp ci sarà anche in futuro, poi ovviamente ogni partito è autonomo". Nel senso che le collocazioni future dell'Svp non lo riguardano, non riguardano il Trentino. Sono anch'esse, forse, oscillazioni.

 

 

 

 

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