Contenuto sponsorizzato
| 25 set 2018 | 19:55

Femminicidio a Merano. Futura: ''Diciamo basta, si creino anche in Trentino dei presidi protetti nelle valli per le donne''

Quanto successo in Alto Adige riapre il dibattito sui troppi omicidi di donne ad opera di uomini. Il movimento di Ghezzi fissa un incontro per giovedì 27 settembre alle 11 al gazebo tra via Oss Mazzurana e via Manci. "L'invito è quello di partecipare e indossare qualcosa di rosso". Polemica tra Romano e Maschio

TRENTO. Arrivano le prime reazioni della politica trentina dopo il caso di femminicidio a Merano. “Uccisa per gelosia” questa la confessione arrivata da Johannes Beutel. L'uomo, ora rinchiuso in carcere, avrebbe ammesso di aver massacrato la compagna Alexandra Riffeser (Qui articolo).

 

"Un’altra donna uccisa, ancora una donna vittima della violenza di un uomo: il marito, in questo caso, spesso un compagno, un parente. Un uomo che concepisce la donna come proprietà e non come essere umano da rispettare. Noi diciamo basta", questo il commento di Futura, che organizza un incontro per giovedì 27 settembre alle 11 al gazebo tra via Oss Mazzurana e via Manci. "L'invito è quello di partecipare e indossare qualcosa di rosso".

 

"Non sarà - aggiunge la forza politica - un semplice atto di denuncia, ma un gesto di proposta concreta per arginare quello che i dati del Viminale ci dicono essere la vera emergenza. A differenza di tutti gli altri reati, la violenza di genere è in aumento e le risposte sono ancora inefficaci a tutti i livelli. Le donne sono uccise nel silenzio delle istituzioni".

 

La soluzione potrebbe essere quella di mettere in atto le azioni richieste dal centro anti-violenza. "Anche in Trentino - prosegue Futura - proponiamo che vengano organizzati dei presidi protetti nelle valli per le donne in situazioni a rischio e che venga istituita nelle scuole come materiale obbligatoria l'educazione sentimentale per aiutare i giovani a diventare uomini migliori". 

 

Scende in campo anche Antonia Romano, consigliera comunale tra le fila dell'Altra Trento a Sinistra, che condivide il post e attacca il decreto Pillon, la riforma dell'affido condiviso che il prossimo ottobre inizia l'iter parlamentare per arrivare in aula, un provvedimento oggetto di diverse petizioni.

 

Un post che ha provocato un duro botta e risposta tra la consigliera e Andrea Maschio, consigliere comunale dei 5 stelle, che dice: "Non si può confondere volutamente e in modo strumentale un decreto che tratta la questione dei minori. Si può non essere d'accordo, ma non si può strumentalizzare tutto. Sono ovviamente per fornire tutto il supporto morale, fisico e mentale. Sostengo e sosterrò con forza, metodo e trasversalmente tutte le iniziative per fermare i femminicidi". 

 

 


Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 04 luglio | 09:32
Sono proseguite per tutta la notte e sono tutt'ora in corso le ricerche dell'85enne roveretano Gino Paoli, disperso dalla serata di giovedì 2 [...]
Cronaca
| 04 luglio | 09:03
L'uomo è morto mentre era impegnato a cercare funghi in compagnia di un amico: i due si erano momentaneamente separati e, quando il compagno [...]
Cronaca
| 04 luglio | 06:00
Tre abitazioni e tre masi sono andati distrutti nel terribile incendio scoppiato nella notte tra giovedì e venerdì a Fraviano, frazione di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato