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Forza Italia riparte da Perego, ''per vincere e governare il Trentino''

Michaela Biancofiore lo ha nominato commissario per il Trentino. "Porte aperte a tutti ma non a chi divide e fa polemiche sui giornali". Sulla sua nomina ci sono stati malumori: "Ma ora sono tutti allineati. Solo Manuali non ci sta, ma non capisco cosa gli sia successo"

Di Donatello Baldo - 19 maggio 2018 - 16:52

TRENTO. "Maurizio Perego è la storia di Forza Italia. Dopo gli ultimi disastrosi anni nella conduzione del partito in Trentino ho affidato a lui il ruolo di nuovo commissario provinciale. Siamo cresciuti assieme, siamo entrati in Forza Italia quando io portavo ancora i calzettoni con su le roselline e lui indossava i pantaloni corti. Di lui mi fido". 

 

Michala Biancofiore è sicura, è la persona giusta, quella che saprà far risorgere un partito che alle scorse provinciali ha preso poco più del 4%. "Su questa scelta, che compete solo a me, sono tutti allineati - afferma la deputata azzurra - e se non sono qui oggi è soltanto perché la decisione di convocare la conferenza stampa è arrivata allo'ultimo minuto".

 

Ma sono tutti d'accordo, assicura: "Le polemiche e i distinguo sul nome di Maurizio sono acqua passata. Giacomo Bezzi, Manuela Bottamedi e tanti altri oggi non ci sono ma non significa che ci siano malumori". Manca anche Giorgio Manuali, difficile giustificare la sua assenza: "Veramente non capisco cosa gli sia successo", chiosa Biancofiore.

 

L'ex coordinatore con la delega sul Trentino non ha mai nascosto le sue remore rispetto alla nomina di Maurizio Perego alla guida di Forza Italia in provincia. Su questo è lo stesso Perego a togliersi un sassolino dalla scarpa: "Il primo a propormi la guida del partito in Trentino è stato proprio lui, poi ha cambiato idea".

 

"Perego non è qui per fare una scampagnata - spiega Biancofiore - è qui per lavorare alla ricostruzione di Forza Italia. Ogni attacco a lui è un attacco a me che l'ho nominato e di conseguenza un attacco all'istituzione di della stessa Forza Italia". 

 

Insomma, prendere o lasciare. "Ma il partito ha le porte aperte, è l'insieme di molte sensibilità, convivono molte anime e se c'è voglia di fare proposte e se anche si hanno legittime ambizioni sono tutti i benvenuti". Ma le critiche si fanno all'interno "e non sui giornali". 

 

Gli obiettivi del nuovo commissario sono dettati dalla deputata: "Da qui alla campagna elettorale dovranno esserci almeno trenta gazebo sparsi per il territorio, dovremo avere una sede, si dovrà incrementare il tesseramento anche in vista di un congresso".

 

E nei mesi caldi della campagna elettorale, subito dopo l'estate, Biancofiore assicura che salirà in Trentino tutto lo stato maggiore di Forza Italia. "Intanto a breve verrà Mara Carfagna per ufficializzare la nomina - assicura - poi saranno chiamati tutti all'impegno per le elezioni".

 

Elezioni che dovranno essere vinte, "anche per sconfiggere un centrosinistra che ha governato male il Trentino per vent'anni". E in vista della scadenza elettorale Michaela Biancofiore mette le cose in chiaro: "Il nostro partito si è svenato tanto per il bene della coalizione, adesso un po' di quel sangue deve tornare nelle nostre vene". 

 

Un paragone ematologico che in sostanza significa questo: non è tutto della Lega, ci siamo anche noi. E c'è Maurizio Perego su cui punta tutto: "Andremo al governo del Trentino, raggiungeremo il 12%, eleggeremo cinque consiglieri e spero che tra questi, con ambizioni di governo, ci sia anche Maurizio". 

 

Perego ringrazia e prende la parola con un esordio da amrcord: "Dove eravamo rimasti? Ci siamo lasciati 14 anni fa, quando è nata mia figlia. Ritorno oggi dopo la morte di mia moglie (a cui Biancofiore dedica commossa la nomina del nuovo commissario) e sono pronto alla sfida che non sarà facile". 

 

Descrive un partito allo sbando, "senza una sede, senza un numero di telefono a cui chiamare". E accusa: "I responsabili dello sfascio , quelli che hanno portato il partito a questo punto, sono gli stessi che si lamentano della mia nomina. Se come commissario hanno chiamato uno come me della vecchia guardia significa che la situazione è compromessa". 

 

"A Michaela il mio personale grazie", afferma convinto, chiedendo indirettamente anche a chi si lamenta la stessa gratitudine: "Se siamo qui è per merito suo". Quindi si parte, con l'intenzione di non essere i fratelli minori della coalizione, con la voglia di vincere, prendere voti e posti di governo. 

 

 

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