Contenuto sponsorizzato

Ghezzi fa il pienone al Muse. E' nata ''Futura'': ''Vogliamo vincere ripartendo da solidarietà e partecipazione''

La prima da candidato è stata un successo (GUARDA IL VIDEO) per l'ex direttore dell'Adige. Svelato il nome del movimento e spiegato il percorso: ''Aperti a tutti, dai partiti a Daldoss. Non possiamo rassegnarci alla sconfitta''. I riferimenti culturali? Mujica, Don Milani e Mandela

Di Luca Pianesi - 29 agosto 2018 - 21:00

TRENTO. Lucio Dalla, Mujica, Don Milani, Mandela, i fratelli Cervi, la repubblica fondata sul lavoro, la tragedia di Stava, il portiere del Milan e dell'Inter Giorgio Ghezzi. Meglio non poteva andare la ''prima'' da candidato presidente di Paolo Ghezzi. Il Muse era strapieno, tutti i posti a sedere andati, un duecento persone in piedi solo nella sala d'ingresso e poi tutti e tre i piani superiori e anche il ponte sospeso. Insomma, la corsa della ''cosa colorata'' è partita e finalmente potrà farlo fregiandosi di un nome, un nome importante: Futura. Come la canzone di Lucio Dalla scritta nel 1979 in una Berlino divisa, separata dal muro, e che racconta di due innamorati l'uno del settore Est l'altro dell'Ovest che progettano di avere un figlio. ''E se è una femmina si chiamerà Futura", canta Dalla.

 

 

Ed è nata, alla fine, quella ''cosa colorata'', quel movimento di popolo che tanti auspicavano sbocciasse. E' nata e si chiamerà Futura con sottopancia: ''Partecipazione e solidarietà''. Ed è proprio intorno a queste due parole che ruota la candidatura di Ghezzi. La partecipazione (che è una delle cose mancate più di tutte nella stagione del governo Rossi) tanto che sono stati distribuiti dei fogli alle persone presenti per chiedere loro quali saranno le priorità su cui puntare nel programma ''perché le idee noi le abbiamo già ben chiare ma ancora non sono il candidato presidente di tutta la coalizione e quindi il programma, poi, lo concorderemo con gli altri alleati - ha spiegato Ghezzi - perché io non mi rassegno a perdere. Da qui partiamo per coinvolgere più soggetti possibile, tutte le diverse sensibilità che ci vorranno stare. I partiti, i civici e Daldoss. Insieme possiamo costruire un Trentino diverso, più inclusivo e solidale. Non possiamo consegnarci alla Lega e a quel che rappresenta".

 

 

 

 

 

Ghezzi è partito dalla critica che molti, in questi mesi di tavoli, riunioni, assemblee, gli hanno mosso: non ha mai amministrato. ''Questo sarà un valore aggiunto - ha detto - sarà garanzia di collegialità, sarà una sicurezza anche per gli alleati. E soprattutto segnerà subito un cambio di passo rispetto al passato, allo stile del precedente governo che non ha mai applicato la collegialità nemmeno sui territori''. E come dimenticare le troppe decisioni vissute dalle comunità locali come calate dall'alto (si pensi ai punti nascita) o le difese a oltranza anche al cospetto di palesi errori madornali (come quello sul Not la più grande opera pubblica del Trentino arenatasi per un errore tecnico riconosciuto da chi ha guidato la Provincia solo dopo anni e dopo svariate sentenze. Uno sbaglio che da solo sarebbe dovuto bastare a rivedere buona parte della vecchia classe dirigente).

 

 

Ghezzi ha quindi citato le ultime elezioni del 4 marzo che ''dovevano essere un cappotto per il centrosinistra autonomista - ha raccontato - perché tanto si qui si era ben governato. Eppure sono andate come tutti sappiamo''. Ma anche in quel caso nessuno è stato capace di fare un briciolo di autocritica, i partiti e il presidente della Provincia hanno addossato la colpa a tutti tranne che a loro stessi. C'ha dovuto pensare la società civile a dare la sveglia ai politici facendo partire la ''cosa colorata''. E per guidarla serviva un tipo spericolato ''uno come Giorgio Ghezzi - ha continuato Paolo Ghezzi - chi era? Uno grande portiere di Milan e Inter famoso per le sue uscite spericolate e chiamato, all'epoca, kamikaze. Ebbene così è nata la mia spericolata candidatura: grazie a Boato, che è stato il primo a proporla, ma grazie soprattutto a quelli che chiamo i 79 bis, Claudia Merighi e Paolo Zanella (il riferimento è al loro anno di nascita ndr)".

 

Ghezzi ha quindi citato tre figure di riferimento: Mujica il mitico ex presidente dell'Uruguay (il presidente dei diritti nel Paese sudamericano, della felicità, del popolo), Mandela (''inutile dirlo - ha proseguito il candidato - lui ha fatto un miracolo'') e Don Milani. Poi le analisi economiche, il ritardo in questi anni dell'industria trentina rispetto a quelle vicine (compreso l'Alto Adige), la necessità di innovazione nei modelli sociali ed economici e l'inclusione: ''Mi riferisco ai tanti trentini lasciati, in questi anni, fuori dal sistema - ha spiegato - e non solo ai nuovi trentini''. Due immagini hanno campeggiato alle sue spalle, tra le tante, quella di Yeman Crippa (''grande corridore trentino originario dell'Etiopia, la nostra sembra una corsa impossibile ma vogliamo vincere come fa lui'') e il trattore con il mappamondo dei Fratelli Cervi: ''Sette fratelli morti durante la resistenza - ha spiegato - e questa immagine simboleggia il lavoro e il nostro sentire antifascista. Ripartiamo dal concetto di repubblica fondata sul lavoro e dai principi della nostra Costituzione''. 

 

E poi c'è Stava, ''la più grande tragedia industriale - ha continuato Ghezzi - da troppi dimenticata. E invece non dobbiamo scordarci cos'era il Trentino qualche anno fa e quanto l'ambiente vada tutelato e aiutato''. Poi la canzone Futura di Lucio Dalla, e un po' di emozioni, e via con gli interventi delle altre persone previste in scaletta che hanno mostrano come il centrosinistra possa già sentirsi riunito nelle sue anime. Sono intervenuti Maurizio Agostini, ex segretario del PdAlessandra Sebastiani professoressa del Buonarroti; la libraia Lisa Orlandi; Roberto Barbiero referente dell'Osservatorio Trentino sul clima; Chiara Serbini, membro dell'assemblea Pd; l'attore Mirko CorradiniAndrea Cavazzani, uno dei giovani più promettenti in quota UptLoreta Failoni del Coordinamento teatrale trentino; Florian Kronbichler ex Sel SuedtirolLuisa Filippi consigliera Pd a Rovereto; Giancarlo Sciascia manager culturale; la professoressa del Da Vinci Elena Bertagnolli; e Massimo Toscanelli di Leu.

 

Il bilancio della serata? Un grande successo. Il centrosinistra è partito ed è partito con un bello scatto. La spinta di popolo è stata forte e l'entusiasmo si è sentito tra i presenti (tra i tanti c'erano anche l'assessora provinciale Ferrari, la consigliera Plotegher, c'erano tanti volti del Pd, del Cantiere Civico, dell'Upt, Vanni Scalfi e poi intellettuali, professori e rappresentanti di moltissime categorie professionali). Sicuramente i partiti, da domani, dovranno fare i conti con questo entusiasmo e con questa energia, con questo popolo e con la figura stessa di Ghezzi (francamente non sembrano esserci all'orizzonte personalità simili). La critica in prospettiva? Troppo ambientalismo e qualche riferimento ''culturale'' di troppo. Il contesto era quello giusto ma in prospettiva serviranno anche numeri e pragmatismo. Ma questo aiuta il concetto di collegialità: per provare a vincere servono anche gli altri. Il cerchio è stato appena disegnato e già pare destinato ad allargarsi

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 30 novembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

01 dicembre - 12:01

La notizia de il Dolomiti è stata ripresa dal giornalista Berizzi, che vive sotto scorta dopo le inchieste sull'estrema destra italiana, nella sua rubrica al titolo di ''Ruoli''. E' proprio sul ''ruolo'' di Andrea Asson che si discuterà in consiglio provinciale quando Bisesti dovrà rispondere all'interrogazione di Zeni: può uno che commenta la scelta del sindaco di Trento (poi ripresa da tutti i territori alpini) di rinunciare ai Mercatini ''portae inferi non praevalebunt'' e che scrive di essere a Roma in missione per chiedere la grazia per la cessazione del virus di Wuhan essere il braccio destro del numero 1 alla cultura e all'istruzione?

01 dicembre - 11:30

Sono 283 i contagi identificati a fronte di 3.428 tamponi per un rapporto contagi/tamponi che si attesta all'8,3%. Un dato che si divide tra i 94 positivi ai 1.185 tamponi molecolari (7,93%) e i 189 casi con 2.243 test antigenici (8,43%)

01 dicembre - 04:01

Flavia è la sorella di una malata di tumore della Val di Sole. Da martedì 1 dicembre sarà costretta ad accompagnarla a Trento, perché il Day hospital oncologico di Cles è stato chiuso. La Provincia infatti non ha voluto mantenerlo aperto dopo l'uscita di scena dell'oncologo che se ne occupava. "Dirigenti e funzionari, ricordatevi che davanti a voi avete persone con la propria dignità, non avete davanti burattini che potete spostare da un teatro all'altro"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato