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Ianeselli si defila: ''Io candidato presidente del centrosinistra? Non me la sento e non posso''

Il nome del segretario della Cgil stava circolando negli ultimi giorni soprattutto nell'area dei ''governativi'' ma lui con un post ha chiuso ogni possibilità: ''Mi trovo in dissenso con la linea che è prevalsa per pochi voti nel Partito Democratico del Trentino, che ha portato alla rapida dissoluzione della coalizione di centrosinistra autonomista"

Di L.P. - 23 agosto 2018 - 17:29

TRENTO. "Non me la sento'', così il segretario della Cgil del Trentino Franco Ianeselli rispetto a una sua ipotetica candidatura a presidente della provincia. L'ipotesi circolava da qualche giorno, e martedì sera anche durante l'assemblea del Pd qualcuno parlando tra gruppetti, aveva avanzato il suo nome. Piaceva soprattutto all'area governativa, quella che ha puntato strenuamente sulla linea ''Rossi presidente'' e che, una volta tramontata ogni possibilità di rivedere l'ex governatore alla guida della coalizione doveva costruire un'alternativa. Una decina di giorni fa il segretario della Cgil era a cena in Alto Adige proprio con Ugo Rossi e martedì sera in assemblea Luigi Olivieri faceva trapelare il suo nome come papabile candidato in grado di tenere insieme Pd e coalizione e di ''piacere'' anche all'area dei ghezziani.

 

Ianeselli, però, oggi chiude ogni discorso. "Nei giorni scorsi ho ricevuto diverse richieste da attivisti di base, da cittadini preoccupati e da esponenti politici, per una disponibilità a candidarmi a presidente della Provincia. Di solito si dice “non me lo aspettavo”. In realtà pensavo che queste forti sollecitazioni sarebbero arrivate. La spirale autodistruttiva costruita dai protagonisti del centrosinistra autonomista (vecchi, nuovi o sedicenti tali) sembra davvero inarrestabile. E mi pare importante - scrive su Facebook - che si stia creando un movimento composito che cerca disperatamente di riconnettere, di ritrovare qualche spiraglio di dialogo tra partiti e culture che hanno governato la comunità trentina in questi anni difficili".

"Avrei forse dovuto dire, retoricamente, movimento dal basso - prosegue - per contrapporlo ai politici di professione, tutti ugualmente brutti e cattivi. Mi è stato spiegato infatti in questi giorni che se ci si camuffa abilmente nella parte di “semplice cittadino” si pensa di poter vincere. Questo è lo spirito dei tempi. Ma nessuno mi obbliga ad assecondarlo. E’ importante che si stia ricreando un movimento di persone che provano a essere responsabili. O meglio, visti i tempi, che provano a ritrovare almeno un “minimo sindacale” di responsabilità. Sento di farne parte e proverò a dare il mio contributo, alle condizioni e nei limiti concessi dal ruolo che ricopro nel sindacato. Ma oggi non me la sento e non posso. Non me la sento. Perché mi trovo in dissenso con la linea che è prevalsa per pochi voti nel Partito Democratico del Trentino, che ha portato alla rapida dissoluzione della coalizione di centrosinistra autonomista".

"Le maggioranze si rispettano - completa Ianeselli - e chi vince si deve assumere le responsabilità delle decisioni prese. Non posso. Perché vedo grande come una casa il rischio che questa spirale autodistruttiva arrivi a contaminare anche la Cgil. Una Cgil trentina che in questi anni difficili ha saputo essere radicata nella società, autorevole nei confronti di ogni interlocutore, responsabile nelle scelte assunte nell’interesse della nostra comunità. Preservare oggi questo patrimonio dalla malattia che sta avvolgendo una parte della politica trentina è il miglior contributo che noi possiamo dare per una sua prossima guarigione".

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