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Franco Panizza non sarà candidato alle prossime elezioni. Cede il passo ai consiglieri uscenti in cerca di riconferma

Al momento dell'annuncio Ugo Rossi si è seduto al suo fianco. "Panizza uomo generoso, ha lavorato per l'autonomia e senza di lui non sarei nemmeno qui, non avrei raggiunto i vertici dell'amministrazione provinciale". Dopo il prossimo congresso tornerà ad essere un semplice iscritto

Di Donatello Baldo - 19 settembre 2018 - 06:01

TRENTO. Alla fine Franco Panizza ha deciso che non correrà alle prossime elezioni provinciali. Largo ai candidati che sgomiteranno per assicurarsi un seggio nel nuovo Consiglio provinciale, lui si tira fuori dalla mischia. Forse un po' deluso, con un po' di amarezza, perché l'ex senatore, il segretario in carica, l'uomo che ha dedicato tutta la vita alle Stelle Alpini poteva essere valorizzato. E invece no.

 

Lui lo nega: "Nessuna divisione, nessuna pressione. Se mi fossi presentato alla commissione elettorale nessuno mi avrebbe detto no, nemmeno i consiglieri provinciali uscenti". E il riferimento non è a caso: sembra che la decisione di non entrare in lista sia dovuta alle loro pressioni, perché ora che i seggi saranno meno, è più difficile la riconferma.

 

Se un pezzo da novanta come Panizza scende in campo non c'è storia, lui sbaraglia e gli altri mangiano la polvere. I seggi sicuri sono pochi: quello del candidato presidente Rossi e forse un altro, forse due. E se c'è il segretario, uno se lo prende di sicuro. Ci sono più ambizioni che poltrone, insomma, e sono almeno due quelli che a tutti i costi vogliono la riconferma, Michele Dallapiccola e Walter Viola

 

Panizza avrebbe portato voti, perché è un mago delle campagne elettorali, questo lo riconoscono tutti all'autonomista della Val di Non. Lo dice lui stesso: "Il mio nome in lista sarebbe stato utile per portare voti, per portare acqua e forse anche un  seggio in più alla lista". Quindi perché la decisione di non candidarsi? "Quello delle provinciali è un altro percorso, io ero inserito su quello nazionale come senatore, ora non è giusto che io mi inserisca".

 

Come dire: la mia corsa era per il Senato della Repubblica. Non è andata bene e ora non è bello che ripieghi sul Consiglio provinciale passando davanti agli altri. La motivazione però non regge. E' una bella cosa, un gesto nobile. Ma alle elezioni si partecipa per vincere. Quella di Panizza sembrerebbe quindi una rinuncia indotta.

 

Al suo fianco, nel momento dell'annuncio che non sarà tra i candidati, c'è anche Ugo Rossi che nei confronti del segretario usa parole dolci. "Se io sono qui, se ho avuto l'onore di arrivare al vertice dell'amministrazione provinciale prima da assessore e poi da presidente - afferma commosso - questo è stato possibile perché c'era Franco Panizza". 

 

Parla al passato il governatore, facendo calare un'atmosfera da camera ardente. Poi si corregge: "Perché c'è Panizza, che resterà al servizio del partito". Ma si capisce che la messa è da requiem quando l'ex segretario conferma che nel prossimo gennaio ci sarà il congresso e che lui, dopo due mandati, non si ripresenterà come segretario: "Largo ai giovani". E così, l'autonomista della Val di Non tornerà ad essere un semplice iscritto. 

 

 

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