Contenuto sponsorizzato

Ghezzi apre a Daldoss: ''Insieme per un centrosinistra autonomista antileghista''. Il Pd dice ''no'' a Rossi, lui: ''Hanno rinnegato 5 anni di legislatura''

Prima che Muzio finisse in minoranza e con lui gli assessori Olivi e Zeni e la linea di sostegno al governatore uscente l'ex direttore dell'Adige aveva incontrato i rappresentanti della coalizione. Ecco alcuni passaggi del suo pensiero. Oggi tocca all'Upt

Olivi e Muzio mentre si allontanano dall'assemblea di ieri del Pd
Di Luca Pianesi - 17 agosto 2018 - 13:59

TRENTO. "Siamo aperti al dialogo con i civici purché nell'ambito di un'alleanza di centrosinistra autonomista antileghista''. Questo il concetto espresso da Ghezzi davanti ai rappresentanti della coalizione. Già perché l'ex direttore dell'Adige ieri pomeriggio ha incontrato i vertici dei partiti che compongono la maggioranza di governo prima ancora che iniziasse la notte più lunga del partito democratico trentino. Un vero pD-Day, che ha visto l'assemblea sfiduciare il segretario Muzio e con lui la linea ''bloccata'' dai due super assessori, Zeni e Olivi che puntava ancora su Rossi candidato presidente.

 

Una linea sostenuta anche da assessori comunali e figure legate all'attuale assetto istituzionale. Una linea bocciata, invece, dai più giovani del partito e dall'ala riformista che hanno trovato il coraggio di far uscire il Pd da questo impasse aprendolo a nuovi scenari quando per mesi l'unica strategia messa in campo è stata quella di non decidere, logorare gli alleati e perdere voti all'interno. Ora un punto fermo c'è. Rossi non sarà il candidato presidente. "Per 5 mesi hanno cantato il ritornello: “prima di tutto la coalizione” - ha commentato pochi minuti fa su Twitter il Governatore uscente -. Ieri sera gli stessi che cantavano, la hanno invece affossata. Rinnegando ciò che hanno promosso e sostenuto lungo la legislatura". Insomma emerge una sorta di retorica del tradimento, quella stessa retorica usata qualche giorno fa anche, per esempio, da Zeni su Facebook ("i cittadini trentini non meritano questo spettacolo indecoroso -aveva scritto - soprattutto da parte di chi ha condiviso un percorso amministrativo che ora si rimangia come niente fosse) per giudicare la scelta di Daldoss

 

Ed è proprio qui che sta la sconfitta di questo modello di fare politica; quello stesso modello che in questi 5 anni ha allontanato sempre di più cittadini ed elettori: l'interpretare ogni atto come un fatto personale. ''Tu quoque, Brute, fili mi!'' paiono affermare tutti gli ''sconfitti'' di questa contesa politica. In realtà la politica dovrebbe essere qualcosa di più del concetto ''il pallone è mio e o mi fate fare gol oppure me ne vado e non gioco più'' (tra l'altro, per la cronaca, un nuovo pallone spunta sempre, gli altri continuano a giocare, magari anche meglio, e l'unico che ci perde è quello che se ne va). I confini della coalizione non li ha spostati nessuno, la stessa area di Daldoss potrebbe portare acqua al mulino del centrosinistra autonomista per non parlare dell'area di Ghezzi nata proprio in questa cornice. L'unico che di acqua nuova non ne avrebbe portata nemmeno un po' e, anzi, ne avrebbe fatta perdere parecchia (visti i mal di pancia interni a tutta la coalizione e la scoppola del 4 marzo) era l'area di Rossi e degli usati sicuri.

 

Insomma forse, ora, si potrà parlare del futuro. Il segretario Muzio, nei fatti, è stato sfiduciato e in un modo o nell'altro, dovrà rassegnare le dimissioni (se non lo facesse, almeno simbolicamente, si sfiorerebbe il tragicomico). Poi potrebbe essere il partito a non accettarle e a chiedergli di guidarlo sul piano amministrativo (organizzazione campagna elettorale, riattivazione dei circoli etc) fino al voto del 21 ottobre. Per fare politica c'è l'assemblea, c'è un partito che con tutti i suoi limiti e i suoi terribili personalismi quando fa il "democratico" riesce anche a ripartire e a riaccendere gli entusiasmi. Il Pd ieri ha detto no a Rossi. Oggi toccherà all'Upt fare la sua mossa. Convergere decisi su Ghezzi metterebbe Pd e Upt nelle condizioni di sedersi al tavolo dei civici facendo massa critica. In questo modo si potrebbe accogliere Daldoss ma con una proposta forte in campo.

 

E Ghezzi davanti agli alleati, ieri, è stato chiaro: "Un uomo solo al comando funziona nei periodi buoni - ha detto - non funziona più quando cala la fiducia. L'avversario è la Lega. Ricordiamocelo, quando stiliamo la lista dei nuovi amici e nemici. Un candidato di discontinuità è anche uno che non deve difendere vecchie formule, ma cercarne di nuove. Che non ha debiti di riconoscenza. Che quando nasce un nuovo raggruppamento, prima di gridare al tradimento, va a vedere che cosa c'è dentro. Che cosa propone. Se ci si può dialogare. Se, magari, è una forza da aggiungere anziché un nuovo nemico contro cui battagliare. Se è una forza che condivide la nostra linea antinazionalista e antifascista".

 

"Nel comitato di liberazione nazionale - ha aggiunto Ghezzi - che combatteva contro i nazifascisti, durante la seconda guerra mondiale, c'erano i liberali, c'erano i cattolici e c'erano i comunisti. Mondi ideologicamente e politicamente lontani tra loro, ma capaci di riconoscere un comune avversario e una battaglia da fare. Ecco, se il 4 marzo ci ha detto che i barbari non sono alle porte, ma sono già bene insediati nei nostri paesi e nelle nostre città, questo non è più il tempo delle divisioni, delle gelosie, delle contrapposizioni, dei calcoli personali. È il tempo della generosità politica, che significa essere disposti a sacrificare l'interesse individuale e della propria parte, per un Trentino 2018 che non dimentichi di essere figlio di don Guetti, di De Gasperi e Kessler, ma anche di Cesare Battisti e Walter Micheli, ma anche di Valentino Chiocchetti ed Enrico Pruner. Il candidato della discontinuità c'è se serve a ricostruire un po' di unità". 

Video del giorno
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 21.00 del 18 Settembre
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

19 settembre - 06:01

Al momento dell'annuncio Ugo Rossi si è seduto al suo fianco. "Panizza uomo generoso, ha lavorato per l'autonomia e senza di lui non sarei nemmeno qui, non avrei raggiunto i vertici dell'amministrazione provinciale". Dopo il prossimo congresso tornerà ad essere un semplice iscritto

19 settembre - 12:38

E' successo ieri sera poco prima delle 20 all'altezza dell'uscita per Egna sull'A22

19 settembre - 11:53

L'uomo era stato vittima di un incidente sabato scorso e in gravissime condizioni era stato portato in rianimazione   

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato