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Caos Pd, Muzio dà le dimissioni ma Roma gli chiede di restare. Diktat nazionale contro la decisione dell'assemblea: ''Avanti con Rossi''

Dopo che ieri sera l'assemblea del partito ha democraticamente scelto di non puntare sul governatore uscente come candidato presidente il segretario ha fatto un passo indietro ma dal Pd nazionale è arrivato un imbarazzante diktat: ''Non si cambia linea. Convocate un'altra assemblea alla presenza di un esponente della segreteria nazionale del Pd"

Di Luca Pianesi - 17 agosto 2018 - 20:20

TRENTO. L'assemblea è stata chiamata a decidere, ha deciso, come non si aspettavano i ''papaveri'' del partito, e allora è bastato un fischio a Roma ed ecco il diktat nazionale: ''Riteniamo molto grave mettere in discussione l’alleanza che ha ben governato la provincia di Trento in questi anni - fa sapere Matteo Ricci responsabile Enti locali e membro della segreteria nazionale del Pd - e riteniamo fondamentale l’unità della coalizione con gli autonomisti del presidente Rossi. Ora quindi calma e non si faccia precipitare la situazione. La segreteria nazionale del pd lavorerà per riprendere il percorso unitario con rossi (il comunicato è arrivato con tanto di minuscola e noi restiamo fedeli all'originale ndr), gli autonomisti e il resto della coalizione".

 

Poche ore fa scrivevamo della pessima reazione che avevano avuto Rossi (''hanno rinnegato 5 anni di legislatura''), gli assessori del Pd, Zeni e Olivi, il presidente dell'A22 Olivieri (che uscendo dall'assemblea del partito ha tuonato ''e adesso sono cazzi vostri''). Reazione cariche di personalismi e poco rispettose anche della scelta democratica del partito di maggioranza che, fino a prova contraria, si fa chiamare ancora Partito Democratico del Trentino. Ebbene se nel loro comportamento dicevamo che ricordano quei bambini che siccome non riescono a fare gol si arrabbiano con i compagni decidendo di andarsene portando via il pallone, sperando così di rovinare il gioco a tutti, è di pochi minuti fa il più triste e classico degli epiloghi. Hanno chiamato la mamma.  

 

Il comunicato del Pd nazionale non può essere interpretato in altro modo. Rossi è stato sfiduciato da tutti. E la mossa di Ricci è davvero devastante. Mentre il segretario del partito trentino Muzio ha rassegnato le sue dimissioni nel pomeriggio (e il partito avrebbe potuto chiedergli di proseguire fino al voto in nome della responsabilità etc) da Roma è arrivata la richiesta di "congelare le dimissioni e al presidente di convocare la prossima assemblea alla presenza di un esponente della segreteria nazionale del Pd. Abbiamo appreso con preoccupazione della divisione che si è creta nell’assemblea del Pd di Trento di ieri sera". Poche righe che se affidate a un mimo sarebbero tradotte nel più classico dei gesti di Tafazzi. Ogni parola è una martellata. Ogni concetto è un boomerang politico. All'assemblea democratica che democraticamente si è espressa per dire no a Rossi si preferisce il segretario sfiduciato e gli si chiede di lavorare a una strategia rivoluzionaria: marciare compatti con Rossi.

 

Quindi il Pd chiede di non puntare sul Pd, o su una figura espressione del Partito democratico, ma sul governatore uscente del Patt che tutti hanno cercato, in tutti i modi possibile, di sostituire come candidato, che è stato indebolito all'inverosimile dai suoi stessi alleati, in questi mesi di ''balletti'' estenuanti, e che in queste ore ha, di fatto, chiuso con tutti, compreso il Pd, perché si è sentito scaricato. Ora, alla faccia dell'autonomia del partito trentino, arriverà un esponente della segreteria nazionale a controllare che l'assemblea voti ''bene''. Arriverà, quindi, si presume, uno dei fini strateghi che pochi mesi fa hanno compiuto l'impresa di regalare il Paese a Salvini e Di Maio. Ci penserà lui ad illuminare, democraticamente, il Partito democratico, non più trentino.

 

Insomma la mamma sgriderà tutti li obbligherà a far segnare il suo bambino. Ma un pallone, alla fine, lo si trova sempre e bastano due zaini e due maglie a fare due porte. In quel campetto, con quel bambino chi ci tornerà più?

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