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Rottura Letta-Calenda, Ugo Rossi si dimette da Azione: “Hanno fatto un pasticcio, uno spettacolo avvilente da entrambe le parti”

Ugo Rossi si è dimesso da Azione: “Adesso trascorreranno la campagna elettorale ad accusarsi l’un altro su chi per primo abbia violato il patto. Una campagna elettorale per indicare le colpe e le contraddizioni dell’altro non farà che nascondere l’inadeguatezza e quindi la pericolosità della coalizione avversaria”

Di Tiziano Grottolo - 08 agosto 2022 - 18:50

TRENTO. “Hanno fatto un pasticcio”, così l’ex presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, annuncia le sue dimissioni da Azione dopo la rottura che si è consumata fra Carlo Calenda e il segretario del Partito Democratico Erico Letta. L’ormai ex esponente di punta di Azione specifica che la scelta di dimettersi non è legata alla decisione di Calenda di rompere l’alleanza quanto piuttosto a quello che è stato definito “uno spettacolo avvilente”.

 

Non mi interessa chi ha più colpa – afferma Rossi – hanno fatto un pasticcio. Punto”. L’ex presidente è un fiume in piena: “Sono sempre stato convinto della necessità di costruire una forza politica liberal-democratica che rompa l’assurdo schema destra-sinistra. Azione mi era sembrata il luogo migliore per coltivare questo obiettivo e queste elezioni erano una bella occasione, un banco di prova”.

 

Secondo Rossi i Dem non sono ancora stati in grado di completare la trasformazione in un partito socialdemocratico europeo. “Per questo motivo non ero pienamente convinto (ma avrei portato avanti la decisione) dell’accordo fatto con il Pd perché lasciava chiaramente spazio a possibili alleanze con ex 5 Stelle, Sinistra e Verdi, il testo era chiarissimo del resto. Come sempre si era deciso di accettare l’ambiguità di un partito ‘democratico’ che non sa o non vuole fare una scelta definitiva e chiara rimanendo invece prigioniero del massimalismo”.

 

La possibilità di un’alleanza di questo tipo però era stata messa nero su bianco e per questo non c’è da stupirsi che poi si sia andati effettivamente in questa direzione. “Sia chiaro – prosegue Rossi – non mi piace e considero sbagliatissima la scelta politica di Letta e del Pd di restare ancorati al solito ritornello contro le Destre ma per me i patti una volta firmati si rispettano, si rispettano per principio, anche se costano. E si rispettano perché per costruire ci vuole fiducia e qualcuno deve pur darla per primo”.

 

Con questa mossa però secondo l’ex presidente della Pat crolla la credibilità di entrambi i partiti. “Adesso trascorreranno la campagna elettorale ad accusarsi l’un altro su chi per primo abbia violato il patto. Una campagna elettorale per indicare le colpe e le contraddizioni dell’altro non farà che nascondere l’inadeguatezza e quindi la pericolosità della coalizione avversaria”.

 

Rossi dice di aver scelto di impegnarsi con Azione per dare una mano a costruire qualcosa di “serio”, anche in vista delle prossime elezioni provinciali. “Lo avevo fatto dicendo di voler lavorare per favorire un ricambio generazionale e quindi coerentemente di non candidare in nessuna elezione pensando invece a giovani preparati e disponibili. Al contrario mi sono ritrovato nel pieno dell’ennesima lite infinita dentro e fra i partiti del Centrosinistra, con discussioni lontane anni luce dai veri problemi dell’Italia e del Trentino”.

 

Uno spettacolo avvilente a cui Rossi dice di non voler partecipare: “Un Centrosinistra avviluppato su sé stesso dove gli avversari sono solo nominalmente le ‘Destre’ e i sovranisti mentre invece sostanzialmente ci si batte fra correnti interne o fra partiti della possibile coalizione. Ora seguirò la campagna da elettore, d’altra parte anche qui in Trentino non c’è stato nessuno sforzo per cercare un rinnovamento”.

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