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Il 25 aprile, Fugatti e i richiedenti asilo

Al corteo per le celebrazioni della Liberazione - per la prima volta - anche il deputato trentino in corsa per la presidenza della Provincia. Ma per la prima volta hanno sfilato anche i richiedenti asilo di Trento e Rovereto

Di Donatello Baldo - 25 April 2018 - 16:19

TRENTO. In prima fila, per la prima volta alle celebrazioni del 25 aprile, il deputato Maurizio Fugatti con le sue colleghe Elena Testor e Giulia Zanotelli. Sulla stessa fila, rispettoso e composto, un richiedente asilo accompagna con il saluto militare l'esecuzione dell'inno nazionale. Una fotografia che da sola dice tutto.

Partigiani, gagliardetti e bandiere, i sindacati, il Pd con i suoi Giovani democratici, i partiti della sinistra con i vessilli rossi. Il sindaco, gli assessori, le autorità civili e militari, la banda, il picchetto militare, la deposizione degli allori alle targhe in ricordo di internati e martiri della resistenza.

 

Ma quell'immagine è una vera novità: la Lega e i profughi per la prima volta al corteo del 25 aprile, tutto il resto è la cerimonia, un po' stanca e sempre più 'ufficiale', della Liberazione. Una novità che riesce a restituire il segno dei tempi: la lega 'di governo' e la presenza dei richiedenti asilo come parte ormai integrante della nostra stessa società.

 

"Abbiamo imparato a scuola che oggi è la vostra festa dell'indipendenza - dice un ragazzo del Burkina Faso - per noi è l'11 dicembre". Tra la folla sono più di una ventina i ragazzi del campo profughi di Marco di Rovereto e del Fersina di Trento. "Abbiamo spiegato loro che questa festività è importante - dice una volontaria che li incontra per le lezioni di italiano - per questo hanno deciso di partecipare".

 

Uno di loro porta al collo il fazzoletto da 'partigiano' dell'Anpi. Un altro si esibirà più tardi nella Corale Bella Ciao che ha accompagnato la commemorazione a palazzo Geremia. L'ultima canzone è stata proprio "Bella Ciao", cantata in coro con tutta la sala. Anche il sindaco la canticchia, anche il vicepresidente della Provincia Alessandro Olivi.

25 aprile, in piazza c'è Fugatti ma ci sono anche i richiedenti asilo

 

Un carabiniere muove le labbra sul ritornello, mentre Fugatti rimane zitto. Né la canzone partigiana né l'inno nazionale, ma il richiedente asilo con la divisa da corista la sa a memoria e la canta sorridendo: "Oh bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao...".

Maurizio Fugatti ha vestito oggi i panni del candidato presidente, del "presidente di tutti", come si usa dire. E' venuto in piazza e forse ha fatto bene, è la festa di tutta la Nazione, anche questo si usa dire. Ma in piazza c'erano anche loro, i famigerati, i vituperati, quelli che i leghisti chiamano 'risorse'

 

La sua prima volta al corteo del 25 aprile avviene lo stesso giorno della prima volta dei richiedenti asilo. Questo è un segno. Se sarà lui il prossimo presidente della Provincia dovrà fare i conti anche con loro, ma questa volta non basterà dire che se ne devono andare via.

 

Come lui erano al corteo della Liberazione, col fazzoletto al collo, rispettosi dell'inno nazionale, e a differenza sua cantavano con tutta la platea la canzone "Bella ciao". Se Fugatti sarà leader i richiedenti asilo saranno popolo. La fotografia dice questo, e dice molto. 

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