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| 12 dic 2018 | 16:35

Il ministro dell'Agricoltura a Trento: ''Non riusciremo a coprire tutti i danni del maltempo ma faremo il possibile''

Nell'incontro con le categorie economiche del comparto tocca il tema dei grandi carinivori: "Io sto con agricoltori e allevatori, abbiamo fatto presente al ministro all'Ambiente le nostre preoccupazioni. Serve un piano e come in Francia una razionalizzazione della fauna selvatica"

di Donatello Baldo

TRENTO. Passa da Trento il ministro all'Agricoltura Gian Marco Centinaio e con l'occasione incontra il governatore Fugatti, gli assessori Zanotelli e Tonina e si riesce in poco tempo a organizzare un incontro con le associazioni di categoria di contadini e allevatori.

 

Il tema principale è ovviamente quello del maltempo e la richiesta è su quanti soldi il governo riuscirà a stanziare per far fronte alla calamità che ha colpito il Trentino nello scorso ottobre. Dal ministro sono arrivate però ben poche rassicurazioni. "Per l'agricoltura conto di mettere assieme 10 milioni di euro".

 

Su tutta la nazione, quando nel solo Trentino la conta per quanto riguarda il comparto agricolo è quantificata in 6 milioni. "Nell'incontro con Di Maio - interviene però Fugatti - si è parlato di 2 miliardi complessivi in tutta Italia per gli schianti". Soldi che però sono ancora tutti teorici, perché devono essere inseriti nella legge di bilancio.

 

"Cerchiamo di destinare più fondi possibili per garantire una risposta - ha spiegato il ministro - e l'obiettivo è far sì che l'agricoltura di montagna sia valorizzata e tutelata. Qui c'è agricoltura di qualità che produce eccellenze, eccellenze di cui andiamo orgogliosi nel mondo".

 

Il ministro Centinaio è però sincero e lo dice chiaramente: "I fondi arriveranno il più velocemente possibile inserendoli nella legge di bilancio. Ma ci rendiamo conto che non riusciranno a coprire il 100%. L'obiettivo al Senato sarà quello di trovare altri fondi".

 

Il Trentino è soddisfatto delle parole del ministro? Le rassicurazioni sono sufficienti? Abbastanza, anche se Fugatti sembra aver fiducia. Un po' meno gli addetti ai lavori che fino a che non vedono le cifre stanziate temono di rimanere con la bocca asciutta. Anche perché il sottotesto che si legge è quello di un governo nazionale a compartimenti stagni, diviso tra Lega e 5 Stelle, quando i ministri in queste occasioni dovrebbero lavorare assieme anche se di colore diverso.

 

Quando si chiede al ministro qualcosa di più approfondito, che riguarda questioni a scavalco con il ministero dello Sviluppo economico, Centinaio taglia corto: "Chiedetelo a Di Maio, altrimenti poi si lamenta che mi occupo delle cose sue e il problema diventa politico".

 

La divisione, che significa di conseguenza diversa visione, la si legge anche sulla questione grandi carnivori. Al ministro dell'Agricoltura spetta la gestione della fauna selvatica non protetta, al ministro all'Ambiente quella protetta.  "Abbiamo esposto al ministro Costa le nostre preoccupazioni, si è riservato di risponderci, vedremo".

 

"Io sono quello cattivo che vuole uccidere tutto quello che si muove perché lo vuole mangiare - dice ironico il ministro - ma quelli contro di me sono quelli che abitano in città e non sanno cosa significa avere di fronte un lupo o un cinghiale".

 

"Anch'io voglio tutelare la fauna selvatica - afferma - ma c'è un limite. A volta la fauna selvatica diventa un problema. Se la Francia ha fatto una legge di razionalizzazione dei lupi non vedo perché non possa farla anche l'Italia, non ho voglia di passare per pirla a livello europeo".

 

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