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''Se riusciamo ad accatastare il legno non dobbiamo importare per i prossimi tre anni'', Fugatti incontra categorie e sindacati

Il governatore apre all'ipotesi dell'ex assessore Michele Dallapiccola: "D'accordo per i depositi di legname, mentre per quanto riguarda il rimboschimento dobbiamo valutare, una fase successiva perché legata alla rimozione degli alberi schiantati". Tra le ipotesi il commissario della filiera del legno

Di Luca Andreazza - 09 novembre 2018 - 19:01

TRENTO. "Le prime risorse sono già arrivate, altre arrivano nelle prossime settimane, ma aspettiamo i criteri degli stanziamenti e l'iter per poter progettare le ricostruzioni dopo l'ondata di maltempo", queste le parole del governatore Maurizio Fugatti che oggi ha invitato tutte le associazioni economiche, ma anche i sindacati per fare il punto della situazione e pianificare in sinergia come procedere dopo i numerosi sopralluoghi. 

 

"Tutt'ora siamo impegnati ad affrontare le conseguenze di un evento più intenso dell'alluvione del 1966 - dice il presidente - ma il Trentino ha tenuto. Questo perché negli anni si è insistito nella cura del territorio e nella prevenzione. A questo si aggiunge che la struttura della Protezione civile ancora una volta è stata all'altezza dell'emergenza. Non posso che ribadire un grande ringraziamento a tutti, professionisti e volontari".

 

Come anticipato nei giorni scorsi, la Provincia ha sospeso la riscossione del saldo Imis di dicembre nei Comuni colpiti e sono state fissate anche alcune cifre di massima relative ai danni subiti, cioè complessivamente 300 milioni. "Il Governo si sta muovendo - analizza Fugatti - se le cifre fossero quelle annunciate, cioè i 28 milioni, non saremmo soddisfatti, ma questo è ovviamente solo l’inizio di un percorso più articolato".

 

Quasi ultimati i lavori di somma urgenza, si possono pianificare tutti gli altri interventi. "Gli obiettivi prioritari - evidenzia il governatore - sono quelli di ripristinare la viabilità in vista della stagione invernale e devo dire che siamo a buon punto. Il prossimo passo è prendere in mano la parte boschiva, quindi istituire una raccolta fondi ad hoc prevedere gli indennizzi dei danni e altre forme di compensazione. Intanto abbiamo deciso di metterci in ascolto delle impressioni e dei consigli delle associazioni di categoria, convinti che sia necessario impostare un metodo di lavoro basato sul dialogo e sul confronto".

 

Tra le possibilità resta in piedi quella di insediare un commissario per gestire e coordinare la filiera del legno. Prende campo anche l'ipotesi dell'ex assessore Michele Dallapiccola, il quale tra le pagine de Il Dolomiti, ha lanciato l'idea di creare dei depositi con sistemi di irrigazione per evitare che il legname venga venduto tutto e subito (Qui articolo). 

 

"Sono d'accordo - commenta Fugatti - abbiamo già praticamente deciso in questo senso", e si registra l'apertura sul destinare le zone dove gli alberi si sono schiantati a pascolo e coltivazioni. 

 

Dagli anni '80 il Trentino è passato a un modello di allevamento con grandi stalle e fieno importato. Adesso abbiamo 50 mila mucche per 1.200 proprietari contro le 100 mila mucche e i 12 mila proprietari in Alto Adige. Con più prati si potrebbe invertire la rotta.

 

"Non si esclude nulla - prosegue il presidente - ma l'eventuale rimboschimento è una fase successiva, prima dobbiamo rimuovere il legname. Chiaro che dobbiamo valutare tutto, bene e velocemente".  La Provincia è reduce da un confronto a 360 gradi con i rappresentati di industria, commercio, artigianato, turismo, mondo agricolo e cooperativo, compreso i sindacati Cgil, Cisl, Uil e le associazioni di categoria.

Un incontro tra Fugatti, accompagnato da Paolo Nicoletti (dirigente generale), Stefano De Vigili (dirigente generale del Dipartimento Protezione civile) e Romano Masè (dirigente generale del Dipartimento territorio) per approfondire la tematica della procedura di compensazione dei danni subiti dai privati, circa 70 milioni di euro (15-20 milioni dei quali solo a Dimaro), in particolare dalle imprese, ma anche dai lavoratori coinvolti. Il piano seguirà in linea di massima lo schema applicato l'estate scorsa a Moena con qualche correttivo richiesto dalle categorie economiche per rendere l'intervento più efficace, oltre che di facile accesso.

 

"Già lunedì - spiega il governatore - verrà convocato il Tavolo del credito per capire quali iniziative possono essere eventualmente messe in campo anche su questo fronte per sostenere le imprese. Sempre lunedì, verrà avviata una raccolta fondi, in cui confluiranno anche le numerose disponibilità manifestate in questi giorni dal mondo del privato".

 

Tra gli altri temi ecco la gestione dell'ingente quantitativo di legname messo "a terra" dal maltempo, pari a quattro volte il prelievo annuo che si realizza sull'intero territorio provinciale, e la prossima apertura della stagione invernale, che troverà il Trentino pronto ad affrontare tutti gli impegni previsti, compreso il passaggio del Giro d'Italia: si lavora a pieno ritmo sulla riapertura del Manghen.

 

Pronto a partire anche una raccolta fondi ad hoc: "Già numerosi i privati - continua Fugatti - che hanno segnalato alle relative associazioni la loro volontà di dare una mano. Analoga disponibilità è venuta dalle rappresentanze dei lavoratori".

 

Nel frattempo è stato avviato un tavolo di lavoro tra Provincia, Consorzio dei comuni e categorie economiche. Condivisa la volontà di gestire al meglio gli effetti di questo evento per evitare ulteriori ricadute negative.

 

Gli alberi caduti sono quattro volte il prelievo annuale, 2 milioni di metri cubi (circa 7.000 ettari di bosco danneggiato, il 2% circa della massa complessiva dei boschi trentini e della superficie totale), ma concentrati solo in alcune valli. Circa la metà, un milione di metri cubi, potrà essere commercializzata. 

 

"Bisogna vigilare - conclude Fugatti - affinché non si verifichino fenomeni speculativi, quindi è prevista l'adozione di un approccio di filiera e 'solidale'.  L'intenzione è quella di 'diluire' in 2-3 anni l'immissione sul mercato del legname commercializzabile, coinvolgendo tutte le imprese del settore. Il Trentino oggi utilizza circa 800 mila metri cubi di legname all'anno, per il 50% legno locale e per il 50% importato. Utilizzare il legname messo a terra dall'alluvione in 2-3 anni consentirebbe di sostituire la percentuale importata". 

 

Dagli interventi dei rappresentanti delle diverse categorie è emerso nel complesso un quadro difficile ma non drammatico, eccezione fatta per alcune zone e alcuni comuni, come Dimaro, dove il maltempo ha infierito in maniera particolarmente rovinosa.

 

Tra le richieste emerse, incrementare la comunicazione positiva del Trentino turistico, in particolare per quanto riguarda la prossima stagione invernale, prendere in considerazione, passata la fase dell'emergenza, anche gli impatti sulla stagione estiva 2019, attivare il Fondo di solidarietà per i lavoratori rimasti a casa, a cui le aziende possono accedere anche in caso di calamità naturali.

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