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''In questa Forza Italia anti-autonomista e salottiera non mi riconosco''. Giacomo Bezzi verso la Lega Nord

"Il mio disagio nei confronti della gestione Biancofiore è noto da tempo". Il consigliere provinciale azzurro: "Il rischio è irrilevanza politica". Sul futuro: "Vedremo, comunque sempre autonomisti e di sinistra mai"

Di Donatello Baldo - 06 marzo 2018 - 18:34

TRENTO. "La lista di Forza Italia sul proporzionale era impossibile da votare. Un candidato catapultato dalla Toscana, un altro da Roma. Persone che non conoscono il Trentino, che non conoscono nemmeno i problemi della nostra gente. E' ovvio che gli elettori hanno scelto altro". 

 

Le parole di Giacomo Bezzi, consigliere di Forza Italia, non hanno bisogno di interpretazioni. Parla a caldo dei risultati elettorali e non nasconde la grande soddisfazione per le percentuali raggiunte dalla Lega. "Per fortuna con Claudio Cia e Maurizio Fugatti abbiamo fatto un lavoro sul territorio e la coalizione ne è uscita egregiamente".

 

Fosse dipeso da Forza Italia, secondo Bezzi, il 'cappotto' non si sarebbe fatto. Rispetto alle politiche del 2013, il partito di Berlusconi preso quasi la metà dei voti, passando da 46 mila elettori a poco più di 25 mila. Colpa di Michaela Biancofiore: tra lei e Bezzi non corre buon sangue.

 

"Il mio malessere con la gestione Biancofiore è cosa nota - ammette - una gestione romana, salottiera e anti-autonomista. Una gestione che non mi appartiene - aggiunge - e non solo a me. Per un autonomista è difficile riconoscersi in questa Forza Italia".  

 

"Io ho tirato la campagna elettorale a tutti, aiutando tutti i candidati sui collegi. Ho fatto serate e incontri con Elena Testor, con Donatella Conzatti, con le giovani candidate della Lega e con Maurizio Fugatti. Nessuno può dirmi niente. Altri invece non si sono visti - osserva - chiedete a Manuela Bottamedi quanti incontri ha fatto in quest'ultimo mese". 

 

Giacomo Bezzi, come annunciato, si avvicina alla Lega Nord, la sua lunga esperienza con gli azzurri sembra volgere al termine. "Autonomisti sempre, di sinistra mai - afferma Bezzi. Per il resto vedremo - si limita a dire - ma in questa Forza Italia anti-autonomista guidata da Michaela Biancofiore io non mi riconosco".

 

Il consigliere fa poi un'analisi del voto più dettagliata, entrando nel merito delle ragioni che hanno spinto i trentini a votare per il centrodestra: "La prima è costituita dalle condizioni economiche. Il Trentino ha vissuto e sta vivendo una crisi drammatica in termini di lavoro ed occupazione".

 

"La seconda è senza dubbio rappresentata dalla sicurezza - spiega Bezzi - che costringe i trentini a rinchiudersi nelle loro abitazioni mentre immigrati e criminali sono liberi di vagare liberamente in piazza Dante. La terza riguarda la componente personale", e si riferisce ai 'nomi' presentati sui collegi dal centrosinistra, "esponenti che sono da decenni sulla scena politica, alla faccia della rottamazione".

 

"Non a caso - osserva Bezzi - le forze politiche che sono state maggiormente premiate dagli elettori sono state la Lega e il Movimento 5 Stelle. Mentre però, per i secondi, si è trattato di un voto principalmente di reazione, per i primi si è trattato di una scelta ben diversa, con l’aspettativa per un nuovo governo, in grado finalmente di migliorare la situazione. A Roma come a Trento".

 

Per quanto riguarda Forza Italia, "o saprà farsi portavoce di quei messaggi autonomistici e liberali moderni, con un rinnovamento in grado di raccogliere i voti persi da Patt e Upt, oppure gli elettori trentini si rivolgeranno, ancor più di quanto già abbiano iniziare a fare, alle altre forze politiche della coalizione".

 

Per Bezzi, se Forza Italia non ripensa alla sua strategia politica e se non si rinnova, il destino è quello "dell’irrilevanza politica, per poi inevitabilmente concludersi con la sua definitiva scomparsa in Trentino".

 

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