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La ricetta (vecchia) dell'assessore Failoni, ridurre le Aziende per il turismo e più risorse alla promozione, il numero uno delle Apt: ''Più facile a dirsi che a farsi''

Quello di accorpamenti e fusioni è un tema circolare. Anche l'allora assessore Michele Dallapiccola aveva proposto questa linea, ma si era scontrato con la resistenza dei territori. Rizzi: "Unire le Apt non significa automaticamente  migliorare e ridurre i costi. Bene le risorse, ma si deve puntare sulla qualità e dobbiamo smettere di guardare all'Alto Adige"

Di Luca Andreazza - 11 dicembre 2018 - 19:07

TRENTO. Ridurre le Aziende per il turismo e aumentare le risorse per la promozione. Un déjà vu, sembrano le parole dell'allora assessore Michele Dallapiccola all'indomani dell'insediamento in Provincia. Invece è l'indirizzo di Roberto Failoni, neo titolare a turismo, artigianato, commercio, promozione e sport. Temi non nuovi, ma a cinque anni di distanza ritornano più o meno sul tavolo gli stessi argomenti.

 

E' un tema ormai circolare quello di fusioni e accorpamento delle Apt d'ambito, che recentemente sono diventate 15 dopo il via libera al passaggio del Consorzio Val di Ledro per diventare un'Azienda per il turismo in forma "ufficiale".

 

Fusioni ipotizzate, ragionate e accantonate. Più facile a dirsi che a farsi, come dovrebbe sapere anche un albergatore di primo piano come Roberto Failoni: ci si scontra in dinamiche politiche, territori che reclamano spazi e autonomie, ma anche preoccupazioni di gestione e visibilità. 

 

Nonostante alcuni tentativi più d'apparenza che di sostanza, il matrimonio tra Trento e Rovereto non è mai sbocciato. Ma per restare in zona dell'assessore, un'Apt Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena unica sulla carta, ma fino a pochi anni fa Campiglio e Pinzolo si sono divincolate da separati in casa: bilanci diversi e promozione coordinata ma divisa, più per dinamiche interne che per passaggi formali.

 

Emblematico il ritiro di Juventus, Inter o Roma. Il ritiro delle big di serie A vanno a Pinzolo, non Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena. A questo si aggiunge che le Apt sono formalmente private, dotate di un Consiglio d'amministrazione autonomo e quindi qualcuno dovrebbe compiere un passo indietro per non intasare i tavoli. 

 

Anche le società impianti sono ancora entità autonome, seppur nel mega gruppo che si è aggiudicata Folgarida-Marilleva: ci si coordina, ci si parla, si agisce in sintonia, ma poi i conti si fanno nelle proprie sedi.

 

Un comparto turistico che comunque è rimasto un fattore trainante della nostra economia nonostante le riduzioni di budget. Si può migliorare? Quello sempre, ma la macchina funziona. "Un annuncio - commenta Luciano Rizzi, presidente dell'Apt Val di Sole e coordinatore di tutti i numeri uno delle Aziende per il turismo e Pro Loco - ma la messa in pratica poi è diversa. Non precludiamo un ragionamento, giusto sedersi intorno ad un tavolo, ma questa materia è complicata".

 

Presidente Rizzi, ipotizziamo il via libera alle fusioni e prendiamo la Val di Sole. Si dovrebbe guardare alla Val di Non oppure a Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena. Quale formula?

Partiamo da un punto: Trentino Marketing e le Apt collaborano molto tra loro perché per i turisti non esistono confini. Il nostro settore deve avere la consapevolezza della nostra forza. Non dobbiamo guardare all'Alto Adige: noi siamo il Trentino e abbiamo altre peculiarità, gli altoatesini non hanno il lago di Garda e le Dolomiti di Fassa e Fiemme, i laghi della Valsugana e le terme di Pejo. Ma sono solo alcuni esempi, ovviamente, per delineare le nostre caratteristiche. 

 

In caso di fusioni non è detto che la sommatoria dei punti di forza dei diversi territori sia positiva. Se la Val di Sole si sposa con la Val di Non è necessario coniugare due territori molto diversi tra loro. Se invece guardiamo a Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena si deve capire come far emergere proposte simili, senza dimenticare le periferie: il Tonale si dovrebbe all'estremo dell'ambito e spesso collaboriamo con Brescia Tourism. La nostra promozione abbraccia già giocoforza zone "oltre confine" come sono Pinzolo e Ponte di Legno: il turista non può comprendere eventuali barriere mentali. Ma le Apt si comportano tutte così perché siamo Trentino: se un turista chiede informazioni per Cles non ci si tira indietro.

 

Un altra criticità è quella che se un'Apt diventa troppo grande può entrare in concorrenza con Trentino Marketing: un cortocircuito che potrebbe comportare più problemi di coordinamento e sinergia che vantaggi. Se devono esserci fusioni queste devono essere naturali e partire dal basso. Se è una forzatura politica, il risultato può non essere quello sperato.

 

A proposito di Trentino MarketingIl coordinamento provinciale degli imprenditori avrebbero chiesto l'istituzione di un Cda a tirare le redini di questa realtà. La nomina di Failoni potrebbe sembrare un'apertura in questo senso. E questa materia potrebbe presto arrivare sul tavolo per essere analizzata

Può essere un'idea, ma deve essere un Consiglio d'amministrazione snello e agile, molto equilibrato e operativo perché in questo momento l'amministratore unico delegato si trova a gestire tantissime responsabilità. Se però il Cda diventa un modo per sistemare un elenco di persone e si allarga troppo alle categorie si rischia di restare impantanati e dissipare un percorso importante di crescita e sviluppo portato avanti in questi anni. Invece di un valore aggiunto diventa un freno a mano.

 

Un altro tema è quello delle risorse: nel giro di pochi anni si è passati da 23 milioni a 7 milioni e l'inizialmente bistrattata tassa di soggiorno a chiudere il cerchio.

Dopo le iniziali levate di scudo, la tassa di soggiorno funziona e viene accettata e apprezzata da tutti. Nessun turista si è mai lamentato, anche per la trasparenza nei servizi. Il Trentino è forse l'unico caso italiano dove il valore di questa tassa viene percepito in modo diretto nel turismo: la Guest card de Trentino in questo gioca un ruolo fondamentale.

 

Il percorso naturale deve portare alla qualità. Nel passato in Val di Sole i prezzi erano bassi, oggi abbiamo raggiunto un buon livello a forza di investire, diversificare e migliorare. I prezzi sono un'evoluzione del mercato, non della filosofia. Non deve essere per forza scandaloso aiutare quelle realtà in difficoltà. Se stanno bene, tutti possono beneficiare e stare meglio.

 

Le risorse servono, ma si possono prevedere incentivi per ristrutturare gli alberghi, demolire gli edifici abbandonati che deturpano paesaggi e località, ma anche spingere e stimolare a riqualificare l'offerta di commercianti e locali. Il vecchio modello è quello di sentieri e montagne, che non basta più. Le botteghe storiche, la tradizione e l'offerta sono sempre più rilevanti. Sembra banale, ma è fondamentale poi la formazione nel settore: saper accogliere a tutti i livelli, le parole sono importanti, qui per esempio abbiamo il Trento Doc non lo spumante, ma gli esempi sarebbero tanti. Il Trentino deve seguire la sua strada, senza invidiare o cercare di copiare l'Alto Adige. 

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