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Le calamite del Duce in vendita in Piazza Duomo: ''Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se muoio vendicatemi''

Il volto di Mussolini in tutte le salse con tanto di saluto romano e frasi nostalgiche nella piazza centrale della provincia. La legge Fiano non è diventata legge ma resta, quantomeno, un fatto che non dà una bella immagine della città

Di Luca Pianesi - 15 settembre 2018 - 18:51

TRENTO. C'è il Duce in Piazza Duomo a Trento. La mascella volitiva di Mussolini fa bella mostra di sé in tutte le pose possibili, sotto l'elmetto, il fez, il cappello militare e poi le solite frasi mitizzanti (e smitizzate dallo stesso personaggio e dalla storia): ''Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se muoio vendicatemi" e lui che fa il saluto romano. Insomma ce n'è per tutti i gusti, anzi speriamo per pochi, e ce n'è soprattutto per lasciare allibiti i turisti stranieri che tutto si aspetterebbero tranne che trovare immagini nostalgiche di un passato del quale vergognarsi nella piazza centrale del capoluogo del Trentino.

 

Sono delle ''calamitone'' e sono messe in bella mostra in una teca esterna del tabacchino di Piazza Duomo. Passandoci vicino è impossibile non notarle: stanno tra il povero San Romedio e le calamite dell'Adunata degli Alpini. Pessimo gusto? O nostalgia per un Paese antiliberale, razzista, forte con i deboli e debole con i forti e per un periodo storico conclusosi con la nazione invasa da tutti, sconfitta da tutti e invisa da tutti per aver partecipato attivamente ai peggiori stermini, per i tradimenti e per essersi dimostrato totalmente impreparato militarmente?

 

Qualche mese fa si faceva un gran parlare della legge del deputato Pd Fiano che sarebbe servita, finalmente, a regolamentare anche queste situazioni (e tutte quelle che ruotano dietro il merchandising di oggetti legati al fascismo o al nazismo) introducendo il reato di propaganda del regime fascista e nazi-fascista. Ma i tempi sono già cambiati e l’approvazione si è arenata per la fine della legislatura e lo scioglimento delle Camere. Si è quindi rientrati in pieno in quell'area grigia che vuole la vendita di questi oggetti un qualcosa 'a metà' tra ciò che si può fare per il libero mercato e ciò che sarebbe meglio non si può fare (ma in tanto si fa) perché, in fondo, l'antifascismo dovrebbe rappresentare uno dei principi fondanti del Paese.

 

Insomma calamitone di Mussolini sì o calamitone di Mussolini no, quel che è certo è che esposte nella piazza centrale della città non danno una bella immagine della città stessa e non mandano un gran messaggio a turisti e visitatori soprattutto di Paesi stranieri (si pensi ai tedeschi) dove certe cose sono espressamente vietate dalla legge. 

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