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LeU a Ghezzi: ''Ci dispiace, preferisci altre alleanze''. Lui replica: ''La priorità è battere il fronte leghista, no a candidature autoreferenziali''

Liberi e Uguali, in piena tradizione della sinistra italiana, ribadisce la sua ''alterità'' e scrive a Ghezzi ponendogli tre domande. Lui risponde punto su punto e aggiunge: ''Finché potrò cercherò la convergenza più ampia possibile anche con i partiti. Candidarsi infatti a capo di un piccolo drappello sarebbe una scelta magari nobile ma oggettivamente inefficace e controproducente"

Di Luca Pianesi - 23 agosto 2018 - 13:05

TRENTO. ''Non voglio essere un conductor autoreferenziale'' e non credo che ''candidarsi a capo di un piccolo drappello di forze che non potranno mai vincere e che algebricamente farebbero mancare qualche percentuale al fronte antileghista possa fare il bene del Trentino''. Così Paolo Ghezzi agli esponenti di Liberi e Uguali in replica a una loro lettera scritta al candidato di centrosinistra, in corsa per guidare la coalizione che dovrebbe sfidare l'asse a trazione leghista di Fugatti. Una lettera quella di LeU che nasce, in piena tradizione di quella sinistra italiana sempre e per sempre minoritaria, proprio quando, finalmente, qualcosa pareva muoversi. Mentre si cominciava a parlare (con mille difficoltà e a soli due mesi dal voto) di un possibile asse tra il popolo della sinistra e ambientalista di Ghezzi, il partito di maggioranza, il Pd, l'Upt e i civici di Daldoss. Insomma ora che le cose si facevano possibili, Leu prende le distanze, rimarcando la sua ''diversità'', la sua ''alterità'' agli altri.

 

"Non si tratta di piantare la bandierina - scrivono i membri del comitato promotore di Leu a Ghezzi - non chiudiamo le porte in base ai nomi, non amiamo il tatticismo aritmetico. Vogliamo aprire un percorso di cooperazione su idee portanti, su programmi plausibili e innovativi. Con determinazione vogliamo contribuire a dare alla nostra autonomia la capacita di saper interpretare e gestire le urgenze anche drammatiche del momento, sul piano ambientale, sociale, umanitario. Se la diversità può essere una ricchezza, la sommatoria di visioni antitetiche sul rapporto uomo/ambiente naturale, sulla gestione delle risorse e sulle priorità di spesa, sull’etica del lavoro e la gestione dei beni pubblici non può funzionare. Ci dispiace quindi sapere che ad un percorso da fare insieme preferisci, sembra, condurre i tuoi sostenitori ad alleanze con chi vede il futuro del Trentino in modo drasticamente diverso".

 

Insomma LeU parrebbe non starci. Meglio defilarsi e restare ''anima bella'' e fine a sé stessa che ''sporcarsi le mani'' con alleanze, aiutare la coalizione a vincere e magari provare, facendo politica, a spostare poi l'asse governativo, qualora possibile, un po' più a sinistra. Forse non accadrebbe sempre, su ogni provvedimento, ma succedesse anche solo una volta in cinque anni non sarebbe già una vittoria rispetto allo zero cosmico (non sul piano elettorale ma dell'influenza che potrebbero avere su un futuro governo provinciale) a cui si condannerebbero restando da soli. Ma queste sono decisioni strategiche che, purtroppo, da sempre caratterizzano le galassie della sinistra italiana bravissime a ridursi ad atomi e sempre in grande difficoltà a trasformarsi in pianeta (con tutte le difficoltà che ne conseguono).

 

Ghezzi nella sua lettera prova a rispondere agli esponenti di LeU. Sulla questione che "preferisca altre alleanze" risponde che: "Forse sarà sembrato, leggendo le cronache dei giornali: ma se vi riferite ai brevi contatti avuti con l’area Daldoss-Civici, sono stati normali tentativi, in una faticosissima fase tattica ancora confusa, di capire se era possibile allargare la coalizione democratica, autonomista e popolare che si oppone alla destra leghista, non certo del tentativo di condurre i miei sostenitori ad alleanze contraddittorie su un programma comune tutto ancora da verificare. Anche perché io non ambisco certo ad essere un “conducator” autoreferenziale, semmai, con chi mi ha proposto, ragiono insieme sul futuro del Trentino. E insieme a chi mi sostiene, a cominciare dal prossimo mercoledì 29 agosto al Muse (alle 18: vi aspetto) sceglierò e deciderò".

 

LeU quindi chiede a Ghezzi "cosa pensi del consumo di suolo? cosa ritieni di fare contro la PIrubi e la TAV e per la mobilità sostenibile? pensi di combattere la strisciante privatizzazione della sanità pubblica e dei beni comuni? Non devi rispondere a noi di LeU, ma a quelli che si propongono quali tuoi sostenitori". "Mi rivolgete tre domande secche - replica lui - a cui darò risposte secche: Cosa pensi del consumo di suolo? Che ne abbiamo, anche nel nostro Trentino, consumato abbastanza. Che dobbiamo difendere il territorio da ulteriori assalti. Cosa ritieni di fare contro la Pirubi e la TAV e per la mobilità sostenibile? La Pirubi lasciamola dormire il sonno eterno nell’archivio della vecchia politica; se per TAV intendete la nuova linea ferroviaria del Brennero con il tunnel già in costruzione, è un grande progetto internazionale che va costantemente monitorato affinché non abbia ricadute negative sui territori che attraversa. Per la mobilità sostenibile, io candidato ambientalista ciclista e antimotorista, farò tutto quello che il bilancio della Provincia e promuoverò nuove eventuali leggi e provvedimenti ad hoc affinché si possa attraversare il Trentino leggeri, connessi e non inquinanti. Pensi di combattere la strisciante privatizzazione della sanità pubblica e dei beni comuni? La sanità pubblica (che vuol dire rispettare il valore costituzionale dell’eguaglianza di tutti, non solo davanti alla legge, ma nei diritti fondamentali) e i beni comuni (a cominciare dall’acqua, bene comune e prezioso e strategico per eccellenza) saranno punti-cardine del mio/nostro programma".

 

"Ma proprio perché mi piacerebbe fosse un programma per governare cinque anni - prosegue Ghezzi - e non un libro dei sogni, cerco ancora, finché i partiti tengono la porta aperta a questa proposta di innovazione, tutte le convergenze possibili su un’alleanza larga. Candidarsi infatti a capo di un piccolo drappello di forze che non potranno mai vincere (in un Trentino ancora largamente centrista, quando non trasmigrato, il 4 marzo 2018 ma anche prima, verso la destra nazionalista) e che, algebricamente, farebbero mancare qualche altra percentuale di voto (magari decisiva) al fronte antileghista, mi sembra una scelta di testimonianza politica, nobile ma oggettivamente inefficace e controproducente, non un’azione politica che fa i conti con la realtà e che cerca il bene possibile per il Trentino individuando il male peggiore, cioè la Lega". 

 

"Finché è possibile trovare convergenza su almeno 5 valori di fondo, Autonomia, Ambiente, Innovazione, Lavoro, Solidarietà, io la cerco incessantemente - conclude Ghezzi - fino all’ultimo giorno utile, anche a costo di deludervi ancora (ma mai vi ho illuso che sarei stato il candidato esclusivo di una sinistra valoriale e minoritaria), care e cari di LeU, proprio perché (nonostante Salvini pontificante a Pinzolo e il suo luogotenente Fugatti incombente sul 21 ottobre, che già allunga la sua ombra sul palazzo della Provincia in piazza Dante) credo ancora in un Trentino da sempre terra di generosità, intelligenza, volontariato, bellezza, capacità di lavorare insieme, in un Trentino terra presente e futura di esseri umani liberi ed eguali".

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