Contenuto sponsorizzato

L'M5S cresce anche in Trentino ma non sfonda, Maschio: "Dobbiamo seguire la linea Degasperi. A Roma? Alleanza con la Lega per legge elettorale e poi voto"

Intervista al consigliere comunale del Movimento 5 Stelle è tra i firmatari della mozione di sfiducia al sindaco di Trento: "L'uninominale ha bocciato il centrosinistra e anche Mariachiara Franzoia, tra le punte di diamante di Andreatta"

Di Luca Andreazza - 09 marzo 2018 - 19:55

TRENTO. "Il Movimento 5 stelle sconta la capillarità sul territorio raggiunta solo negli ultimi anni, ma la strada è giusta. Il Trentino fatica a cambiare, resta storicamente un po' una realtà a sé: le crisi arrivano dopo, così come le riprese. La Democrazia cristiana si è mascherata in altre forme, ma è sempre sullo sfondo", queste le parole di Andrea Maschio, consigliere comunale, a pochi giorni dal tornado elettorale che ha visto il centrosinistra capitolare anche in Trentino. 

 

Ed anche per questo pentastellati e centrodestra, compatti, hanno presentato una mozione per sfiduciare il sindaco di Trento Alessandro Andreatta (Qui articolo): "E' - spiega il consigliere - una presa d'atto. Le urne parlano chiaro: i collegi uninominali hanno bocciato le amministrazioni comunali e provinciale. Nessuno del centrosinistra è riuscito a reggere l'onda d'urto, tanto meno Mariachiara Franzoia, tra le punte di diamante del primo cittadino, mentre il governatore Ugo Rossi è come l'ex premier Matteo Renzi: un capo arrogante".

 

Se il Movimento 5 Stelle ha fatto sfaceli in tutta Italia e anche in Trentino Alto Adige è cresciuto del 5% rispetto alle passate nazionali resta comunque il fatto che non è riuscito a sfondare ovunque. "Non siamo riusciti a incidere fino in fondo - prosegue Maschio - forse per qualche errore, ma anche perché sui nominativi paghiamo i limiti di quello che è al tempo stesso la nostra forza, cioè non si possono candidare persone già impegnate. Si può portare in campagna elettorale la propria esperienza al servizio degli altri, ma qualcosa si rischia di perdere. Questa regola comunque mi piace e i numeri sono elevati".

 

Cosa manca per fare il definitivo salto di qualità?

"Dobbiamo entrare ancora di più nei problemi e nelle problematiche locali: seguire la linea tracciata da Filippo Degasperi in Provincia. Aumentare le proposte e riuscire a crescere nelle valli. E' necessario rappresentare e sostenere i nostri valori, senza cadere nei personalismi".

 

Il rischio è quello dell'assalto per un posto al sole sul carro dei vincitori. Una possibilità che potrebbe essere complicata da gestire per una forza politica così giovane.

"Questo però non è strettamente negativo e aiuta a far crescere il Movimento 5 stelle. Chiaro poi che ci sono rischi e non si può mai avere la certezza di conoscere le persone che si hanno davanti, ma la differenza è nella nostra onestà intellettuale, come nel caso 'Rimborsopoli': non abbiamo paura di ammettere gli errori e quelli che non rispettano regole, valori e principi vengono allontanati".

 

Un vostro eletto, Paolo Vergnano, prima si è autosospeso in aperta polemica con il Movimento e ora voci lo vorrebbero sempre più in orbita Forza Italia.

"Non siamo immuni al cambio di casacca, ma cerchiamo di rispettare gli elettori anche perché il Trentino non perdona. I conti poi si fanno alla fine".

 

Come si può uscire dall'impasse per la formazione del Governo nazionale?

"Penso che si possa andare verso un patto Lega-Movimento per approvare una nuova legge elettorale e quindi tornare al voto. Il tutto però in tempi brevi".

 

Questo però pone la questione sul limite dei due mandati, quindi il candidato premier non dovrebbe essere Luigi Di Maio?

"Penso che si possa derogare a questa regola se l'esecutivo dura poco, giusto per andare a nuove elezioni. Se resta in carica per un paio di mesi non si può considerare come legislatura, fermo restando che la squadra dei ministri mi piace e il Movimento 5 stelle dovrebbe stare al governo. Certo, i tempi comunque dovrebbero essere necessariamente stretti per l'eventuale chiamata alle urne. Ma questo è un discorso prematuro che riguarda un tema delicato e un fondamento della nostra forza politica".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 25 novembre
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

26 novembre - 11:41

Nella mattinata di giovedì 26 novembre si è tenuto un incontro tra il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e i sindaci dei due Comuni dell'Altopiano di Pinè (entrambi "zona rossa") Francesco Fantini e Alessandro Santuari. Il primo cittadino di Bedollo: "Abbiamo ottenuto conferma che se entro lunedì la situazione si stabilizza al di sotto del 3% dei positivi, l'ordinanza di zona rossa non verrà rinnovata"

25 novembre - 21:06

E' enorme la preoccupazione nel bellunese per l'eventuale chiusura degli impianti per Natale e Capodanno imposta dal governo. C'è il difficile momento attuale ma anche la prospettiva, due esperti di livello internazionale entrano nel team del bellunese per promuovere il turismo territoriale: Tom Buncle e il trentino Roberto Locatelli

26 novembre - 13:06

Le Regioni dell'arco alpino sono in pressing per salvare Natale e Capodanno, periodo pesante per i fatturati e vero momento clou di ogni stagione. Il fronte con il governo è aperto, il via libera agli impianti è un nodo dirimente, ma comunque solo il primo ostacolo. Il danno viene quantificato dai territori in 20 miliardi

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato