Manuela Bottamedi pronta per una campagna elettorale 'punk': ''E che nessuno mi confonda con quelli che cambiano casacca per interesse personale''
La consigliera provinciale pronta alla sfida del governo. "Sarei onorata di fare l'assessora all'istruzione". Difende i diritti civili: "Non sono patrimonio esclusivo del centrosinistra". E attacca chi le ricorda il suo passato nei 5Stelle e nel Patt: "Sono sempre stata coerente con le mie idee"

TRENTO. "In effetti credevo di avere chiuso la mia esperienza politica dopo questi cinque anni in Consiglio provinciale. Anni molto istruttivi, formativi - ammette Manuela Bottamedi - ma credevo davvero che tutto si chiudesse qui. Sarei tornata a fare l'insegnante".
Un lavoro che la consigliera ha sempre detto di amare molto. "Quello dell'insegnante è un lavoro che ho sempre fatto con passione e impegno. Un lavoro che ritengo fondamentale per la società. Ho sempre detto di essere un'insegnante prestata alla politica".
Poi cos'è successo, come mai ha cambiato idea?
C'è stata la chiamata alle armi di Fugatti. Mi ha detto: Manu hai esperienza, hai le competenze, abbiamo bisogno di te, vogliamo che tu continui ad essere con noi, giocati fino in fondo la tua partita e porta anche tu il tuo contributo". E ho detto sì, ne vale la pena. Sono comunque molto serena, vada come vada.
Se va, stavolta potrebbe essere al governo.
Eh sì, potrebbe essere la volta del cambiamento. Quindi potrei anche portare un contributo concreto, dopo anni di opposizione sarebbe una grandissima soddisfazione.
Mi dica allora quale sarebbe la prima concretizzazione a cui vorrebbe lavorare.
La scuola. Dove ci sono tanti problemi e tanti nodi e io ho tante idee per risolverli. Sulla scuola ho lavorato tanto in questi cinque anni, anche con dei risultati positivi. Ma dall'opposizione sei limitato agli emendamenti, alle interrogazioni, alle mozioni, agli ordini del giorno.
Chi lo sa, potrebbe concretizzare da assessora all'istruzione.
Sarebbe il sogno più alto, non lo nego. Avere l'onore e l'onere di essere al timone e poter cambiare le cose, sarebbe il massimo. Ma non è una pretesa, non è una questione che ho posto, ci mancherebbe. Dovrà decidere il presidente nella sua massima libertà. Ma prima di pensare a questo concentriamoci sulla campagna elettorale...
E' la seconda che lei affronta. Se guarda alla situazione politica di oggi, cosa vede?
Vedo un centrosinistra che ha esaurito la propria propulsione ideale e valoriale. Il teatrino imbarazzante che è andato in scena negli ultimi giorni ne è la prova tangibile. Si è chiusa un'epoca, diciamolo: ora ci sono solo personalismi, protagonismi, guerre tra presunti leader. E dopo vent'anni di potere è giusto cambiare aria. L'alternanza è la democrazia.
E se guarda verso il centrodestra?
Il quadro si è composto, siamo ora un'area area compatta e unita. C'è però qualcuno che a un mese dalle elezioni vuole saltare dal carro perdente al carro vincente. Spero non succeda, altrimenti che governo del cambiamento sarebbe? Non possiamo imbarcare quelli che sono cresciuti all'ombra di Dellai, alla corte del principe... Queste persone che cambiano all'ultimo momento non possono essere accettate.
E qualcuno direbbe, proprio lei condanna i cambi di casacca?
Alt, stop, fermi tutti. C'è una profonda, enorme, sostanziale differenza tra chi cambia per interesse e chi cambia per cercare il luogo e il modo migliore per poter esprimere al meglio il proprio modo di essere e le proprie idee. Sono due comportamenti completamente diversi. Non tollero e non accetto più di essere confusa con gli opportunisti. Se fosse stato per opportunismo sarei rimasta dov'ero, ad esempio nei Cinque Stelle che ora sono al governo.
E dal Patt è uscita quando era al massimo splendore. E' vero.
Era il partito del presidente, al governo della Provincia. No, basta, non accetto di essere confusa con chi cambia casacca per interesse, altrimenti mi arrabbio davvero. Io sono stata coerente con le mie idee. Basta con questa storia, ricordata solo a me, anche dalla stampa...
Come, cosa c'entra la stampa?
Ogni volta che si scrive di me si mette sempre 'ex grillina', 'ex Patt',. Ma insomma, se vale per me valga anche per i miei colleghi uomini, che per i tre quarti hanno cambiato anche loro almeno due partiti. Altrimenti lo si dica, è un fatto di machismo, di misoginia: se un uomo salta da una parte all'altra è un figo, se a cambiare è una donna, se è una donna che con coraggio e libertà decide in autonomia... beh, lasciamo perdere, ha capito...
Aggressiva la sua difesa. Non scriverò mai più 'ex qualcosa'. Promesso.
Grazie. E comunque sì, aggressiva. Anzi no, aggressiva non mi piace, mi piace di più graffiante. E ho tutta l'intenzione di fare questi trenta giorni di campagna elettorale in chiave rock. Anzi, punk. (ride).
A proposito di musica, l'ho vista ballare in testa al corteo del Dolomiti Pride.
E ne vado fiera. E' stata una manifestazione meravigliosa e giustissima. Credo fermamente nei diritti civili e penso che non debbano essere patrimonio soltanto della sinistra. Sono un valore anche per la destra liberale e liberal.
Certo che il centrodestra sul tema dei diritti civili...
Prima di entrare in Forza Italia ho messo le cose in chiaro e ho posto subito la questione. Mi è stato garantita la piena cittadinanza delle mie idee e dei miei valori, anche di questi. Forza Italia è un partito composito, come lo è tutto il centrodestra, di cui fanno parte anche le anime liberal com'è la mia.
Oltre ai diritti, mi dica tre cose per cui si batterà nella prossima legislatura.
Primo, la scuola. C'è bisogno di una rivoluzione copernicana. La scuola deve diventare il posto più bello in cui studenti e insegnanti entrano ogni mattina. Usando bene la competenza sull'istruzione assegnate alla nostra Autonomia si potrebbero fare cose meravigliose. Rossi è stato capace solo di copiare (male) la Buona scuola di Matteo Renzi, per dire.
Secondo.
Un Piano Marshall della viabilità. Completamento delle opere pubbliche e delle infrastrutture viarie. Per aprirsi al futuro e per non rimanere nel medioevo dei collegamenti, soprattutto tra città e valle.
Terzo.
La sanità. Dev'essere ripensata in chiave regionale o addirittura euroregionale. E dobbiamo puntare su una facoltà di medicina a Trento, con una clinica universitaria. Altrimenti tra pochi anni non ci saranno più medici nemmeno al Santa Chiara.
Ho visto che fa la campagna elettorale in tandem con un altro suo collega candidato, un uomo.
Sì, con Luigi Masato. L'ho voluto fare per dare sostanza alla legge sulla doppia preferenza di genere che ho promosso in Consiglio provinciale. Ricordiamolo, se si usano le due preferenze devono essere uomo/donna o donna/uomo, altrimenti vengono annullate. E consiglio a tutti di usare le due preferenze, così si dà forza anche alle donne.
Il suo collega di tandem è anche lui un candidato punk?
No, non direi. Ma la diversità arricchisce. Lui è più melodico, diciamo, ma le note diverse completano lo spartito.
Sarà un punk melodico, allora?
Sì, mi piace. E via con il punk melodico.












