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Parte la fronda in Forza Italia contro Michaela Biancofiore. Una lettera a Berlusconi chiede la sua testa

Sotto accusa la sua gestione politica. Tra i firmatari Donatella Conzatti, Giacomo Bezzi (se alla fine non cambia idea) e Giorgio Manuali

Di Donatello Baldo - 04 maggio 2018 - 06:01

TRENTO. "Signor Presidente Silvio Berlusconi", così comincia la lettera della fronda interna a Forza Italia del Trentino. Il destinatario è proprio il capo indiscusso, il proprietario del partito: "sottoscriviamo la presente mossi da attaccamento al partito Forza Italia e alla nostra terra trentina". Ma mossi soprattutto - lo si leggerà in seguito - dalla volontà di chiedere la testa di Michaela Biancofiore.

 

"Dirigenti che hanno scritto la storia trentina del partito si sono dimessi. Rappresentanti istituzionali di primo piano anticipano la volontà di allontanarsi da un partito che hanno contribuito ad arricchire con idee e reti. Elettori e aderenti lamentano disorientamento e mancanza delle condizioni per lavorare nei contesti locali".

 

Qui il riferimento è a Giorgio Manuali, che ha deciso di dimettersi dalla vicepresidenza del coordinamento regionale dopo la nomina di Maurizio Perego a coordinatore provinciale imposta dalla pasionaria azzurra. E l'altro riferimento è a Manuela Bottamedi  che non ha condiviso la scelta della Biancofiore e invoca  “più squadra” nella gestione del partito.

 

"Riteniamo siano gli effetti derivanti da una causa", spiegano i firmatari a proposito di queste defezioni: "una gestione del partito, posta in essere da Michaela Biancofiore, non improntata alla condivisione politica e alla doverosa attenzione nei confronti delle persone. Effetti che possono mutare in meglio risolvendo il problema alla fonte".

 

Proprio così: "risolvendo il problema alla fonte". Un taglio netto, alla gestione politica di Michaela Biancofiore. "La proposta corale che rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, è politica e aderente al dato di realtà". Insomma: la colpa è tutta della Biancofiore e 'signor Presidente' faccia lei qualcosa, ce la tolga di torno.

 

Ma chi sono questi sottoscrittori? Chi avrà mai tanto ardire da prendere carta e penna e scrivere a Silvio Berlusconi per parlar male della sua più fidata fan e sostenitrice? Una su tutti: Donatella Conzatti. E' lei che muove i fili della trama, lei che la vorrebbe allontanare. Perché si mormora che le sue ambizioni non si siano fermate sullo scranno del Senato ma guardino alla presidenza della Provincia autonoma.

 

Poi al gruppo si aggiunge anche Giorgio Manuali. Ma lui non ha ambizioni, lui sembra mosso solo dal profondo dispiacere di vedere andare a rotoli un partito che negli anni della bufera ha saputo comunque tenere a galla. A Manuali la nomina di Perego ha fatto male, ma per davvero: non sembra ambire a chissà cosa.

 

Quindi Conzatti, Manuali e poi chi altro? Giacomo Bezzi, perché si sa che lui Michaela Biancofiore non la sopporta proprio. E si sa che cerca in tutti i modi di tornare anche il prossimo giro in Consiglio provinciale. Se rimane la pasionaria azzurra alla guida del partito, se lo sogna. L'ha lasciato a casa anche nelle scorse elezioni politiche, di lui non ne vuol sapere. 

 

Avrebbe tutto il vantaggio di vederla andare via, ma sappiamo anche che Giacomo Bezzi è un abile politico e alla fine la sua firma potrebbe anche ritirarla e cambiare idea all'ultimo minuto. Guarderà da che parte pende la bilancia, e fino all'ultimo terrà la penna in mano, per poi metterci il tappo e dire no, non firmo. Vedremo.

 

Ma torniamo alla neo senatrice Donatella Conzatti. Dicevamo che è lei l'artefice, lei che ha voluto fare la mossa della lettera all'illustre presidente. Forse crede ancora di stare nell'Upt, dove la guerra si fa con le truppe cammellate che portano persone e tessere nelle assemblee sul territorio. Forse non sa che in Forza Italia decide il capo

 

E Manuela Bottamedi che farà? Lei non firma. Se è vero che anche la consigliera provinciale ha criticato la scelta di nominare Perego alla guida del partito, è altrettanto vero che di iniziare una battaglia con vicino Bezzi e Conzatti e le loro brame di candidature non ne ha voglia.

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