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Patt e Lega, scontro su orsi e lupi: ''Anche il vostro ministro vuole impugnare la nostra legge''. ''Pensa per te Panizza''

Le Stelle Alpine accusano il governo Lega-5Stelle di essere contro l'autonomia per la contrarietà alla norma votata da Trento e Bolzano. Difesa d'ufficio dei parlamentari del Carroccio che però non va a segno. E il Patt insiste: "Anche Fratelli d'Italia con noi, ma il senatore De Betoldi tace per non mettere il centrodestra in imbarazzo"

Di db - 13 luglio 2018 - 19:41

TRENTO. Un botta e risposta a breve giro quello tra la pattuglia dei parlamentari trentini della Lega e le Stelle Alpini. Parole forti che sono volate sul tema della legge su orsi e lupi approvata a Trento ma impugnata a livello nazionale, dallo stesso governo di cui fa parte la Lega, che più di tutti ha spinto per la gestione in loco del problema.

 

Il Patt scrive su Facebook tutto il suo sconcerto: "Il governatore Zaia ha bloccato l’iniziativa di 12 consiglieri della Lega che nei giorni scorsi avevano depositato una proposta di legge sull’esempio di quella trentina". Legge che prevede, nel caso di soggetti pericolosi, il ricorso alla cattura e in extrema ratio all’uccisione di orsi e lupi.

 

"Siamo basiti dal livello di confusione che il Governo Lega-5Stelle sta creando all’interno dei suoi stessi organi politici locali. È curioso vedere che non esiste una visione d’intenti comune nemmeno tra Zaia e i suoi stessi consiglieri. Anche il ministro della Lega Centinaio si schiera con il Ministro Costa dei 5Stelle sull'impugnazione della legge trentina".

 

Per Franco Panizza, che ha firmato la nota, "solo il Patt continua coerentemente a difendere le prerogative della nostra Autonomia contro gli attacchi centralisti del nuovo governo giallo-verde, perché il tema dei grandi carnivori coinvolge il nostro territorio".

 

Immediata la risposta di deputati e senatori della Lega, che si sono sentiti tirati in ballo e accusati di aver 'tradito' la tanto sbandierata autonomia dei territori. "All’ex  senatore Panizza - rispondono piccati - non pare vero di poter sparare  a zero sulla Lega. Spiace quindi informare lui (e il suo smisurato ego, sic!) che la questione è molto più semplice e chiara di quanto lui vada in giro dicendo".

 

E la spiegano così: "Sia Zaia che Centinaio hanno a cuore e conoscono da vicino le problematiche derivanti dalla presenza di lupi ed orsi sul territorio, un'attenzione che invece non risulta innata per il Patt considerato che sul tema si è svegliato magicamente dopo la sonora batosta di marzo e in vista delle elezioni provinciali di ottobre".

 

"Inutile fare ora i saccenti accusando altri di non riuscire a risolvere la situazione e di essere contro l’autonomia". I leghisti spostano un po' il tiro, tirando in ballo Renzi e il Pd: "Sarebbe bastato intervenire adeguatamente nella precedente legislatura sollecitando il Governo Renzi a trovare una soluzione prima che il quadro degenerasse".

 

La difesa degli esponenti del Carroccio va ad attingere alle cose del passato, senza però rispondere nel merito. "Come avrebbe potuto un partito che vuole abolire le Regioni a Statuto speciale accentrando i poteri a Roma (PD) – alleato del Patt – concedere agli Enti locali e alle Province autonome di Trento e Bolzano la deroga per la gestione dei grandi carnivori?".

 

Forse hanno pure ragione e non avrebbe potuto, ma perché non può ora il nuovo Governo, perché impugnare questa legge? Su questo non c'è una risposta. La risposta tira in ballo Dallapiccola che sosteneva che il lupo potesse essere attrattivo anche per il turismo, la presenza di moschee, il taglio dei servizi sanitari, la chiusura dei punti nascita, l'accoglienza a tutti i costi e il buonismo smisurato.

 

"Vede caro Franco - scrivono i parlamentari - dove erano i suoi consiglieri quando la Lega presentava in Aula alcune soluzioni sul tema dei grandi carnivori? Vogliamo vedere quanti voti favorevoli il Patt ha dato?". scrivono arrabbiati Giulia Zanotelli, Vanessa Cattoi, Stefania Segnana, e Diego Binelli.

 

"Caro Panizza - continuano, un po' fuori tema - lei che ha sostenuto gli svuotacarcere, gli indulti e la depenalizzazione dei reati minori, lei che parla di prendere in giro le persone quando dovrebbe pensare solamente al suo operato e al suo atteggiamento, pensi a ciò che succede in casa propria. Saros pù che davanz", concludono.

 

Ha buon gioco a questo punto il Patt a dare un'altra 'sberla', considerata la difesa un po' confusa del leghisti: "Contro la posizione del ministro pentastellato Costa e del ministro leghista Centinaio si sono fatti sentire anche alcuni deputati di Fratelli d’Italia. Si dicono sconcertati e preoccupati per la minaccia di impugnazione delle leggi approvate a Trento e Bolzano".

 

"Il Patt non può che trovarsi d’accordo, in questo caso, con la posizione dei deputati di Fdi. Tuttavia, ci chiediamo cosa ne pensa il senatore trentino di Fdi, Andrea de Bertoldi, il quale non ha ancora fatto pervenire la propria voce".

 

"Sarebbe bene che si esprimesse anche lui per far cambiare idea ai due ministri del Governo giallo-verde. De Bertoldi dovrebbe prendere spunto dai suoi colleghi deputati che, pur rappresentando un partito nazionalista, hanno trovato il coraggio di schierarsi con chi vive la montagna".

 

E chiudono il match con un'ironica allusione al momento imbarazzante: "C'è da chiedersi se il silenzio del senatore eletto a Trento non sia dovuto alla volontà di non mettere in imbarazzo i suoi alleati del centro destra trentino".

 

 

 

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