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Lupi, Fugatti al centrosinistra: ''Inconcludenti''. La replica del Patt: ''Basta prendere in giro i cittadini, il nostro ddl fermato dal governo Lega-M5s''

L'ex governatore Ugo Rossi e l'ex assessore Michele Dallapiccola contrattaccano dopo il duro affondo del neo presidente: "Ora deve decidere, agire e prendere responsabilità. Basta chiedere al governo, che non lo ascolta, faccia qualcosa"

Di Luca Andreazza - 21 gennaio 2019 - 23:03

TRENTO. "Le dichiarazione del presidente Fugatti sono sconcertanti", questa la presa di posizione di Ugo Rossi in riferimento all'attacco del neo governatore al centrosinistra dopo l'attacco del lupo alle gregge in quel di Ala: "Sono stati inconcludenti. Qui - aveva detto il leader della Lega - ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, noi ci prenderemo le nostre, ma i cittadini non possono correre simili rischi" (Qui articolo). 

 

"Se - prosegue l'ex governatore - come autonomisti consideriamo le considerazioni del presidente legittime, in quanto la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto, rimaniamo sorpresi dalle affermazioni contro la precedente amministrazione. Deve smettere di prendere in giro la gente, soprattutto su un tema serio e delicato, come quelli di lupo e orso".

 

E il Patt si riferisce in particolare alle "battaglie" portate avanti a livello locale da Michele Dallapiccola e Ugo Rossi, ma anche a livello nazionale con interventi in parlamento e con una specifica proposta di attuazione, per attribuire una maggiore libertà di azione alle due Province di Trento e Bolzano nella gestione dei grandi carnivori (Qui articolo).

 

Un ddl, votato in modo convinto anche dalla Lega, stoppato e impugnato dal ministro pentastellato Sergio Costa. "Probabilmente - dice Dallapiccola - Fugatti non ricorda che è stato proprio un ministro del governo Lega-Movimento 5 stelle a sostenere apertamente l'intenzione di limitare le competenza delle nostre autonomie in materia fauna per riportarle integralmente in capo allo Stato. Lo stesso ministro che ha più volte espresso le intenzioni di vietare ogni e qualsiasi tipo di abbattimento". 

 

Il Patt rispedisce al mittente le accuse di "inconcludenza": "Avevamo sollevato insieme a Kompatscher - aggiunge l'ex assessore - la problematica a livello nazionale attraverso due disegni di legge identici che avrebbero permesso alle Province di gestire i grandi carnivori in accordo e sotto l'osservanza dei competenti organi, come l'Ispra. Ma il governo a trazione leghista non ha ancora dato il via libera alla legge, nel silenzio totale degli esponenti del carroccio".

 

L'ex governatore parte al contrattacco: "Quando non era presidente - continua Rossi - proponeva ordini del giorno, nei quali l'amministrazione provinciale avrebbe dovuto 'garantire a norma dell'art. 52 dello Statuto di Autonomia, la sicurezza dei cittadini e la tenuta del comparto zootecnico alla luce della presenza del lupo sul territorio provinciale, utilizzando le risorse finanziarie previste sulle corrispondenti unità di voto per la predisposizione di piani e l’adozione di provvedimenti che prevedano anche la possibilità di abbattere gli esemplari che dovessero rivelarsi pericolosi per gli allevamenti e le persone'. Ora invece dice che si tratta di ordine pubblico e propone 'tavoli' per affrontare il problema".

 

Non ci sta la precedente amministrazione provinciale. "Invitiamo Fugatti - attacca Dallapiccola - a mettere in atto, immediatamente, quanto proponeva nel suo ordine del giorno, che corrisponde del resto a quanto sbandierava in ogni angolo del Trentino quando cavalcava il problema di orsi e lupi. Far dichiarazioni e diffondere paura tra le persone era certamente più semplice, ma oggi deve decidere, agire e assumersi responsabilità".

 

Una questione anche di metodo. "Ricordiamo anche che oggi la legge provinciale 9 dell'11 luglio 2018 - evidenzia il Patt - conferisce al presidente la possibilità e la responsabilità di prendere i provvedimenti del caso. Fugatti si dimostri quindi autentico presidente di una Provincia Autonoma che vuole esercitare fino in fondo le proprie prerogative e non si rivolga al governo, che peraltro non lo ascolta, per ogni cosa".

 

"Il nostro obiettivo - conclude Rossi - non è quello di cercare facili polemiche, ma di garantire sicurezza e prospettive a quanti vivono e lavorano nei territori di montagna. Noi autonomisti, come abbiamo più volte sostenuto, non siamo per un abbattimento incontrollato, ma per una giusta e corretta gestione del problema dei grandi carnivori, che permetta, nei casi pericolosi, come successo ad Ala, di intervenire anche attraverso l’abbattimento degli animali ritenuti pericolosi per le persone e le attività economiche".

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