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Orsi e lupi, Dallapiccola: “Da Fugatti tante bugie, la Lega sui grandi carnivori ha fallito la gente è stata presa in giro”

In aula è andato in scena un duello fra Dallapiccola e il presidente Fugatti che è apparso in difficoltà nel giustificare le scelte della Giunta sui Grandi carnivori. L’ex assessore: “Pensare di risolvere la situazione mettendo gli orsi in gabbia espone al pubblico ludibrio la nostra Provincia e si è costretti a drogare degli animali perché stiano calmi, da veterinario dico che è una scelta criminale”

Di Tiziano Grottolo - 24 giugno 2021 - 06:01

TRENTO. Sul tema dei grandi carnivori in Trentino da tempo si sta disputando un lungo incontro che vede contrapposte varie anime: da un lato il Centrosinistra che ha governato fino al 2018, all’altro angolo la destra rappresentata dalla nuova Giunta leghista. In mezzo ci sono anche le associazioni ambientaliste che non risparmiano né gli uni né gli altri, contestando molte delle decisioni prese finora.

 

I protagonisti di questo round però, sono stati l’ex assessore competente sul tema, Michele Dallapiccola, e l’attuale presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Come già anticipato nel tempo, sul tema dei grandi carnivori, c’è stata battaglia. Spesso aspra, dai toni accesi e non sono mancati i colpi bassi come quando Fugatti raccontava la “storiella del lupo” (Dallapiccola era l’assessore in maggioranza) sostenendo che questi carnivori non potessero essere arrivati da soli dalla Slovenia. Peccato che è proprio così che è andata.

 

Ad ogni modo ora le parti si sono invertite e il ruolo “dell’inquisitore” tocca a Dallapiccola che nell’occasione ha chiesto lumi sul progetto di radio-controllo dei grandi carnivori scomparso dai radar con l’arrivo della nuova giunta. “Vi ricordale – ha esordito l’attuale consigliere del Patt – la novella di Peter Pan con Capitano Uncino che ha dietro di sé un ticchettio quello del coccodrillo che lo segue, ecco, l’orso con la Giunta è più o meno una cosa del genere. Puntualmente sornione questo plantigrado ogni fine inverno comincia a farsi notare, quest’anno con la novità delle predazioni invernali in val di Sole. Quando accadono questi episodi la colpa è di chi amministra, per la legge del contrappasso per diversi anni è stata colpa mia, ma ora è vostra. L’orso è democratico non guarda in faccia nessuno e mangia quello che trova”.

 

A questa parole Fugatti ha incassato anche se in aula c’è stata un po’ di agitazione. Dagli orsi si è poi passati ai lupi, altro tema caldo delle montagne trentine. “Se l’orso è onnivoro – l’osservazione di Dallapiccola – il lupo ha bisogno di carne – si dice che un adulto ne consumi 3 chilogrammi al giorno, precisa – fresca o putrida, non importa quello che è più comodo trovare. Se per anni ti sei proclamato strenuo difensore dei diritti dei cittadini a scapito della proliferazione dei grandi carnivori quando ti trovi alla guida ti accorgi che non è proprio così facile. Nella scorsa legislazione proprio lei – ha ricordato il consigliere autonomista rivolgendosi direttamente a Fugatti – inveiva contro la gestione provinciale dei grandi carnivori e fa davvero sorridere vedere che ci esortava a fare tutto quello che non si è riusciti a fare in questi ultimi tre anni. Non aver preso in mano la situazione lo considero un grande atto di codardia politica”.

 

Ora però i lupi ci sono, dalla loro hanno norme che li tutelano e si riproducono espandendosi su tutto l’arco alpino. Per usare le parole dello stesso Dallapiccola:Pensare qualsiasi altra considerazione diversa dall’accettarli è molto difficile. Oggi gridare che si farà qualsiasi cosa per limitare la diffusione del lupo significa prendere in giro la gente”. E qui ad alcuni saranno tornate in mente le immagini della protesta (che risale al luglio 2019) organizzata da Coldiretti contro i grandi carnivori, dove la Lega, già al governo della Provincia, era scesa in piazza di fatto a protestare contro sé stessa.

 

Il terzo attacco dell’ex assessore chiama in causa il Casteller: “Pensare di risolvere la situazione mettendo gli orsi in gabbia espone al pubblico ludibrio la nostra Provincia e si è costretti a drogare degli animali perché stiano calmi. Senza contare che la Lega urlava alle mie riunioni ‘state buttando via soldi’ quando noi spendevamo 100, 200mila euro all’anno fatevi i conti di cosa è costato tenere e drogare degli esemplari di orso in gabbia. Da veterinario state commettendo un crimine, gli animali piuttosto che in quelle condizioni stanno meglio morti”.

 

A questo punto, forse perché colpito sul vivo, Fugatti si agita e chiede il tempo (ogni consigliere ha diritto a 10 minuti), l’autonomista ha sforato di una trentina di secondi così scatta il campanello “dell’arbitro” Kaswalder e Dallapiccola deve cedere la parola per la risposta del presidente.

 

Fugatti, leggendo la risposta, ha fatto sapere che l’applicazione dei radiocollari su orsi e lupi è considerata suggestiva ma di difficile applicazione: “Dati alla mano le esperienze condotte in Europa e in Trentino non hanno prodotto sistemi attivi di prevenzione a beneficio degli allevatori. Il contenimento dei danni dipendono dalla presenza del pastore, le protezioni elettrificate e i cani da guardiania”. Qui però va detto che in realtà in Veneto si sta portando avanti un progetto molto simile (dal costo di circa 170mila euro) a quello abbandonato dal Trentino nel 2018, che prevede di sfruttare tecnologia e Gps per ridurre le predazioni, inoltre se è vero che con le “tradizionali” misure di prevenzione si ottengono grandi risultati (usandole nel modo corretto) i radiocollari vanno intesi come una protezione aggiuntiva e non esclusiva rispetto alle altre.

 

I radiocollari risultano molto costosi e dovrebbero essere applicati a molti grandi carnivori – ha affermato Fugatti – impensabile la prospettiva in termini di costi-benefici. Sussistono limiti tecnici che ne limitano l’utilizzo a regime come il numero assai ridotto di poligoni. Non v’è dubbio che la radiotelemetria satellitare con collari Gps che la Provincia utilizza è uno strumento di supporto per la prevenzione dei danni sugli esemplari problematici. Anche questo monitoraggio intensivo presenta però limiti nel caso del lupo. Ferma restando l’attenzione per ogni soluzione innovativa, anche sperimentale, il Servizio faunistico è in contatto con altre realtà europee ma è opportuno garantire prioritariamente un supporto stabile per le attività di prevenzione tradizionale sopracitate”. A proposito dei costi però, vale la pena ricordare come la Giunta leghista abbia stimato che per l’ampliamento del Casteller servirebbero 1,2 milioni di euro, ipotesi quest’ultima ventilata proprio da Fugatti.

 

Dopo la risposta del presidente, c’è stato tempo (lo prevede il regolamento dell’aula) per la replica del consigliere interrogante. “La gestione dei grandi carnivori è per l’attuale Giunta uno dei più grandi fallimenti fra quello che si aveva intenzione di fare e fra quello che invece si è riusciti a fare. Il radiocollare costa 2.500 euro, le stazioni di lettura 3/400 euro. Quelle riferite da Fugatti sono bugie, malavoglia di cercare soluzioni per risolvere il problema. Tutta Italia sta sperimentando sistemi integrati con Gps, gli unici fermi in questo settore siamo noi. E non solo lì. Ci sono un sacco di opportunità che si potrebbero applicare”, ha concluso Dallapiccola.

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