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Casteller, il progetto di allargamento di Fugatti costa quanto tutti i danni causati da tutti gli orsi in Trentino negli ultimi 30 anni

L'assessora Zanotelli nel rispondere all'interrogazione di Lucia Coppola ha spiegato che allargare le recinzione per ''ospitare'' in futuro nuovi orsi costerà 1,2 milioni di euro. Inoltre per riparare la recinzione dopo la prima fuga di M49 sono stati spesi 162.000 euro e l'orso poi è scappato lo stesso. Dieci mila euro in più di tutti i danni causati da tutti gli orsi l'anno scorso (152.689 euro). Coppola: ''Palliativi costosi che potevano essere evitati liberando gli orsi e mettendo in atto politiche di informazione corretta dei cittadini, tutela degli allevamenti, dissuasione dall'avvicinamento ai centri abitati''

Di Luca Pianesi - 22 dicembre 2020 - 05:01

TRENTO. I lavori per il primo rinforzo della rete di contenimento del Casteller, quelli che non sono serviti a nulla visto che M49 è riuscito nuovamente a scappare, sono costati, da soli, 10.000 euro in più di tutte le spese sostenute dalla Pat per l'indennizzo da danni causati da tutta la popolazione di plantigradi della provincia nello scorso anno (162.000 euro contro i 152.689 euro di risarcimenti danni). E' questo il dato che emerge dalla risposta dell'assessora Zanotelli all'interrogazione della consigliera Lucia Coppola, che mostra quanto assurda si stia rivelando la gestione (o meglio la non gestione visto che, di fatto, ci si è limitati a intrappolare tre orsi e poco altro in questi ultimi due anni) dei grandi carnivori in Trentino da parte della giunta leghista.

 

Per non parlare del grande piano di Fugatti che prevede un ampliamento della recinzione per contenere altri orsi in futuro, che costerebbe come quanto sono costati gli indennizzi pagati dalla Provincia di Trento per tutti i danni causati da tutti gli orsi da quando è iniziato il progetto di reintroduzione sulle montagne del Trentino: 1,2 milioni di euro per una recinzione che dovrebbe imprigionare qualche plantigrado, non si sa bene come e perché, contro più o meno la stessa cifra che è stata spesa dai primi anni '90 al 2019 per tutti i danni causati dalla popolazione totale degli orsi trentini (dal 2019 al 2007 sono stati dati 967.481 euro agli allevatori, apicoltori, agricoltori trentini a titolo di risarcimento. A questi si possono aggiungere a farla grossa altri 200.000 euro dal 2006 al 1990 e si può vedere che il totale è molto più probabilmente inferiore a 1,2 milioni di euro). 

 

Insomma il progetto di Fugatti e della Giunta leghista non ha senso né sul piano economico né sul piano scientifico né sul piano della prevenzione. Ma c'è chi si accontenta di questi annunci e non va oltre al maquillage politico senza pensare che se solo quelle risorse fossero destinate alla popolazione per informarla, al cambio totale dei bidoni dei rifiuti in tutte le aree dove gravitano i plantigradi (ma non solo), ai risarcimenti e soprattutto alla prevenzione (quella vera dei recinti elettrificati, dei cani da guardiana, del monitoraggio, della messa in sicurezza di stalle e ricoveri per gli animali) si potrebbe fare molto, molto di più. Ma all'intelligenza e alla scienza si preferisce la clava in Trentino da qualche tempo e così la situazione è quella descritta dall'assessora Zanotelli nella sua risposta a Lucia Coppola.

 

''I lavori per un eventuale ampliamento dei recinti adatti ai grandi carnivori sono in progetto e pertanto non si è indetta la gara d'appalto (...) - scrive l'assessora nella sua risposta -. L'eventuale ampliamento della recinzione atta a contenere grandi carnivori è progettata ed il costo stimato è di 1,2 milioni di euro. Dopo la prima fuga di M49 le spese sostenute per un primo rinforzo del recinto (investimento in lamiera parte alta della recinzione e antiscavalco alla gattara) ammontano a circa 162.000 euro; le altre spese sostenute per la gestione degli orsi presso il 'Casteller' dalla prima cattura di M49 ad oggi (dal 14 luglio 2019) sono quantificate in 15.000 euro circa comprensive di spese di trasporto, alimentazione e cure mediche''. 

 

''Che dire, tutti quei soldi spesi per soluzioni che in nessun caso sono conformi alle necessità di uno/tre plantigradi - commenta Lucia Coppola dopo aver letto la risposta dell'assessora -. Palliativi costosi che potevano essere evitati in prossimità dell'inverno e del relativo letargo. Liberando gli orsi e mettendo in atto politiche di informazione corretta dei cittadini, tutela degli allevamenti, dissuasione dall'avvicinamento ai centri abitati. M49 non è  mai stato pericoloso per gli esseri umani. Quando lo hanno catturato per la terza volta era in una zona selvaggia e lontana da baite e rifugi da dove non avrebbe potuto fare danni. Il giovane M57 che ha incontrato il carabiniere, causando un grande spavento ma non danni fisici, poteva essere dissuaso dall'avvicinarsi all'abitato trovando modalità diverse dalla prigionia. Una condanna all' ergastolo nel carcere di Guantanamo del Casteller. Ciò che di peggio non potrebbe succedere a un animale selvatico, bisognoso di spazi vitali, boschi, corsi d'acqua, rocce, tane''.

 

''Perché  - prosegue la consigliera dei Verdi - finché non si mettono nei centri abitati i bidoni anti ribaltamento è inutile prendersela con gli orsi che hanno fame e si avvicinano. La povera DJ3 è  prigioniera da 11 anni. Ne aveva tre e si era solo avvicinata a un cento abitato senza peraltro fare danni. Non è  certo che la lunga captivazione non le abbia tolto la capacità di vivere libera. Ma certo le è  toccata in sorte un'esistenza terribile. Ora è  anziana e meriterebbe di vivere quantomeno in spazi adeguati alle sue necessità. I maltrattamenti sono stati ben definiti e dichiarati purtroppo dai carabinieri dei Cites. Scelte crudeli quelle della nostra provincia, inutili e poco sensate. Molto altro si poteva fare consultando magari etologi ed esperti della bio diversità animale e dei grandi selvatici. Grande tristezza''.

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