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Lupi e orsi, via libera alla gestione autonoma (e all'uccisione). Esulta la Lega, il Pd si spacca. Contrario l'M5S

Il consiglio provinciale ha approvato con 25 voti favorevoli (compresi gli assessori Zeni, Olivi, Ferrari e il presidente Dorigatti) il ddl Dallapiccola. Gli altri consiglieri del Pd si sono astenuti. Borgonovo Re: "Pur convinti che il disegno di legge andrebbe bocciato, riconoscendo di fare parte di una coalizione di maggioranza, abbiamo deciso di astenerci''

Di Luca Pianesi - 05 luglio 2018 - 17:27

TRENTO. Via libera al ddl per la gestione autonoma di lupi e orsi.e via libera alla possibilità di abbattere i grandi carnivori qualora lo si ritenga necessario. Il consiglio provinciale ha approvato il disegno di legge 230 proposto dall'assessore Dallapiccola e dalla Giunta con 25 voti a favore, compresi gli assessori del Pd e il presidente Dorigatti, 6 astenuti (gli altri esponenti del partito democratico e Manuela Bottamedi) e un voto contrario, quello dell'M5S Filippo Degasperi (mentre non ha partecipato alla votazione Claudio Cia).

 

Vince la Lega, che da sempre chiedeva interventi di questo tipo e che ha dimostrato coerenza nel suo opporsi ai grandi carnivori sin dall'inizio dei progetti Life Urus e Life Wolfalpsperde il Pd che per sostenere la maggioranza di centrosinistra autonomista si è giocato un'altra parte di elettorato (quello ambientalista e dei diritti per la salvaguardia della natura, più vicino ai Verdi), pareggia il Movimento 5 Stelle che con il suo voto contrario strappa applausi proprio dai delusi dalla votazione e si dimostra attento ai rapporti con Roma e con il governo centrale. Degasperi, infatti, in aula, ha osservato che più che far fuori il lupo con questa decisione si decide di far fuori il ministro, sancendo quel perenne contrasto tra Provincia di Trento e Roma, tra Governo provinciale e Ministero.

 

"Una posizione che non condivido - ha detto - perché è in questo che vedo il fine elettorale. L’approvazione di questo disegno di legge passerà infatti la palla direttamente a Roma. Un’operazione che banalizza, anziché valorizzare le nostre competenze. Siamo riusciti a trasformare un’opportunità in un problema e se il Trentino è un marchio apprezzato lo è anche perché sul proprio territorio esistono questi grandi predatori. Se prima della discussione avevo qualche dubbio su come votare, a questo punto non ho nessun dubbio e voterò contro". 

 

La norma, infatti, appare a tutti in contrasto con le normative nazionali ed europee di gestione e tutela di questi animali e quindi esiste un'alta probabilità che venga poi cassata da ricorsi e controricorsi (già pronti a partire da parte delle associazioni animaliste e ambientaliste). Contento il Patt che con Graziano Lozzer ha ribadito: "Non abbandoneremo la montagna del Trentino né come istituzioni né come famiglie che vivono di agricoltura in quota. Anche i turisti, apprezzano la salvaguardia delle montagne trentine garantita dagli allevatori, dalle aziende agricole e dalle malghe. Sempre più i territori della Provincia vivono di turismo e quindi occorre dare agli ospiti un’immagine del Trentino come quella che questo ddl promuove".

 

Dichiarazioni che si commentano da sole ma che trovano d'accordo Kaswalder che anzi avrebbe preferito, una legge ancora più dura, perché ha chiarito di essere per l’eliminazione totale dei lupi. "Le persone - ha detto - hanno diritto ad andare in montagna in totale tranquillità". "In passato - ha aggiunto - a partire dal 1400, le nostre comunità avevano capito che il territorio andava tutelato e prevedevano l’uccisione di questi animali e ora nel 2018 stiamo qui a discutere giorni interi su questo testo truffa, che voto solo perché non vorrei che qualcuno strumentalizzasse in campagna elettorale la mia contrarietà". Insomma dal 1400 al 2018 poco è cambiato. Il fatto che non sia più la natura una minaccia per l'uomo ma viceversa a Kaswalder non interessa.

 

La consigliera del Pd Donata Borgonovo Re ha spiegato, invece, che la questione è legata più ad aspetti emotivi che di minaccia concreta. Per quanto riguarda il tema dei risarcimenti, infatti, nel 2017 sono stati 144 gli episodi di predazione da parte degli orsi e la Pat ha risarcito gli allevatori per 83.000 euro. Per il lupo, le predazioni sono state 49 e il risarcimento è ammontato a 47.000 euro. Nello stesso anno i danni per altro genere di sinistri sono stati 66 ed hanno previsto un risarcimento pari a 70.000 euro. "Ci collochiamo dunque in una dimensione pressoché analoga - ha spiegato Borgonovo Re -. Quello che noi contestiamo è lo strumento di intervento risolutivo finale (l'uccisione ndr), quando l’impegno principale dovrebbe essere quello di ridurre al minimo i rischi con tutta una serie di altri strumenti (recinzioni elettrificate e cani da guardiana ndr). E contestiamo la validità di tale strumento. Qui il tema dell’autonomia deve arretrare rispetto al disegno istituzionale complessivo nel quale si colloca".

 

Eppure è arrivata l'astensione e non il voto contrario perché "il gruppo - ha spiegato la consigliera dem - dopo un ampio confronto, pur convinto che il disegno di legge andrebbe bocciato, riconoscendo di fare parte di una coalizione di maggioranza, ha deciso di astenersi". Come dire: il documento proposto dagli alleati del Patt e dagli assessori Pd Zeni, Ferrari e Olivi fa pena e va bocciato sia nel merito che nella forma ma il Pd si limita a dirlo. Non vota a favore ma nemmeno contrario. Insomma, il ddl è passato. La Provincia ha scelto la strada più breve per affrontare il problema. Ora la palla, come ha detto Degasperi, finisce in mano al governo.

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