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'Primavera trentina', la partecipazione che sfida il centrosinistra. Cattani: ''Per ora accendiamo i motori, pronti a metterci in proprio''

Sabato scorso, con Renzo De Stefani, si sono riunite più di sessanta persone per discutere di politica senza schemi precostituiti. "In questi due mesi vedremo anche come si muove il quadro politico provinciale"

Di Donatello Baldo - 23 aprile 2018 - 20:12

TRENTO. Sabato scorso, 21 aprile, per tutto il giorno presso lo studentato Nest si è tenuta la prima uscita di “Primaveratrentina”, il progetto lanciato da Renzo De Stefani e da altri firmatari della cosiddetta 'società civile', per rianimare la partecipazione nel campo del centrosinistra uscito terremotato dalle elezioni del 4 marzo.

 

Si sono così riunite più di sessanta persone per discutere di politica senza schemi precostituiti. Come territori, oltre a Trento, erano rappresentati Rovereto, Mori, Brentonico, Arco, Pergine, Val di Sole, Val Rendena, Valli Giudicarie e Val di Fiemme.

 

Un piccolo spaccato di Trentino che però sconta le difficoltà della sinistra (nelle sue varie forme) ad intercettare i giovani e a parlare con il mondo produttivo. In sala c’erano infatti numerosi professionisti medici, dipendenti provinciali, operatori nel sociale, docenti e professori universitari. Pure giornalisti, come Carmine Ragozzino, Fulvio Gardumi e Piergiorgio Cattani. A quest’ultimo abbiamo fatto alcune domande.

 

Cominciamo dalla fine. Che cosa è uscito dalla riunione? Spesso questi incontri si risolvono in scambi di vedute che però finiscono lì…

Visto che ci siamo chiamati “Primaveratrentina” ci siamo dati tempo entro l’inizio dell’estate per capire bene i nostri passi successivi. In queste settimane probabilmente verranno organizzati alcuni incontri sul territorio, secondo il nostro peculiare metodo partecipativo. Tuttavia il numero di questi incontri e il luogo in cui si terranno non dipendono dalla volontà di una regia centrale che non esiste, ma dall’iniziativa autonoma di chi aderisce al progetto.

 

Ma la discussione quali temi ha affrontato? Il rischio è di rimanere sempre sul vago...

Sono uscite alcune tematiche concrete su cui innestare il dibattito per i futuri incontri. Adesso elaboreremo una sorta di linee guida che almeno elenchino gli argomenti. Abbiamo parlato molto sul garantire la dignità ad ogni persona che vuol dire sicuramente attenzione verso le categorie più disagiate (migranti, poveri,…) ma soprattutto verso i 'nuovi poveri' che sono i giovani spesso precari o addirittura disoccupati.

 

La questione generazionale è fondamentale ma riguarda pure gli anziani.

E' vero, e le due estremità demografiche della popolazione sembrano presentare problemi diversi ma in realtà essi si risolvono insieme. Per esempio avviare gli studenti al lavoro di cura sarebbe uno sbocco interessante. Dobbiamo forse rispolverare un termine desueto, quello della 'piena occupazione' che vuol dire che ciascuno, giovane o anziano, possa avere un 'posto nella società'. Ma questo è solo un esempio.

 

Immagino che si sia toccato anche il tema della disuguaglianza sociale.

Sì, a partire da una necessaria redistribuzione del reddito. Certo non sono cose che possiamo decidere noi. Ma a volte pure la sinistra sembra non accorgersi neppure del problema. Altro punto essenziale è una vera politica ambientale – quante volte i bei programmi anche delle amministrazioni di centrosinistra sono stati stravolti e travolti dal cemento! Personalmente ritengo che in questi anni anche le più serie istanze ambientaliste siano state troppe volte umiliate, rimanendo prive di interlocutori istituzionali.

 

Fin qui i programmi che non sembrano molto distanti da quelli del centrosinistra, ora occupato in faccende non certo trascurabili come quella della scelta del candidato presidente. Voi come vi collocate?

In questi due mesi vedremo anche come si muove il quadro politico provinciale. Noi ovviamente non partecipiamo ai vari tavoli oggi aperti nella coalizione del centrosinistra autonomista. Abbiamo detto che noi siamo paralleli e non alternativi ai partiti.

 

Aspettate quindi le loro decisioni?

Sì, anche per quanto riguarda le candidature e gli assetti. Per ora ci preme riaccendere i motori della partecipazione. Certamente se la nostra area politica di riferimento riesce a dare segnali di rinnovamento noi saremmo di certo contenti. Valuteremo allora alcune opzioni: se salutarci e concludere la primavera oppure se continuare il cammino offrendo idee, persone, accompagnandoci con qualcuno o mettendoci 'in proprio'. Lo decideremo strada facendo.

 

Ma in concreto questo cosa vuol dire?

Qui non posso che parlare a titolo personale. A me è sempre piaciuta la figura di Giuliano Pisapia con le sue ultime scelte. Non si è ricandidato a sindaco di Milano, ha fatto un generoso tentativo per ridare speranza a quello che chiamava 'campo progressista' e poi si è ritirato perché le condizioni minimali per il suo progetto non c’erano.

 

Ha preso atto della situazione, con estrema tranquillità...

Anche qui in Trentino occorrerebbe avere politici coerenti ma pure capaci di valutare senza personalismi l’attuale fase. Chi ha orecchi per intendere, intenda. Ma ripeto, questa è una valutazione soltanto mia perché non ne abbiamo mai discusso tutti assieme.

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